L’EU ai motori: cancellate i dati degli utenti


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7281

Dopo sei mesi ogni dato deve essere cancellato per tutelare la privacy degli utenti.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 09-04-2008]

cancellate i dati degli utenti

Il gruppo di lavoro istituito dall’articolo 29 della direttiva europea in materia di protezione dei dati personali sta facendo arrabbiare i motori di ricerca d’oltreoceano per la richiesta che ha avanzato: costringerli a cancellare i dati degli utenti dopo sei mesi.

La preoccupazione del gruppo di lavoro riguarda i motori di ricerca che
si finanziano attraverso la pubblicità (vale a dire tutti, meno le
funzioni di ricerca interne dei siti web): “la cronologia delle ricerche di un individuo contiene un’impronta degli interessi, delle relazioni e delle intenzioni di quella persona”.

Si avanzano quindi delle richieste cui tutti i motori di ricerca, anche quelli con sede al di fuori del territorio dell’Unione Europea, dovrebbero attenersi qualora le indicazioni vengano ratificate dalla Commissione di Bruxelles.

Innanzitutto, dovranno promettere che i dati personali saranno usati solo per scopi legittimi,
e quando non saranno più utili andranno distrutti. Poi, gli utenti
dovranno essere informati sulle pratiche di raccolta e detenzione dei
dati; non solo: dovranno anche poterli visualizzare.

Inoltre i motori dovranno rispettare il desiderio di quei
webmaster che non vogliono far indicizzare i propri siti; infine,
dovranno dissociare gli indirizzi Ip dalle ricerche memorizzate. E, naturalmente, cancellare tutti i dati dopo sei mesi.

I motori di ricerca hanno risposto di aver bisogno di mantenere alcune informazioni
sugli utenti per poter offrire dei risultati più precisi in risposta
alle ricerche, nonché per poterli fornire alle forze dell’ordine
qualora ne facciano richiesta.

Il periodo di sei mesi, inoltre, è sensibilmente più breve di
quello adottato dai cinque principali motori di ricerca americani
(Google, Yahoo, Microsoft, Aol e Ask.com). Il gruppo di lavoro vorrebbe
che un eventuale maggior periodo di detenzione dei dati venga giustificato da reali necessità di servizio.

Qualora infine la proposta diventasse legge per l’Europa, sarà interessante vedere quali misure verranno adottate per assicurarsi il rispetto della normativa.

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