Il mestiere degli altri


dal sito http://www.beppegrillo.it//2010/12/il_mestiere_degli_altri/index.html?s=n2010-12-21

In posta trovi la banca. Alla stazione i centri commerciali. Non puoi ancora spedire un pacco allo sportello bancario, ma è solo questione di tempo. E’ il trionfo della universalità. Il politico passa il suo tempo in televisione, ma non in Parlamento, fa l’attore, non le leggi. Chi viene eletto, a tutti gli effetti, è come se fosse assunto dalla RAI. C’è una repulsione crescente verso il proprio mestiere che spinge a fare altro. Il treno in orario per Moretti è meno importante dei supermercati delle Grandi Stazioni.Benetton in teoria fa maglioni, in pratica gestisce autostrade, un’attività di cui non ha alcuna esperienza con la quale incassa però miliardi di euro di pedaggi. Colaninno, ex Telecom, ex Olivetti, ex tutto, va in Vespa e si occupa di Alitalia non sapendo una cippa di trasporto aereo. E’ l’apoteosi dell’incompetenza.
Le escort diventano ministre, i giudici fanno i deputati e molti deputati vorrebbero fare i giudici, il governo emana le leggi al posto di governare e l’opposizione, oltre a opporsi, trova il tempo di collaborare. L’oncologo Veronesi si improvvisa esperto nucleare. Fare altro serve a combattere la noia del proprio mestiere. Meglio dilettante ogni giorno, che professionista per tutta la vita. Solo chi affronta la sua attività con lo spirito del dilettante puro può svolgerla senza distrazioni, con la leggerezza dell’improvvisazione, Bertolaso delle catastrofi ad esempio, o Gasparri quando era ministro inconsapevole delle Telecomunicazioni.
Fare altro non significa, come è ovvio, rinunciare allo stipendio per il quale si è pagati per fare qualcos’altro. Anzi. L'”altrismo” non va confuso con l’altruismo, pur avendone l’assonanza. Se il delitto non paga, esattamente come Tremorti, fare il sindaco e il senatore, l’attore di teatro e il deputato, l’avvocato e il parlamentare paga doppio e anche triplo. L’altrismo sviluppa sinergie impensabili insieme ai portafogli. L’importante è partecipare (all’incasso). Trovare un ministro che fa il ministro, un eurodeputato che fa l’eurodeputato, una puttana che fa la puttana è un’impresa disperata. C’è pure chi si improvvisa leader mentre è presidente della Camera e chi partecipa alla stesura delle leggi come presidente della Repubblica.
L’attività del vicino è sempre più verde. Babbo Natale farà anche la Befana e i Re Magi insieme a San Giuseppe. Il trasformismo, vecchia malattia del Paese, che colpisce inesorabilmente gli italiani, da Giolitti a Scilipoti (con rispetto parlando) si è trasformato nella schizofrenia sociale. Ognuno è anche altro. L’importante, come sempre, è non lavorare e soprattutto, non prendersi le proprie responsabilità.

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Migliaia di SIM intestate a clienti ignari


dal sito http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=13801

Una ragazza di Catania si scopre intestataria di centinaia di SIM: emerge una truffa che coinvolte il “mercato nero” delle schede di telefonia mobile.

[ZEUS News – www.zeusnews.com – 29-12-2010]

Catania centinaia SIM intestate cliente ignara

Aveva centinaia di SIM intestate a proprio nome ma non ne sapeva niente: è stata la Guardia di Finanza di Catania a svelarglielo a seguito di un’indagine sull’attivazione di utenze telefoniche multiple di telefonia mobile.

Così una ragazza siciliana ha sporto querela e sono statearrestate due donne, la titolare e la commessa di un negozio di telefonia, rispettivamente di 27 e 23 anni.

Le accuse sono sostituzione di persona e falsità in scrittura privata, e si aggiungono al pagamento di unasanzione amministrativa di 156.000 euro per violazione del codice sul trattamento dei dati personali comminata alla titolare del negozio.

Stando a quanto scoperto dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardi di Finanza, truffe di questo tipo sono tutt’altro che rare e portano a chi le compie almeno due vantaggi.

Il primo è l’incasso dei bonus promessi per l’attivazione di un certo numero di SIM: le schede intestate illecitamente (migliaia, secondo la Guardia di Finanza) risultano comunque attivate e la rete di vendita premia la “bravura” del negozio.

Le SIM rese operative in questo modo non restano nel cassetto: vengono vendute in una sorta di “mercato nero” della telefonia mobile a persone che per diversi motivi non possono o non vogliono risultare intestatarie di una scheda, e che per godere di questo privilegio sono disposte a pagare prezzi superiori a quelli normali.

Le SIM illecite finiscono dunque spesso in mano a malviventi e in particolare alla criminalità organizzata, ma anche agli immigrati clandestini: costoro sono agevolati nelle loro attività, mentre i problemi ricadono sugli intestatari “ufficiali” delle schede.

 

L’avverbio intimidatorio


dal sito http://www.beppegrillo.it/2010/12/lavverbio_intimidatorio/index.html?s=n2010-12-30

Lo disse il magistrato Piercamillo Davigo anni fa. In Italia il divieto ha bisogno di essere rafforzato per essere preso sul serio. il semplice “Vietato fumare” è ignorato, è un invito quasi gentile. E’ necessario l’uso dell’avverbio intimidatorio: “E’ assolutamente vietato fumare” per attrarre l’attenzione. Le bollette che entrano nelle nostre case sono diventate delle minacce che persino un criminale incallito si guarderebbe bene dall’esprimere con una tale violenza di linguaggio: “Da pagarsi improrogabilmente entro il…” “Esecuzione forzata..“. Nelle cartelle di Equitalia l’intimidazione è riportata addirittura in chiaro, in modo esplicito: “La presente cartella ha valore anche di INTIMIDAZIONE ad adempiere l’obbligo…“.
Le minacce sono seguite da azioni che hanno l’obiettivo di stroncare ogni resistenzada parte dell’inadempiente. Non paghi l’acqua e l’elettricità? Ti è sequestrata la casa! Non vuoi saldare i canoni arretrati per la RAI di Minzolini e sentirti cornuto e mazziato? Ti viene sottratta la macchina. Lo schema è lo stesso del pizzo. Se non paghi tutto e subito ti incendiano il negozio, ti fanno saltare l’abitazione, ti tagliano le gomme. Il linguaggio intimidatorio accompagnato da sanzioni sproporzionate è l’unico rapporto possibile tra Stato e cittadini. Più uno Stato è debole, più deve alzare la voce. La mafia, in quanto credibile, non fa minacce, ma semplici richieste. Salva almeno le forme.
L’italiano però è avvezzo a tutto. Sopravviverebbe anche a un olocausto nucleare accompagnato da uno tsunami e dall’eruzione contemporanea del Vesuvio, dell’Etna e di Stromboli. E quindi non si fa intimidire. Se è necessario paga, ma solo se è messo con le spalle al muro. Altrimenti cestina. Neppure una lettera con una sequenza di avverbi spaventosi come improrogabilmente, anastaticamente, coartatamente, contenziosamente e cannibalescamente lo allarmerebbe. Ci è abituato e se ne frega.
L’italiano è naturalmente simmetrico. Più il divieto è intimidatorio, più fa il contrario. Un cartello con “Divieto assoluto di depositare rifiuti” messo in un prato è il modo migliore per creare una discarica dal nulla. Un avviso con “Proibito a chiunque raccogliere funghi porcini in questa proprietà” scatenerà una massa di fungaioli mai visti a casa vostra. La simmetria dell’italiano può essere però sfruttata con l’intimidazione contraria. Cartelli con “Obbligatoriamente fumare in questo locale” o “Fate cagare necessariamente i cani sul marciapiede” produrrebbero l’effetto contrario: Nessuno fumerebbe più e i cani diventerebbero tutti stitici.

Il capitalismo compiuto


dal sito http://www.beppegrillo.it/2011/01/il_capitalismo_compiuto/index.html?s=n2011-01-02

Lo Stato Italiano è diventato un grande suk del “capitalismo compiuto“. Uno Stato-Mercato con il trattino. Quello che era pubblico è stato privatizzato, dalle banche, all’energia, alle telecomunicazioni e ciò che non si poteva privatizzare è stato regalato alle multinazionali e ai privati sotto forma di concessioni, dall’acqua alle autostrade, dalla Veolia a Benetton. Il rapporto tra cittadino e Stato si è trasformato in rapporto tra cittadino e Mercato. Un mercato che dispone, per paradosso, dei beni di cui era proprietario proprio il cittadino. Non so se ve ne rendete conto, ma stiamo pagando strutture e servizi prepagate dai nostri padri e dai nostri nonni. Le autostrade dovrebbero essere gratuite, costruite km dopo km da decenni di tasse.
Dal 1° gennaio “scattano gli aumenti” autostradali, in realtà sono un pizzo. E’ immorale che i concessionari incassino miliardi di euro che dovrebbero rimanere allo Stato.Telecom italia è stata venduta a debito da D’Alema e distrutta finanziariamente, impossibilitata a fare investimenti, ma ha comunque distribuito miliardi e miliardi di dividendi e pagato centinaia di milioni di euro di stipendi e stock options a imprenditori con le pezze al culo. Di quanto si sono arricchiti i Buora, i Colaninno, i Tronchetti e i Gnutti? Questi patrimoni (perché di cifre colossali si tratta) dovevano essere versati nelle casse dello Stato. Telecom Italia era degli italiani, privatizzarla ci ha reso tutti più poveri. I beni dello Stato non sono “a disposizione” dei partiti per essere usati come “argent de poche” per i loro scopi. Lo Stato ci appartiene con tutto ciò che contiene e se qualcosa èuscito dalla scatola ci deve tornare. La battaglia per l’acqua pubblica è sacrosanta e va estesa a ogni bene primario, dall’energia, alla dorsale di Telecom. Il famoso “Abbiamo una banca!” dello sciagurato Fassino, le Fondazioni bancarie con cui i partiti controllano le banche (a partire da Unicredit), Credieuronord della Lega e le banche satelliti del Pdl sono la dimostrazione che non siamo governati da statisti e nemmeno da amministratori di condominio, ma da gente che non capisce la differenza tra la Repubblica Italiana e un Istituto di Credito Privato.
Negli ultimi cinquant’anni l’unica cosa pubblica ad aumentare è stato il debito. I partiti hanno speso senza chiedere il permesso e senza copertura 1.850 miliardi per opere inutili, attribuirsi stipendi da favola, creare sovrastrutture come le Province per i loro sodali. I partiti ci hanno derubato di ciò che era nostro e indebitati (il debito infatti lo pagheremo noi) per fare finanza elettorale. I Proci di Omero in confronto erano dei filantropi. Così come la merda attira le mosche, i nostri soldi attirano i politici. Per questo la merda e, quindi i soldi, va eliminata. Gli stipendi dei politici, dalle Regioni al Parlamento, devono essere allineati a quello di un lavoratore medio, i finanziamenti ai partiti aboliti e i servizi primari nazionalizzati e restituiti ai legittimi proprietari. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

P.S. Sono stati schedulati incontri per la creazione di Liste Civiche 5 Stelle nelle seguenti città:

AirolaCaninoCapoterraCarturaCassinoCastelmellaCirièCorigliano ScaloCrotoneMorlupoOderzoRiminiRoseto degli AbruzziSan Benedetto del Tronto,SienaSennoriTermoliTriggianoValenzanoViadanaVolpiano

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