« Ecco perché una penna USB non si rompe se non si esegue la procedura di rimozione »


dal sito http://www.sismi.info/ecco-perche-una-penna-usb-non-si-rompe-se-non-si-esegue-la-procedura-di-rimozione-468.html

Altra leggenda informatica è quella per cui si rompe una periferica
USB se si sconnette senza aver prima eseguito la procedura di sblocco
tramite il sistema operativo.

Benché vi sia un reale problema di fondo in realtà la periferica USB
non si danneggia in alcun modo. Quello che si danneggia sono i dati in
essi contenuti o meglio ancora quelli che sono stati messi o spostati
prima che ella fosse sconnessa senza la suddetta procedura.

Detto in maniera spicciola dovete sapere che quando attaccate un
hard disk, stampante, scanner con cavo usb i driver usati per
identificare la periferica ed usarla correttamente ci appoggiamo in
maniera completamente trasparente al protocollo Plug&Play che
permette di attaccare e staccare tali periferiche senza la necessità di
spengere la macchina. Tale protocollo garantisce da parte di qualunque
sistema operativo moderno di allocare driver e risorse fornendo
strumenti come indirizzi I/O, canali DMA, IRQ e porzioni di memoria il
tutto gestito in maniera automatica per far sì che non vi siano
conflitti hardware, cosa anche se rara ma che comunque succede
ugualmente.

Tutti noi abbiamo ben presente in mente come funziona il
salvataggio o la copia di dati su floppy e hard disk connessi col
normale cavo ide/sata
. Spostiamo i file e immediatamente sono
messi sul supporto senza attese. Nel caso dei CD/DVD invece fino a
quando non premiamo il pulsante Masterizza sul programma apposito la
procedura di salvataggio dei dati non è eseguita e pertanto se il
computer dovesse essere spento o il programma chiuso, si tramuterebbe
in un nulla di fatto, anche se virtualmente era stato deciso il
contrario.

Nel caso delle periferiche usb può sembrare di trovarci nel primo
caso dove i dati sono immediatamente salvati. In realtà questo non è
completamente vero. Essendo periferiche controllate dal sistema
operativo per semplificare la vita all’utente sulla questione hardware,
questa gestione comporta anche che sia lui ha decidere quando scriverci
per salvare/cancellare o rimuovere i dati. Anche se tramite terminale o
interfaccia grafica possiamo vedere le modifiche, a livello di file
system non possiamo avere la certezza matematica che è realmente così.

Rimozione sicura usb

Ma perché avviene questo?
Semplicemente perché
in quel momento potrebbe capitare che il computer sia impegnato in
altre operazioni e magari ha la memoria o processi occupati in altro.
Un sistema di scheduler metterà in coda la richiesta di modifica
sull’hard disk usb e non appena sarà possibile completerà l’operazione.
La procedura guidata di rimozione sicura dell’hardware consiste nel
saltare la coda dello scheduler e fargli eseguire le operazioni di
salvataggio dei cambiamenti mettendo in secondo piano tutto il resto.

Quindi se sconnettete una penna usb dove avete solo letto dati ma
non scritti o modificati, non avete bisogno di eseguire la procedura di
sconnessione perché il sistema non ha alcun eventuale processo a suo
carico. In caso contrario la procedura di rimozione è consigliata.

Ho eseguito la procedura di sconnessione, ma ricevo un
errore che qualcuno sta utilizzando la periferica ma non ho alcun
programma aperto:
Molte volte capita che pur facendo le cose
secondo il manuale qualcosa non funzioni. Se tentate di sconnettere la
penna usb e riceve questo tipo d’errore vuol solamente ricordare che il
sistema rileva che qualcuno deve ancora terminare dei processi di
scrittura o lettura su tale periferica. Molte volte magari vi siete
dimenticati di chiudere un programma, ma altre volte non è sufficiente.
Questo succede perché il sistema ha delle operazioni da fare anche se
tutti i programmi sono chiusi. In quel caso non c’è nulla da fare se
non staccare la periferica, riavviare il computer o eseguire un comando
apposito di “rimozione forzata”. In tutti i casi non è garantita
l’integrità dei file.
Considerato che nel caso di penne usb i dati spostati saranno
nell’ordine di qualche centinaio di mega, le procedure di modifica
sulla periferica saranno quasi sicuramente eseguite immediatamente. Nel
caso invece si abbia a che fare con periferiche di massa più grandi
allora la procedura di rimozione sicura è particolarmente consigliata.

Qualcuno, a sentir questo, potrebbe obbiettare che si esegue la procedura di rimozione sicura per una questione di alimentazione
evitando sovralimentazioni o sbalzi di corrente. Anche questo è falso
perchè quando si esegue la “famosa procedura”, la periferica non smette
di funzionare ma gli viene tolta l’alimentazione che equivale a
staccarla a mano o spengere il computer di botto. Eventuali sbalzi si
possono avere mentre la periferica è connessa non in quella frazione di
secondo necessaria per toglierla.

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Comuni a 5 stelle: Acquanegra


dal sito http://beppegrillo.it/2008/08/comuni_a_5_tste/index.html?s=n2008-08-25

La democrazia in Italia non c’è più. Non è attraverso un nuovo partito
che le cose cambieranno, come alcuni, anche nel blog, credono. Tutto
cambierà quando cambieremo noi. Nella nostra vita quotidiana, in quello
che mettiamo nella borsa della spesa, nei nostri comportamenti. I
partiti sono il passato. I cittadini sono il futuro.
la democrazia deve essere partecipata, attuata. Attuata da me, da te,
da tutti. La delega a Veltroni o a Berlusconi produce solo mostri. E’
il sonno della democrazia. E’, ormai, una pagliacciata. Non c’è nessuno
dall’altra parte del muro. Troverete interessi economici,
bancarottieri, mafiosi in doppiopetto, massoni, scarichi industriali,
centrali nucleari, inceneritori e ignoranza.
Non possiamo più voltarci dall’altra parte
di fronte alla distruzione della nostra società, dobbiamo voltarci da
QUESTA parte. E fare qualcosa. Non abbiamo bisogno di un altro duce e
un altro re, ma solo di dipendenti che ESEGUONO il nostro programma.
Dobbiamo iniziare dai comuni, il blog appoggerà nel 2009 le liste civiche
che si ispireranno al suo programma. In settembre inizierà la campagna
elettorale. Senza l’amministrazione dei comuni, i partiti si
svuoteranno come un palloncino bucato, i piranha non
avranno più l’acqua dove nuotare. I comuni virtuosi esistono già, sono
veri comuni a cinque stelle. Ne riporterò le esperienze sul blog.
Un’ultima cosa: FILMATE (e sottotitolate) le sedute dei consigli comunali e mettetele in rete. E’ un vostro diritto. Se il sindaco non ve lo permette, denunciatelo.

Acquanegra: l’acqua del rubinetto di casa.
Il nostro viaggio nell’Italia dei Comuni a 5 stelle comincia da qui, Acquanegra Cremonese, comune di circa 1500 abitanti
in provincia di Cremona. L’avventura di questa piccola comunità per
ridurre la propria impronta ecologica parte dall’acqua, dal bene comune
per eccellenza, così maltrattato nel tempo e fatto merce per gli
interessi dei soliti noti.
L’amministrazione comunale, ad un anno dal proprio insediamento, lancia il progetto “Chiare, fresche e dolci acque… del rubinetto”.
Dopo aver distribuito un foglio informativo in tutte le case in cui
venivano spiegati i vantaggi ambientali ed economici derivanti
dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto al posto di quella in bottiglia,
fu organizzato un incontro pubblico con la responsabile del laboratorio
della ditta che gestisce la rete idrica, durante il quale furono
raffrontate le caratteristiche chimiche di alcune acque minerali in
commercio con quelle dell’acqua prelevata all’uscita del rubinetto di
un’abitazione privata. In quell’occasione furono anche presentate le
analisi chimiche della stessa acqua del rubinetto dopo un trattamento
di filtrazione con una apposita brocca.
Per convincere sempre più famiglie ad utilizzare l’acqua del rubinetto, l’iniziativa (ancora oggi attiva) prevede un intervento del Comune
in due forme: la fornitura in comodato gratuito ai cittadini che ne
fanno richiesta, e che hanno acquistato un set di 3 filtri, di brocche
filtranti; il rimborso di una parte del costo per l’installazione di un
filtro a struttura composita, conforme ai requisiti di legge, da
applicare sotto il lavello. Circa il 10% delle 500 famiglie del Comune
ha aderito all’iniziativa, la maggior parte scegliendo la brocca.
Se
ipotizziamo un consumo medio di 1.5 litri al giorno per famiglia, è
possibile stimare che in questi tre anni sono state “risparmiate” circa 55.000 bottiglie di plastica.
Anche le scuole comunali sono state coinvolte nell’iniziativa, coinvolgendo le maestre sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dell’acqua del rubinetto e sulle garanzie di salubrità dell’acqua filtrata e installando nelle due mense scolastiche i filtri a struttura composita.” A cura di Marco Boschini

Una tranquilla Italia da paura


dal sito http://www.beppegrillo.it/2008/08/una_tranquilla/index.html?s=n2008-08-26

I sindaci sono in prima linea contro la violenza, ma
non quella degli stupratori. Quella dei turisti che vengono in Italia a
passare un tranquillo week end di paura. Un turismo sprovveduto. Gente
che si espone a proprio rischio e pericolo in tenda o in camper. Un
atteggiamento che rovina la reputazione dell’Italia all’estero.
Una coppia di tedeschi
con un cagnolino parcheggia la macchina e campeggia in una spiaggia di
Torre Annunziata. Sono picchiati, la ragazza stuprata da tre ITALIANI
che, secondo le cronache, fanno un giro con lei per due volte a turno
in macchina. Il cagnolino morsica uno dei tre ITALIANI e per vendetta viene sgozzato.
Giosuè Sparita, sindaco di centrosinistra di Torre Annunziata,
ha tenuto a precisare che i due turisti “con un po’ di attenzione in
più avrebbero potuto evitare l’orribile episodio di violenza”.
Due cicloturisti olandesi si fermano alle porte di Roma. Montano una tenda in un campo a Porta Galeria, periferia sud. Sono picchiati a sangue con i bastoni da due ROMENI. Lei è stuprata dai due pastori ROMENI (uno espulso da tempo). La donna ha perso quasi tutti i denti. Ora è in ospedale insieme al marito.
Gianni Alemanno,
sindaco di centrodestra di Roma, si è soffermato sull’episodio: “Se due
turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da Dio
e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a
un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la
sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza.”
Al
loro Paese olandesi e tedeschi, ma vale lo stesso per danesi e
irlandesi, piantano la tenda in un prato e dormono tranquilli. Da noi
vengono stuprati due volte, dai delinquenti e dalle autorità.
Campeggiare
alla periferia di Roma “abbandonata da Dio e dagli uomini” in cui
vagano “branchi di pastori” o su una spiaggia campana senza fare “un
po’ di attenzione” alla delinquenza locale è più pericoloso che dormire
in una foresta della Tanzania.
L’italiano in CASA SUA ha sbarre alla finestra, porte blindate e antifurto e il turista viene in Italia in tenda senza pitbull e armi da fuoco?
All’estero pensano che il fim Gomorra sia una fiction, invece è tutto vero. I turisti, prima di partire, dovrebbero essere costretti a guardarlo a occhi aperti come il protagonista di Arancia Meccanica.

Cambiano le regole per le morosità Telecom Italia


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7997

L’Antitrust riconosce valide le modifiche alle
norme per gli utenti morosi: anche chi è fallito potrà avere un nuovo
impianto e i parenti non dovranno pagare.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 26-08-2008]

Telecom
Italia, in caso di utenti che non fossero in regola con il pagamento
della bolletta, finora si rivaleva, esigendone il pagamento e
sospendendo la linea, su soggetti diversi dal titolare della linea, che
fossero a lui legati da rapporti societari o familiari.

Il caso tipico era il cliente non in regopla con i pagamenti
dell’utenza di casa che si vedeva sospesa la linea del negozio o dello
studio o viceversa, oppure il figlio che richiedeva una nuova utenza
presso la stessa abitazione dove vi era stata già un’utenza intestata
al padre: gli veniva imposto di pagare le pendenze del padre se voleva
avere la linea.

Ora questa regola su pressione dell’Antitrust è stata abolita;
e così pure nel caso un utente sia stato dichiarato protestato o
fallito, questo non potrà costituire motivo valido per rifiutare una
nuova utenza al cliente.

Per Telecom Italia rimane aperta sempre la possibilità di
disabilitare la linea verso numerazioni particolarmenre onerose in caso
di scarsa affidabilità dell’utente.

Usa, la polizia non può obbligarti a rivelare la password


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7983

Un giudice americano ha stabilito che costringere
un accusato a rivelare la password che protegge il proprio disco rigido
per raccogliere prove è contrario al Quinto Emendamento.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 27-08-2008]

Nessuno può obbligare a rivelare le password

Foto via Fotolia

Chiunque
abbia visto almeno un film ambientato nelle aule di giustizia degli
Stati Uniti avrà sentito parlare del Quinto Emendamento: in sostanza,
questa aggiunta alla costituzione americana stabilisce che non si possa
essere obbligati a fornire informazioni che causerebbero danni a sé stessi.

Secondo il giudice Jerome Niedermeier, del Vermont, questa norma si
applica anche alle password: nessuno può essere obbligato a fornire gli
strumenti per decrittografare il proprio disco rigido senza che il Quinto Emendamento venga violato.

La vicenda ha avuto origine quando la polizia di confine con il Canada ha ispezionato come da routine il computer portatile di un uomo, Sebastian Boucher, sul quale ha trovato senza dover immettere alcuna password migliaia di immagini pornografiche e animazioni di pornografia minorile” situate sul drive Z.

Subito Boucher è stato arrestato e il portatile è stato spento per
essere esaminato con calma in seguito. Sfortunatamente, al momento
della riaccensione il drive contenente il materiale pedopornografico si
è rivelato protetto dal programma di crittografia Pgp Whole Disk Encryption e pertanto inaccessibile.

La polizia ha quindi pensato di rivolgersi a un giudice perché costringesse Boucher a rivelare la password
per accedere nuovamente al disco incriminato, il cui contenuto – le
prove – sarebbe altrimenti rimasto invisibile. Probabilmente il
software era stato impostato per proteggere nuovamente il drive dopo un
certo periodo di tempo, ha ipotizzato l’accusa.

Comunque sia, a questo punto il meccanismo si è inceppato: il
giudice Niedermeier ha stabilito che procedere in quel modo sarebbe
contrario al Quinto Emendamento e pertanto ha respinto la richiesta. In
tal modo, ad accusare Boucher ci sono solo le parole dei due poliziotti che hanno ispezionato il portatile subito prima dell’arresto, ma nessuna prova.

In qualunque modo prosegua la vicenda, questa decisione avrà delle serie conseguenze
quantomeno sulla giurisprudenza americana; c’è da aspettarsi un serio
scontro tra i sostenitori della privacy a tutti i costi e chi ritiene
che la difesa della legalità (specie in presenza di un reato odioso
come questo) valga il sacrificio di parte della propria riservatezza.

Cosa ne pensate? Dite la vostra nel forum oppure scrivendo un commento qui sotto.

Rincari tariffe telefoniche, “Non cambiate piano”


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=800

A consigliarlo è un’associazione di consumatori,
che evidenzia che le “rimodulazioni” si pagheranno salate: da 49 a 83
euro l’anno. Pessima la trasparenza delle compagnie telefoniche.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 27-08-2008]

Pratiche commerciali scorrette e abuso di
posizione dominante a danno dei consumatori, con rincari per profili
medi in un anno da 49 sino a 83 euro, e picchi d’aumento sulle singole
telefonate di oltre il 100%. Per questo Altroconsumo
chiede con un esposto all’Autorità per le telecomunicazioni e
all’Antitrust la sospensione delle nuove tariffe telefoniche annunciate
per gli utenti Tim (dal 9 settembre) e Vodafone (dal 1 ottobre).

Stante l’analisi dell’associazione sui rincari e sulla mancanza di
trasparenza, sia verso il mercato che verso i singoli utenti,
l’aggiornamento delle tariffe deve essere sospeso. L’associazione
invita dunque i consumatori a mantenere il piano tariffario attualmente
in possesso e a valutare a mente fredda quale alternativa convenga per
il proprio profilo d’utilizzo.

Oscuro il sistema con cui i due operatori hanno comunicato il cambio
delle tariffe. Tim ha inviato un semplice sms a ciascun cliente. Il
sito dichiara che è possibile cambiare piano gratuitamente ed
esercitare il diritto di recesso, ma vige il silenzio sull’eventualità
di ottenere il risarcimento integrale del credito residuo, e su cosa
succeda in caso di portabilità del numero ad altro operatore.

Vodafone riceve il premio speciale alla scarsa trasparenza: è
impossibile ricostruire in dettaglio come cambiano tutti i piani
tariffari, nemmeno via internet.
Le informazioni sono disponibili solo per i clienti che hanno il tipo
di tariffa soggetta a modifiche. Lo scatto alla risposta è aumentato in
tutti i casi a 16 centesimi, uno dei costi più alti in tutto il
panorama tariffario italiano.

Altroconsumo
ha poi calcolato l’aumento dei costi, effettuando 15 chiamate la
settimana di circa 2 minuti ciascuna. Per Tim Club l’aumento annuo è di
49,08 euro, per Tim Unica di 49,08 euro, per Tim Unica New di 55,08
euro e per Tim Zer0Scatti di 49,08 euro.

Non va meglio per gli utenti Vodafone, i cui piani Vodafone
Sera aumentano di 66,72 euro l’anno, Vodafone Italy di 83,40 euro e
Vodafone 4You di 62,40 euro.

Internet Explorer 8 proteggerà meglio la privacy


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=8009

Ma i nuovi strumenti di protezione della privacy
potrebbero andare troppo oltre, andando a minare il fiorente mercato
della pubblicità su Internet.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 27-08-2008]

Internet Explorer 8 privacy pubblicità

Microsoft
ha annunciato che con la seconda beta di Internet Explorer 8 saranno
introdotti nuovi strumenti di protezione della privacy. Queste nuove
funzioni, chiamate InPrivate, si dividono in quattro sottocategorie.

InPrivate Browsing prevede che l’utente possa evitare la
memorizzazione da parte del programma della cronologia dei siti
visitati, che non vengano memorizzati i cookie o i dati inseriti nei
form online.

InPrivate Blocking e Subscription avviseranno l’utente di
tentativi di tracciamento della sua navigazione e quindi inserire i
siti indesiderati in una lista di “quarantena”, che impedirà loro di
frugare nelle proprie informazioni.

Con Delete Browsing History si verrà guidati attraverso un pannello di gestione per poter decidere quali dati dovranno essere scartati.

Questo tipo di gestione risulta molto utile quando si condivide
l’utilizzo del computer con il quale si sta navigando, anche se le
aziende inserzioniste di pubblicità hanno mosso alcuni dubbi sul fatto
che gli annunci pubblicitari potranno essere tutti bloccati.

Microsoft ha affermato che solo alcuni pop-up potrebbero non essere
aperti: il problema non è da poco visto che in Internet la pubblicità è
un mercato importantissimo.

Mike Zaneis, vice presidente della Interactive Advertising Bureu, ha affermato che “Internet Explorer 8 potrebbe minare tutta l’economia della rete”.
Entro la fine di agosto dovrebbe essere disponibile la nuova beta di
Internet Explorer 8 e quindi si potrà verificare l’effettiva
situazione.

Intanto in casa Mozilla non si sta con le mani in mano, Mike
Beltzner ha confermato che con la nuova versione di Firefox saranno
integrati strumenti simili a quelli del concorrente.

Per vedere le nuove funzioni basta visitare il sito di Andy Zeigler, program manager del browser Internet Explorer.