Don Biagio: «Io, consulente di Mel Gibson suggerii quel Gesù Cristo così vero»


dal sito http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/spettacoli/articoli/2008/03_Marzo/28/passion_prete_salerno.shtml

Parla per la prima volta il prete salernitano
che aiutò il regista americano-australiano a girare le scene più crude
di «The passion»

STRUMENTI

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Don Biagio Pellecchia
Don Biagio Pellecchia

SALERNO — I fedeli del Duomo di Salerno non l’hanno mai
dimenticato. E anche un attore e regista del calibro di Mel Gibson ha
più di un motivo per tenere sempre a mente il suo volto e i suoi
insegnamenti. Perchè don Biagio Pellecchia, 64 anni, l’ex parroco della
Cattedrale di San Matteo dimessosi nel 2001 per contrasti con
l’arcivescovo Pierro, è stato consulente spirituale del divo
hollywoodiano sul set lucano del film «The Passion ». Storia di qualche
anno fa resa nota da un servizio su Vanity Fair, edizione americana, e di cui don Biagio, fedele alla consegna della riservatezza, non ha mai voluto parlare pubblicamente.

Don Biagio, come ha conosciuto Mel Gibson?

«Mi trovai a Matera, invitato da alcuni amici, nello stesso albergo
in cui alloggiava Gibson. Lui restò colpito dal fatto che c’era
movimento attorno a me e mi chiese di andarlo a trovare sul set il
giorno dopo».

Una scena di «The passion»
Una scena di «The passion»

E lei ci andò?

«Sì, ho assistito alla lavorazione dell’ultima Cena e alla Crocifissione».

Che atmosfera c’era sul set?

«Di grande partecipazione emotiva. Gibson, sempre accompagnato da
un sacerdote, era molto duro con gli attori ma al contempo capace anche
di straordinarie dolcezze. Non faceva mancare mai niente, dalla
colazione al pranzo. Sono stato tre giorni con lui, abbiamo parlato di
tante cose».
Di cosa avete parlato?

«Mi ha confidato alcuni suoi problemi personali, di famiglia. Gli
consigliai di perseverare sempre, nonostante tutte le cattiverie e le
calunnie che doveva affrontare. È davvero un uomo di fede e in questo
film ha voluto portare il messaggio dell’amore immenso di Dio».
Però «The Passion» è stato criticato per l’efferatezza di alcune scene. Lei cosa ne pensa?

«Gibson era preoccupato di quella che chiamano crudeltà e mi chiese
espressamente un parere. Io gli dissi di andare avanti, perchè doveva
riferire la realtà storica di allora, secondo le leggi vigenti. La sua
pellicola doveva essere qualcosa di diverso dai soliti film
dolciastri».

Mel Gibson sul set
Mel Gibson sul set

C’è un momento che le è rimasto impresso di quei tre giorni su un set cinematografico?

«Un giorno una signora si sentì male, le venne un ictus cerebrale e
Gibson s’impressionò a tal punto che voleva mollare tutto. Fu allora
che gli dissi che il Signore non poteva abbandonarlo proprio in quel
momento. E quella donna guarì».

Successivamente però Mel Gibson ha avuto problemi con la giustizia americana.

«L’hanno portato in galera perchè guidava in stato di ebbrezza. Io
sono sicuro che non è un alcolizzato, ha fatto solo una bravata, la
solita bravata che fanno pure gli italiani. Secondo me il carcere gli
ha fatto bene, ha avuto tempo di studiare».
L’ha più rivisto?

«Mi ha mandato i saluti alcuni mesi fa attraverso amici comuni. Se vado in America, mi fermerò da lui».
Ma è vero che dovrebbe tornare a girare in Basilicata?

«È probabile che torni, ha un progetto sulla malavita organizzata in Lucania tra la fine dell”800 e gli inizi del ‘900».
Sarà ancora suo consulente?

«Se posso essere utile, perchè no. Il mio bisnonno fu sparato e
ucciso dai briganti, in località Laura, nell’Avellinese. E anche mio
padre fu vittima di un agguato ma per fortuna rimase illeso».
Don Biagio, la chiesa salernitana vive un momento di grande sofferenza. Cosa sta succedendo?

«È una spada nel mio povero cuore, la diocesi di Salerno non merita tutte queste punizioni ed epurazioni…»
Anche lei è stato «epurato», anzi è stato il primo a entrare in rotta di collisione con l’arcivescovo…

«Fui costretto a scrivere una lettera di dimissioni e dopo
quarantotto anni dovetti lasciare Salerno. Accettai questa situazione,
infatti sono stato l’unico a non denunciare il fatto».
Cosa accadde?

«Riferii all’arcivescovo alcune cose che mi avevano detto e da accusatore divenni accusato»
E adesso?

«Sono nella diocesi di Avellino, vivo da otto anni a Forino in un
esilio amaro. Sto facendo qui la mia passione. Pensi che non mi hanno
dato ancora una parrocchia».
Ma i sacerdoti di Salerno si sono mai fatti vivi? Ha avuto attestati di solidarietà?

«Purtroppo sono pochi quelli con cui mi sento. Nessuno mi è mai
venuto a trovare. Eppure ho fatto studiare otto seminaristi con i soldi
della mia povera madre. Non ho più notizie di loro. Ogni tanto vedo
solo qualche sacerdote di Montoro».
Che cosa teme di più un sacerdote?

«Di essere servo inutile».
Gabriele Bojano
31 marzo 2008

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Cassazione: psichiatra responsabile per il paziente psicotico che uccide


dal sito http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_5461.asp

Quella analizzata in una recente sentenza della Corte di Cassazione
sezione penale (n. 10795/2008) è la vicenda di uno psichiatra
condannato per aver trascurato i sintomi di aggressività manifestati da
un paziente psicotico che, ricoverato all’interno di una comunità
terapeutica, aggrediva con un coltello un operatore che prestava
servizio nella struttura cagionandone la morte.
Nella lunga pronuncia la Corte interviene prima sul concetto di
posizione di garanzia, negata dallo psichiatra, stabilendo che “una
posizione di garanzia del medico può sorgere esclusivamente con
l’instaurazione della relazione terapeutica tra il paziente e il
professionista. Questa relazione si può instaurare su base contrattuale
– come avviene nel caso di paziente che si affidi al medico di fiducia
– ma anche in base alla normativa pubblicistica di tutela della salute
come avviene nel caso di ricovero ospedaliero o in strutture protette;
casi nei quali per il medico, indipendentemente dal consenso del
paziente, sorge un obbligo giuridico di impedire l’evento. (…) Quale
che fosse l’incarico formalmente attribuito allo psichiatra all’interno
della comunità egli ha di fatto svolto la funzione di tutelare la
salute psichica del paziente ed ha accettato di svolgere questo
incarico che dunque trova la sua origine in un vincolo contrattuale che
la struttura gli ha conferito l’incarico e in un vincolo normativo
conseguente all’instaurazione di una relazione terapeutica con il
paziente”.
Quanto al trattamento sanitario obbligatorio, premesso che “il medesimo può essere disposto “,
la Corte chiarisce che “il trattamento sanitario obbligatorio deve
essere disposto anche nel caso in cui la malattia si manifesti con
atteggiamenti di aggressività verso terzi non diversamente contenibili.
Del resto non si comprende quali possano essere le alterazioni
psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici se non le
manifestazioni di aggressività nei confronti di se stessi o di terzi.
Se non esistono queste manifestazioni, ma altre espressioni della
sofferenza psichica, è ben difficile ipotizzare situazioni nelle quali
sia necessario un contenimento anche fisico in ambito ospedaliero”.
Per quanto attiene, infine, gli elementi di colpa ravvisabili nella
condotta dello psichiatra e consistenti nella drastica riduzione e
successiva eliminazione della terapia farmacologia in precedenza
assunta dal paziente, la Corte, che ha confermato la condanna del
sanitario, precisa che “va premesso che non è in discussione la libertà
delle scelte terapeutiche del medico che deve indirizzarle anzitutto al
miglioramento del benessere del paziente e alla riduzione degli effetti
collaterali della somministrazione dei farmaci; ma questa condivisibile
finalità deve essere perseguita con la gradualità e l’attenzione
richieste in relazione alla gravità della situazione patologica del
paziente. E tenendo conto che la richiesta del paziente può essere
ricollegata, come nel caso di specie, ad un mancato riconoscimento
della malattia da parte sua”.

(Data: 22/04/2008 – Autore: Silvia Vagnoni)

Cassazione: immigrato offre CD in spiaggia? Non si può arrestare


dal sito http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_5489.asp

Vietato arrestare i “vu cumpra” che offrono cd in spiaggia. Parola di
Cassazione.
La Corte, infatti, (sentenza 14705/2008) ha respinto un ricorso della
Procura di Messina che chiedeva l’arresto di un exstracomunitario
sorpreso in spiaggia ocn 238 tra CD e DVD privi di contrassegno Siae.
La Suprema Corte, richiamando una decisione della Corte di Giustizia
europea, ha chiarito che ”la violazione dell’obbligo di comunicare
alla Commissione ogni istituzione del contrassegno Siae per supporti di
ogni tipo (cartaceo, magnetico, plastico) e di ogni contenuto
(musicale, letterario, cinematografico), rende inapplicabile contro i
privati l’obbligo del contrassegno stesso”.
Ancha il giudice di merito aveva deciso di non convalidare l’arresto
perché l’uomo ”era stato
sorpreso nell’atto di mostrare la propria merce e di offrirla in
vendita ma prima che si fosse perfezionata qual si voglia
contrattazione”. Inutile il ricorso in Cassazoine della Procura per
lamentare l’erronea applicazione della legge penale posto che l’arresto
avrebbe dovuto scattare anche per la ”detenzione per vendere” dei cd.
La Corte ha respinto il ricorso sostenendo che il vu cumpra’ che mostra
ai bagnanti i cd senza arrivare alla vendita deve essere lasciato
libero.

(Data: 24/04/2008 – Autore: Roberto Cataldi)

Cassazione: Professore messo alla berlina? Se lo merita non c’è diffamazione


dal sito http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_5491.asp

Quando se lo meritano, i prof possono essere messi alla berlina e gli
si può dare degli incompetenti. Parola di Cassazione.
La Corte ha infatti affermato (sentenza 16765/2008) che non commette
diffamazione l’ispettore che denuncia la scarsa professionalità di un
docente in una relazione ministeriale.
E’ stata così confermata l’assoluzione nei confronti di un ispettore
che aveva relazionato su un insegnante dell’istituto tecnico
industriale di Pontedera, a seguito di una querela per lesioni colpose
presentata da un alunno.
L’ispettore aveva rilevato che l’insegnante “gode di scarsissimo
prestigio presso gli studenti, non e’ assolutamente in grado di
svolgere i compiti didattici che competono al suo ruolo, e’
assolutamente inadeguato al ruolo, anche, probabilmente, per
preparazione professionale specifica”. Chiedendo l’applicazione di una
sanzione disciplinare l’ispettore aveva anche sottolineato che il
professore mancava gravemente ai suoi doveri professionali.
Il docente sentendosi offeso nella sua dignità aveva presentato
denuncia per diffamazione ma il Tribunale aveva pronunciato sentenza di
assoluzione posto che l’ispettore aveva solo fatto il suo dovere.
L’insegnante rivolgendosi alla suprema Corte aveva sostenuto che anche
le segnalazioni di un superiore gerarchico debbono rispettare “la
dignita’ e la riservatezza dell’incolpato, riferendo le cose in maniera
misurata”. I giudici di Piazza Cavour hanno respinto il ricorso
spiegando che “la valutazione di un ispettore scolastico sulle
capacita’ didattiche e professionali di un insegnante e’ espressione di
un potere eminentemente tecnico-discrezionale” e per questo “la sua
doverosa espressione in forme continenti come accertato dai giudici del
merito, costituisce adempimento di un dovere” non punibile penalmente
“ai sensi dell’art. 51 C.p.”.

(Data: 28/04/2008 – Autore: Roberto Cataldi)

TARIFFA RIFIUTI: A RIVA AUMENTO FUORI NORMA!


dal sito http://www.cisltn.it/a_articoli.asp?artid=797&amp;prov=arto&amp;sez=21

09/01/2008

Tascino: “In base al protocollo firmato 2 anni fa sulle tariffe, queste possono crescere al massimo in base al tasso inflattivo”

Dal primo gennaio 2008 molte tariffe sono state ritoccate verso l’alto
in tutto il Trentino. Ed i rivani si sono trovati con una sorpresa
decisamente poco gradita: la Tia (tariffa di igiene ambientale, ex
tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti) è aumentata del 4%.
L’aumento comprensoriale è stato determinato dal C9, che gestisce il
servizio, ma è stato approvato dal consiglio comunale. Una decisione
che non piace a Giovanni Tascino, segretario organizzativo della Cisl
del Trentino. “Riva del Garda è una zona turistica e di conseguenza i
costi sono ancora più elevati rispetto ad altre realtà della nostra
provincia. Aumentare del 4% la tassa dei rifiuti ci sembra una scelta
davvero esagerata perché si va ad incidere pesantemente sulle tasche
dei cittadini. Un single che abita 45 metri quadrati si troverà a
pagare 3,50 euro in più, una famiglia di tre persone più di 6 euro in
più. Cifre decisamente troppo alte, anche perché bisogna tenere conto
che in questo periodo sono aumentati prezzi di beni di prima necessità.
Tutto aumenta ed il costo della vita diventa sempre più insostenibile”.
Tascino pone l’attenzione anche al bilancio del Comune. “E’ vero che,
ad esempio, le rette sugli asili nido sono state bloccate e non è stata
aumentata la tassa sull’Ici, ma è inutile attuare questi provvedimenti
se poi si aumenta del 4% la tassa sui rifiuti. Un aumento contro ogni
regola se si applica il protocollo sulle tariffe firmato due anni fa
dove si diceva che l’aumento non poteva superare il tasso
dell’inflazione e quindi l’1,7%. Inoltre – conclude il sindacalista –
si deve tenere conto che la raccolta differenziata, a Riva del Garda,
fa registrare risultati decisamente positivi e di conseguenza questo
aumento suona come un controsenso. Bisognerebbe premiare questi
atteggiamenti virtuosi abbassando le tariffe e non aumentando le tasse
in modo così forte”.

Un SMS per chi fa la spesa al supermercato


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=7374

La spesa consapevole si sposa col telefonino:
varato dal Ministero delle Politiche agricole un servizio innovativo
per conoscere in tempo reale il prezzo di un’ottantina di generi
alimentari di largo consumo.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 25-04-2008]

sms

Il
peso del carrello della spesa preoccupa sempre di più sia le imprese
che i cittadini-consumatori, presi tra l’incudine della recessione
interna e il martello della temuta inflazione comunitaria che obbliga a
tenere alti i tassi bancari.

Ma finalmente una buona notizia nell’ambito delle cose
realizzate e non in quello delle promesse da mantenere in un futuro
nebuloso, incerto e costellato di se e di ma; perché in collaborazione
con le maggiori associazioni dei consumatori e l’ISMEA (Istituto di
Servizi per il Mercato Agroalimentare) il Ministero delle politiche
agricole ha varato un nuovo servizio che mediante SMS gratuiti
informano il consumatore sui prezzi di 84 prodotti di grande consumo.

Coinvolte le quattro maggiori aziende di telefonia mobile in
campo nazionale, che al numero gratuito 47947 forniscono lo notizie
richieste, informando sui prezzi medi all’origine, all’ingrosso e al
dettaglio di frutta e ortaggi, carne, pesce e latticini, pane e pasta,

Sono indicati anche i prezzi medi praticati nel nord al centro
e nel sud del paese; peccato manchi un utile raffronto con i prezzi
medi correnti nelle isole. Anche chi non è costretto a fare giornalieri
confronti e riscontri col proprio budget può notare comunque l’estremo
divario tra i prezzi alla produzione e quelli all’ingrosso, per non
parlare dei prezzi al consumo; il che convalida, se ce ne fosse il
bisogno, gli allarmi sulla nostra macchina distributiva e
-indirettamente- i dati macroeconomici relativi all’evasione fiscale.

Il sito del Ministero indirizzato ai consumatori
fornisce anche altre opportunità di approfondimento, volendo sempre
tramite SMS gratuiti in relazione alla sicurezza alimentare ed a una
sana e corretta alimentazione; inoltre la rivista telematica
“Agricoltura Italiana Online” invierà agli interessati che si iscrivano
una newsletter settimanale.

A questo punto sarebbe sperabile che Mr. Prezzi, che
finora è rimasto completamente assente dalla scena economica, faccia
finalmente la sua entrée anche se tardiva; perché se i calcoli delle
associazioni di categoria fossero esatti, alla fine dell’anno ci
sarebbero rincari pari al 15-20% circa per l’acquisto di beni e servizi
a “domanda rigida”, il che potrebbe comportare anche problemi d’ordine
pubblico di manzoniana memoria.

L’Unione Europea approva Galileo


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&amp;cod=7377

Il rivale europeo dell’americano Gps viene ufficialmente approvato da Bruxelles: sarà operativo nel 2013.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 26-04-2008]

L'Unione Europea approva Galileo

Galileo, il progetto per realizzare un Gps europeo che sembrava essere morto dopo l’abbandono da parte dei finanziatori, ha ricevuto nuova linfa dal Parlamento di Bruxelles.

Mercoledì scorso ne è stata ufficialmente approvata la creazione, che dovrebbe venire completata entro il 2013 con un esborso complessivo di 3,4 miliardi di euro. Il Parlamento ha ritenuto che il progetto Galileo sia importante per gli interessi dei cittadini dell’Unione.

“Durante la discussione politica su Galileo, il Parlamento Europeo
ha sempre suggerito con forza che questo progetto strategico debba
essere gestito come una priorità politica
, ha dichiarato l’eurodeputata Etelka Barsi-Pataky.

Tecnicamente, Galileo si presenta superiore al Gps:
basato su 30 satelliti che orbiteranno a 24.000 chilometri, potrà
localizzare ogni oggetto con un margine di errore di un solo metro.