Nuova “Legge bavaglio” in Italia


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=16712#axzz1kJlCIAwt

Un nuovo provvedimento, approvato in Commissione per le politiche comunitarie, concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 23-01-2012]

giovanni fava sopa italiana

Giovanni Fava

Peggiore della legge SOPA, che il Senato statunitense ha deciso di non discutere ulteriormente a causa delle proteste nate in Rete: così è già stato definito l’emendamento proposto dall’onorevole Giovanni Fava alla Legge comunitaria 2011.

Durante una recente riunione della Commissione per le politiche comunitarie, l’onorevole Giovanni Fava (Lega Nord) ha infatti proposto un provvedimento – poi approvato in Commissione – che di fatto si traduce in una nuova “legge bavaglio”.

Nella sostanza, la norma permette a chiunque di richiedere a un fornitore di servizi di hosting di rimuovere qualsiasi contenuto, senza la necessità di portare prove di un’eventuale violazione di legge né di ricorrere a un giudice per stabilire se ci si trovi davvero in presenza di un illecito. L’articolo continua qui sotto.

Ognuno avrebbe quindi il diritto di pretendere la rimozione di qualunque contenuto che, secondo la sua opinione, violi il diritto d’autore.

Inoltre il fornitore di servizi, se non si adegua, rischia di essere considerato anch’esso responsabile qualora poi la violazione del diritto venga accertata: avrà quindi tutto l’interesse a rimuovere tutto ciò che possa rappresentare un pericolo, sia pure potenziale e remoto, per la propria attività.

Si capisce come, in questo modo, si aggiri la giustizia lasciando liberi di esercitare un devastante potere censorio tutti quelli che si sentono lesi dalla presenza di un certo materiale in Rete.

L’emendamento dell’onorevole Fava è dunque davvero peggiore di SOPA, perché la proposta di legge americana aveva per lo meno il buon gusto di fare riferimento all’autorità giudiziaria per determinare se il materiale contestato fosse in violazione della legge.

L’unico lato positivo della vicenda è che la proposta ha, per ora, superato soltanto il vaglio della Commissione, e non quello del Parlamento (dunque la norma non è in vigore): c’è ancora la speranza che si replichi la situazione americana, dove le proteste hanno costretto il Congresso a tornare sui propri passi.

I vampiri della Repubblica italiana


dal sito http://www.beppegrillo.it/2012/01/i_vampiri_della_repubblica/index.html

Le imprese stanno morendo. Si sta fermando il cuore della Nazione. Quello che pompa sangue e reddito al Paese. Lo Stato deve alle aziende 70 miliardi di euro. Soldi che significano la vita o la morte per migliaia di imprese e famiglie buttate in mezzo a una strada. I becchini Monti&Passera, invece del massaggio cardiaco, hanno preparato per loro un’iniezione letale: i BOT. Salderanno il debito statale con debito pubblico. E’ come pagare il conto al ristorante con le figurine Panini (con tutto il rispetto per il glorioso album), scambiarsi la cacca con la pupù. Le imprese potranno a loro volta pagare i dipendenti con una modica quantità di BOT e questi pagare l’affitto, il benzinaio, le bollette della luce e del gas con qualche titolo pubblico. E’ una presa per il culo così abnorme che sembra una storia tratta da Topolino, ma non per i giornalisti schierati con il Sistema senzaseesenzama. Sentite qua, da Repubblica di oggi: “Tra le novità dell’ultima ora si segnala anche la possibilità che il corposo debito pubblico della PA con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia erogato in titoli di Stato, per dare fiato alle imprese strozzate dal credit crunch, la stretta creditizia”. Propongo che da subito il finanziamento ai giornali sia pagato in BOT, così la pianteranno di scrivere cazzate. E non solo, anche il finanziamento ai partiti va pagato in BOT e pure lo stipendio ai parlamentari, ai consiglieri regionali e ai ministri, fino allo stesso Napolitano. Perché fermarsi qui? Tutti i vitalizi di senatori e deputati, a iniziare da Amato e Veltroni passando per Scalfari, siano onorati in BOT e ogni cartella di Equitalia sia in futuro saldata in BOT. Ho un debito con te? Ti dò un altro debito! Chi è in asfissia di liquidità e riceve in cambio del credito con lo Stato un debito dello Stato può solo vendere, ma i Bot valgono meno del loro valore nominale, anche il 20-25%. Il debito ha sostituito la moneta. Ci stiamo trasformando in un Paese di accattoni. Pagherò l’elettricista con il debito che ho con l’idraulico. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Sotto inchiesta le agenzie di rating che hanno declassato l’Italia


dal sito http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=177651&sez=ITALIA

MILANO – Da questa mattina la Guardia di finanza sta compiendo verifiche nella sede milanese dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di via S. Giovanni sul Muro, in centro. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani. La magistratura di Trani ha da tempo in corso un’inchiesta nei riguardi di Standard & Poor’s e Moody’s (l’agenzia pochi giorni fa ha declassato il rating dell’Italia) accusate di aver manipolato il mercato con «giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Nell’inchiesta ci sono sei indagati: tre analisti «con funzioni apicali» di S&P, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie. I tre analisti di S&P sono accusati, oltre che di «manipolazione del mercato», anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 – anche a mercati aperti – notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano». Gli accertamenti della Gdf sono eseguiti dal nucleo di Bari, su disposizione della Procura di Trani.

La replica: valutazioni indipendenti. «Standard and Poor’s è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti»,è la replica dell’agenzia di rating.

Procuratore Trani: non parlo. «Non ho nulla da dire, non parlo»: queste le sole dichiarazioni fatte per ora dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Carlo Maria Capristo, a proposito delle perquisizioni in corso a Milano in uffici di Standard & Poor’s.

Inchiesta anche a Milano. Oltre al fascicolo aperto nei mesi scorsi dalla procura della Repubblica di Trani, si è acceso anche il faro della procura di Milano. Il 30 novembre scorso la Guardia di Finanza di Milano aveva avviato una verifica di routine sull’agenzia di rating e gli esiti di questi accertamenti sono arrivati in questi giorni sul tavolo del procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, capo del pool economico della procura meneghina. Il magistrato, alla luce degli atti, dovrà quindi valutare se ci sono gli estremi per l’apertura di una inchiesta giudiziaria.

Giovedì 19 Gennaio 2012 – 12:28    Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Gennaio – 13:35

Hanno intenzione di toglierci la libertà……in modo dolce


Articolo tratto da: http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=16683#ixzz1k0vx0qcS

Di recente Cory Doctorow (blogger, giornalista e autore di fantascienza) ha tenuto al Chaos Computer Congress di Berlino una lezione di eloquenza straordinaria che riassume magnificamente le preoccupazioni di molti informatici: il computer generico, il PC che esegue qualunque programma, fonte di enorme ricchezza ed emancipazione culturale per tre decenni, è sotto attacco perché è sfuggito di mano.

Non è controllabile da aziende e governi. Ci si può far girare un programma piratato o vedere un film a scrocco. Ci si può installare un programma di crittografia che rende impossibile intercettare le comunicazioni, con grande gioia di terroristi e dissidenti.

Lo si può usare per far circolare idee senza che i governi, le religioni o le aziende possano filtrarle, edulcorarle, censurarle. Rende troppo potenti i cittadini e i consumatori. Il PC è quindi un mostro sovversivo e come tale va estirpato.L’articolo continua qui sotto.

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Come? Non certo facendo retate e irruzioni nelle case, ma sostituendolo dolcemente con oggetti dedicati e lucchettati che l’utente vuole comperare al posto del computer. Invece del PC, oggi vengono offerti dalle aziende (spesso sottocosto, per penetrare il mercato o come canale per vendere altri oggetti) lettori portatili,console di gioco, lettori home theater, tablet, lettori di e-book le cui architetture non-PC permettono il controllo. Su questi oggetti, almeno secondo le intenzioni dei produttori, gira solo il software benedetto dallo Steve JobsBill Gates/Steve Ballmer o Kim Jong Un di turno. O dall’inserzionista pubblicitario di turno.

E tutto questo, ci viene detto, è per il nostro bene. Per permetterci di consumare in modo sicuro e per tutelare i diritti degli editori pardon, degli autori. Pazienza se questo permette ad Amazon di entrare in casa nostra e togliere dalla nostra biblioteca digitale un libro a suo piacimento. Pazienza se questo significa proporre bootloader come U-EFI che non permettono di caricare sistemi operativi non approvati e controllabili (adieu, Linux). Pazienza se questo vuol dire che diventa illegale discutere di tecnologia o scrivere certi numeri (o certi altri) perché facilitano la pirateria audiovisiva.

Ma non voglio anticipare troppo: Cory Doctorow sa spiegare tutto questo molto, molto meglio di me. Per cui vi propongo qui il video della sua lezione, che a mio avviso dovrebbe essere lettura obbligatoria a scuola, per qualunque informatico e per qualunque consumatore di oggetti seducenti e luccicanti. Non è una questione di mera informatica. È una questione di difendersi dalla lenta erosione delle libertà. Buona visione.

Prima che vi lamentiate che a furia di frequentar cospirazionismi sono diventato complottista, vorrei ricordare che proprio la dimestichezza con i complotti fasulli mi permette di riconoscere meglio quelli reali. E vorrei ricordare che nel 2005 Sony installò un rootkit nei computer degli utenti e che le leggi in molti paesi europei vietano di farsi una copia dei propri film DVD e Blu-ray. Provate a installare su un iPad o iPhone un’app non approvata da Apple. Provate a leggervi un libro che contiene materiale illustrato che Apple ritiene inadatto (l’Ulisse di Joyce a fumetti). È ancora vostro il telefonino o il tablet, se qualcun altro decide arbitrariamente, al di fuori della legge e senza processo, cosa ci potete far girare e leggere? Doctorow fa molti altri esempi. Pensateci.

Per saperne di più sul Trusted Computing :http://www.youtube.com/watch?v=N8l1Z6StsfY

Megavideo – Rappresaglia di Anonymous, il messaggio tradotto


Megavideo   Rappresaglia di Anonymous, il messaggio tradotto

Anonymous attacca il Governo degli Stati Uniti per la chiusura di Megavideo e Megaupload.

Ecco il comunicato ufficiale di Anonymous, tradotto in italiano, da cui è nata la protesta che ha mandato down nelle ultime ore:

Whitehouse.Gov – Casa Bianca
Justice.Gov – Dipartimento di Giustizia
Copyright.Gov – Tutela del Copyright, sito governativo USA
FBI.Gov – Parla da sè
RIAA.com – Discografici americani associati

E un largo numero di siti web. Gli Anonymous si stanno coordinando su Twitter usando l’hashtag #megavideo e #opmegavideo, oltre 10.000 persone hanno preso parte all’attacco utilizzando LOIC, il programma che gli Anonymous hanno sempre utilizzato per intasare di richieste i siti web bersaglio, mandandoli così fuori servizio.

Ecco il comunicato ufficiale di Anonymous in merito alla chiusura diMegavideo:

Cittadini degli Stati Uniti d’America, siamo Anonymous.

Questo è un urgente richiamo d’allerta per tutte le persone degli Stati Uniti. Il giorno che tutti noi stavamo aspettando è purtroppo giunto. Gli Stati Uniti stanno censurando Internet. La nostra evidente risposta è che non rimarremo seduti mentre ci vengono portati via i nostri diritti da un governo al quale affidiamo la loro stessa tutela. Questa non è una chiamata allearmi, ma un richiamo a conoscere e ad agire!
Il Governo degli Stati Uniti ha superato ogni limite dandoci un falso senso di libertà. Pensiamo di essere liberi e di poter fare quello che vogliamo, ma in realtà siamo molto limitati e abbiamo un grosso numero di restrizioni per quello che possiamo fare, per quello che possiamo pensare, e anche per come veniamo educati. Siamo stati talmente distratti da questo miraggio di libertà, che siamo diventati esattamente cosa cercavamo di evitare.
Per troppo tempo, siamo rimasti fermi quando i nostri fratelli e sorelle venivano arrestati. Per tutto questo tempo, il governo ha ordito intrighi, tramando modi per incrementare la censura attraverso il blocco degli ISP, il blocco dei DNS, la censura dei motori di ricerca, dei siti, e una varietà di altri metodi che direttamente si oppongono ai valori e alle idee che condividono sia Anonymous, ovviamente, che gli stessi padri fondatori di questo paese, che credevano nella libertà di parola e di stampa.
Gli Stati Uniti sono spesso stati indicati come esempio ideale di paese libero. Quando la stessa nazione che è conosciuta per la sua libertà e i suoi diritti inizia ad abusare delle sue proprie persone, allora bisogna iniziare a combattere, perché gli altri la seguiranno presto. Non pensiate che perché non siete cittadini americani, questa storia non vi riguardi. Non potete rimanere ad aspettare che la vostra nazione faccia lo stesso. Dovete fermare tutto questo prima che cresca, prima che venga riconosciuto come accettabile. Dovete distruggerlo dalle fondamente, prima che diventi troppo potente.
Possibile che il governo americano non abbia imparato dal passato? Non ha visto le rivoluzioni del 2011? Non ha notato che ci siamo opposti ogni qualvolta ci siamo imbattuti in tutto ciò e che continueremo a farlo? Ovviamente il governo statunitense pensa di essere esente. Questo non è solamente un richiamo collettivo di Anonymous a darci da fare. Cosa può mai risolvere un attacco DDoS? Che cosa può essere attaccare un sito rispetto i poteri corrotti del governo? No. Questo è un richiamo per una protesta di grandezza mondiale sia su internet che nella vita reale contro il potere. Diffondete questo messaggio ovunque. Non possiamo tollerare quello che sta succedendo. Ditelo ai vostri genitori, ai vostri vicini, ai vostri colleghi di lavoro, ai vostri insegnati e a tutti coloro con i quali venite in contatto.Tutto quello che stanno facendo riguarda chiunque desideri la libertà di navigare in forma anonima, parlare liberamente senza paura di ritorsioni, o protestare senza la paura di essere arrestati.
Andate su ogni rete IRC, su tutti i social network, in ogni community on-line e dite a tutti l’atrocità che sta per essere commessa. Se protestare non sarà abbastanza, gli Stati Uniti dovranno vedere che siamo davvero una legione e noi dovremo unirci come una sola forza opponendoci a questo tentativo di censurare Internet ancora una volta, e nel frattempo scoraggiare tutti gli altri governi dal tentare ancora.
Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Non perdoniamo la censura. Non dimentichiamo la negazione dei nostri diritti come esseri umani liberi. Questo è per il governo degli Stati Uniti.  Dovevate aspettarvi la nostra reazione.

 

fonte : http://www.newspedia.it/megavideo-rappresaglia-di-anonymous-il-messaggio-tradotto/

L’Fbi chiude Megaupload e Megavideo offensiva degli hacker contro il governo


Arrestato il fondatore, rischia 50 anni. Si tratta dei più popolari archivi di film e musica online, spesso usati per diffondere materiale protetto da copyright. In manette Kim Schmitz e altre tre persone, gli indagati in totale sono sette. I pirati attaccano il sito della giustizia Usa, dell’Universal, della Riaa e dell’Mpaa

NEW YORK – Pugno di ferro degli Stati Uniti contro la pirateria digitale: l’Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, ha chiuso il sito Megaupload.com e Megavideo.com, ottenendo l’arresto del fondatore e di altre tre persone.

Megaupload è uno dei più noti e più imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione. Secondo l’accusa, l’attività di Megaupload è costata più di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai legittimi detentori del copyright.

Il fondatore del sito, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorità statunitensi. Altre due persone sono ricercate e numerose altre due risultano incriminate. L’atto di forza arriva a 24 ore dallo sciopero di internet 1 per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libertà di espressione online.

L’offensiva dei pirati. La risposta degli hacker non si è fatta attendere: anunciando su Twitter l’operazione #OpMegaUpload, l’attacco di alcuni individui legati ad Anonymous ha reso irrangiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).

Cos’è Megaupload? Tecnicamente il sito si presenta come un “cyberlocker”, una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto legittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalità, poiché molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicità sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare più di un certo numero di file a velocità più elevata.

In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che “la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito è legale. Siamo qui per restare”, garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l’industria dell’entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, “vuole avvantaggiarsi della nostra popolarità”.

Di tutt’altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload “ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film – anche prima dell’arrivo in sala – musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all’estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d’autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

(19 gennaio 2012)

 

fonte : http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/01/19/news/pirateria_chiuso_megaupload_megavideo-28445149/

Il Movimento dei forconi “dimenticato” dai giornali


Il Movimento dei Forconi dalla completa indifferenza da parte dei media è riuscito in pochi giorni ad arrivare nei titoli dei tg nazionali. Oggi nell’ultimo giorno di manifestazioni è doveroso fare un’analisi su un movimento presumibilmente apartitico e apolitico che però lascia dei grossi dubbi.

– Redazione – 20 gennaio 2012 – Il Movimento dei Forconi oggi a mezzanotte dovrebbe terminare la 4 giorni di sciopero iniziata lo scorso 16 gennaio. Articolotre è stato uno dei primi giornali che si è interessato alla lotta dei lavoratori, autotrasportatori, agricoltori e allevatori siciliani cercando di restare al di sopra di ogni giudizio sull’iniziativa.
Ma in questi 4 giorni quello che sta succedendo in Sicilia è riuscito ad avere un eco molto accentuato fino a sbarcare nei titoli dei telegiornali nazionali e ha iniziato ad interessare l’Italia e gli italiani. Grazie all’iniziale passaparola principalmente sui social network sui quali il Movimento ha giocato bene le sue carte, la protesta siciliana è stata inesorabilmente oggetto di critiche. La presunta apoliticità e apartiticità tanto ostentata dagli oratori del Movimento è stata messa a dura prova da presunte infiltrazioni di una certa destra. Il secondo giorno di sciopero tra le fila dei forcones sono spuntate bandiere riconducibili al movimento di Forza Nuova, ora nessuno sa se Forza Nuova fosse in piazza abusivamente con i Forconi ma sicuramente il manipolo di forzanuovisti non è stato cacciato dal corteo come era stato promesso da alcuni esponenti dei Forconi durante i discorsi di “inaugurazione” ,della 4 giorni, nei quali si era detto “Se vediamo sbandieramenti politici nei nostri cortei li prenderemo a calci nel c..o!!
Calci si sono visti in realtà, ma non verso i politicanti. Il secondo giorno di sciopero, il pacifico o presunto tale Movimento dei Forconi ha perso un po’ di quella magia democratica con cui era partito. Sempre nei discorsi “costituenti” la 4 giorni, si era garantito un corteo pacifico e democratico ma così non è stato perché qualche episodio di violenza c’è stato e Ivan Lo Bello, di Confindustria Sicilia ha confermato la presenza di molti esponenti della criminalità organizzata all’interno del Movimento. Queste persone vogliono destabilizzare il sistema imprenditoriale siciliano per poi ricavarne i frutti.
Ritornando alla simpatia e all’interesse che il movimento ha suscitato ad un certa destra è molto interessante leggere l’articolo “Forchette Romane e Forconi Siciliani” del segretario de La Destra, Francesco Storace, nel quale si  esalta il movimento. Ecco qui alcuni stralci “Una intera regione si blocca spontaneamente per protesta contro il governo delle tasse, e i cittadini solidali con i trasportatori che non ce la fanno più a lavorare in queste condizioni, appoggiano lo sciopero, non si lamentano e anzi la fanno propria e la sostengono…E’ incredibile quello che sta accadendo in Sicilia. E’ la summa dello stato di malessere e insofferenza che sta attraversando tutta l’Italia…Gli italiani sono esasperati, e nelle istituzioni giocano con i numeri per guadagnare qualche seggio in più. Signori, ma avete capito che non avete più voti?! Avete capito che il popolo è stanco di subire, e ha alzato la testa?
La vergogna della censura di una intera regione è stata aggirata dalla rete. Le informazioni viaggiano sui social network, si moltiplicano con il passaparola, e non serve poi recuperare in extremis con qualche servizio nei tg al terzo giorno di sciopero”. Concludendo con  “Il 4 febbraio a Roma daremo noi la voce alle categorie, ai lavoratori: agli italiani! Saremo migliaia a sfilare per le vie della Capitale, di ogni settore produttivo e sociale. E sono sicuro che ci saranno anche rappresentanti del movimento dei forconi. Dalla Sicilia al Triveneto l’Italia unita urlerà il suo no al governo delle banche!”.  Sembra un po’ una frase nostalgica di tempi d’oro che non ci sono più, oppure l’ennesimo tentativo di speculare su un movimento popolare per accaparrare ancora qualche briciolo di visibilità.

visita anche : http://www.youtube.com/watch?v=ji9x9kObel4&feature=youtu.be

fonte :http://www.articolotre.com/2012/01/movimento-dei-forconi-oggi-ultimo-round/58031