I no e i si della Riforma 2010 della Gelmini -Università


dal sito http://www.studenti.it/universita/riforma/riforma-gelmini-opinioni-critiche-cosa-cambia.php

La riforma Gelmini può essere sintetizzata in alcunipunti fondamentali. Vediamo i più importanti, con ilpunto di vista del ministro Gelmini e quello delmondo studentesco e universitario.

RICERCATORI
ricercatori attualmente hanno contratti a tempo indeterminato. Per legge non sono tenuti a faredidattica ma lo fanno con uno stipendio molto lontano da quello di un docente e in molti casi rimagono in tale situazione per tutta la carriera.

Sì alla riforma
Con la nuova riforma Gelmini un ricercatore inizia il suo percorso con un contratto a tempo determinato (questo periodo può durare dai 6 agli 8 anni). Poi, o diventa professore associato oppure deve per forza di cose lasciare la carriera universitaria. Con la riforma, se ci saranno tutti i fondi necessari, si vuole eliminare il precariato e lo sfruttamento dei ricercatori, cercando di stabilizzarne il maggior numero possibile.

No alla riforma
proteste-riforma-gelminiLa riforma secondo i ricercatori non farà che aumentare il precariato: ogni otto anni, al termine di ogni ciclo, alle università converrà prenderenuovi ricercatori freschi di laurea per poi lasciarli a casa qualche anno più tardi. L’accesso alla docenza non prevede sanatorie per tutti i 20mila attuali ricercatori a tempo determinato. E’ previsto solo il passaggio ad associato di 1.500 ricercatori in tre anni: il precariato aumenterà.

RISORSE AGLI ATENEI E BORSE DI STUDIO
Le borse di studio vengono assegnate a coloro che fanno parte di famiglie a basso reddito e le risorse agli atenei vengono assegnate senza valutare la qualità della didattica.

Sì alla riforma
Gli studenti valuteranno i professori e questa valutazione sarà determinante per l’attribuzione dei fondi alle università da parte del ministero dell’Istruzione. Le risorse saranno trasferite dal ministero in base alla qualità della ricerca e della didattica. Niente più fondi a pioggia. Alle borse di studio attuali con la nuova legge verrà affiancato un nuovo “fondo per il merito”, cioè borse che vengono assegnate solo per i voti e i risultati ottenuti, non in base al reddito. Chi vuole accedere a questo tipo di sussidio ed è al primo anno di università deve superare un test nazionale. Più meritocrazia e borse di studio agli studenti con un buon rendimento

No alla riforma
La critica è semplice: sono solo promesse, non ci sono i soldi. La riforma non prevede ad esempio per il nuovo fondo alcuno stanziamento. E considerando che il diritto allo studio ha subito gravissimi tagli (si parla del 90% di tagli alle borse dal 2008 a oggi) non ci saranno i fondi per il diritto allo studio. In Italia circa il 13% degli studenti beneficia di borse di studio, in Francia la percentuale sale al 30% ed in Germania tocca il 25%. Prosegue il trend negativo che ha portato il finanziamento nazionale dai 246 milioni del 2009, ai 99,6 milioni del 2010, per arrivare agli ipotizzati 76 milioni di euro per il 2011.

protesta_1LEGAMI FAMILIARI, CODICE ETICO E “PARENTOPOLI”
Nell’università italiana fino a ora non ci sono limiti di alcun tipo per assumere come professori parenti di chi lavora già nella stessa università e persino nella stessa facoltà o dipartimento.

Sì alla riforma
Con le nuove regole non potranno essere assunti come docenti coloro che hanno parenti nella stessa facoltà. L’incompatibilità è fino alquarto grado (cioè fino ai cugini). Questa norma riguarda le assunzioni nello stesso dipartimento, mentre sono vietate in tutta l’università solo per i parenti i del rettore, del direttore generale e dei componenti del cda. La Gelmini parla di “colpo mortale a Parentopoli”. Al momento non ci sono regole per garantire trasparenza nelle assunzioni e nell’amministrazione. Viene previsto il varo di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele.

No alla riforma
Questa norma, sostengono dal mondo universitario, non sarà efficace: se le assunzioni tra parenti sono vietate solo all’interno dello stesso dipartimento, non si impedisce la possibilità di fare accordi incrociati per sistemare i protetti e i raccomandati in un’altra facoltà o sede, che è infatti la pratica più diffusa.

CONCORSI
Attualmente le università stesse assumono attraverso dei concorsi i professori ordinari e quelli associati, in questo modo: le commissioni prevedono un professore interno e quattro docenti esterni selezionati con un sorteggio. E poi il singolo ateneo decide se assumere o no il vincitore del concorso.

Sì alla riforma
Sparisce il concorso come lo intendiamo adesso. Ci sarà l’abilitazione scientifica nazionale, un’unica lista trasparente con tutti i nomi dei professori idonei a insegnare, che ha validità quadriennale. La lista dei professori “arruolabili” è stilata da una commissione scelta per sorteggio. Le singole università decidono chi assumere sfogliando questa lista. Si vuole eliminare il localismo e rendere più trasparente la procedura.

No alla riforma
I dubbi su questo punto del disgno di legge partono dal presupposto che ora come ora non funzionano nemmeno gli organi di trasparenza già esistenti, come l’agenzia di valutazione delle università. Senza i dati precisi che dovrebbe fornire l’agenzia come è possibile valutare gli effetti della riforma su questo tema? Per farla finita con i concorsi locali, si fa il concorso nazionale. Ma è prevista un’abilitazione numerica, cioè senza una completa valutazione dei candidati.

RETTORI E GESTIONE DEGLI ATENEI
Non c’è alcun limite per legge al numero di mandati di un rettore. E nel consiglio di amministrazione delle università ci sono solo membri interni, dai professori ai rappresentanti degli studenti.

Sì alla riforma
Con la nuova legge un rettore potrà mantenere la sua carica per un massimo di 6 anni. Nei consigli di amministrazione entreranno anche membri esterni all’ateneo (almeno 3 su 11). Chi sono questi “esterni”? Devono essere persone di “comprovata competenza in campo gestionale”, per aprire l’ateneo al mondo “esterno” del lavoro. La riforma ha inoltre l’obiettivo di evitare che alcuni rettori rimangono in carica anche per decenni. il direttore generale avrà compiti di grande responsabilità e dovrà rispondere delle sue scelte, come un vero e proprio manager dell’ateneo.

No alla riforma
Coloro che criticano questo punto della riforma affermano che si apre alla privatizzazione delle università, che invece dovrebbe restare solo e soltanto pubblica. Inoltre sarà da adesso il consiglio di amministrazione a stabilire quali corsi aprire e quali chiudere, riducendo il ruolo e il potere del Senato accademico, che è invece composto solo da docenti.

RIORGANIZZAZIONE DEGLI ATENEI
Che nell’università italiana ci sia bisogno di una riorganizzazione degli atenei e delle facoltà è opinione condivisa da tutti, per evitare che ci siano troppe sedi distaccate e corsi di laurea completamente slegati dal mondo del lavoro e con pochi studenti.

Sì alla riforma
E’ prevista una riduzione molto forte delle facoltà che potranno essere al massimo 12 per ateneo. Si vuole evitare la moltiplicazione di facoltà inutili o non richieste dal mondo del lavoro. Ci sarà la possibilità di unire ofederare università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, di norma in ambito regionale, per abbattere costi e aumentare la qualità di didattica e ricerca.

No alla riforma
La replica del mondo dell’università è tutta nei numeri. La legge è troppo complessa: 500 norme, ci vorranno 100 regolamenti attuativi per renderla efficace, 35 dei quali dovranno essere emenati solo dal governo. “E’ solo un’alluvione normativa” si dice e sarà difficile vedere gli effetti nella realtà. La chiusura di numerosi corsi di laurea impedirebbe a molti studenti meritevoli di costruire il proprio futuro. Inoltre da una parte del mondo universitario arriva un forte no alla penalizzazione economica degli atenei basandosi solo sul numero di studenti che si inseriscono nel mercato del lavoro.

GALLERY DELLE PROTESTE STUDENTESCHE

gallery_proteste

 

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: