L’acqua non è una merce


dal sito http://www.beppegrillo.it/2008/08/lacqua_non_e_una_merce/index.html?s=n2008-08-28

Chi controlla i bisogni primari, controlla la società. PDL e PDmenoelle
lo sanno bene. Senza acqua si muore, ma se l’acqua viene privatizzata i
partiti vivono meglio. I concessionari sanno essere riconoscenti, voti,
soldi, poltrone finanziati dal rincaro dell’acqua a carico dei
cittadini.
Le liste civiche del blog avranno come
punto fondamentale del loro programma l’acqua. Non si può privatizzare.
Non è una merce, è un diritto. Come respirare, parlare, amare. Gesù
trasformò l’acqua in vino, Veltrusconi la vuole trasformare in business. Beati gli assetati di giustizia perchè vedranno i ladri dell’acqua in galera. Loro non si arrenderanno mai, noi neppure.

Caro Beppe,
nel
cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con
i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e
dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno,
la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua. Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta.
(Una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta
dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante
le elezioni!).
Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.
Dopo
questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti
amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto
Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo
stomaco, che mi fa male. Questo è un tradimento da parte di tutti i
partiti! Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali. I Comuni,
in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali
responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di
beni competitivi in una logica di interessi privati,
per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi
dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze
comunali.“ Ci stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!
Concretamente cosa significa tutto questo? Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati. Acqualatina,
(Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di
azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%!
Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le
bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e
dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina!
Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di
vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il
flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della
provincia di Latina! L’obiettivo? Costringere chi contesta ad andare
allo sportello di Acqualatina per pagare. E’ una resistenza eroica e
impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa. Non possiamo lasciarli soli!
L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin,
la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una
multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie
rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo
promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi
deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente
cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene
l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.
Sono
brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006
aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a
proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica,
l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia,
qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il
grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.
A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia
(un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila
persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori,
(una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea
di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei
cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le
mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).
“Non pagate le
bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di
Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella
di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie
che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è
finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha
portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di
iniziativa popolare sull’acqua?
Ma cosa succede in questo nostro paese? Perchè siamo così immobili?
Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali,
rinchiudendoci nei nostri territori? Perché il Forum dell’acqua non
lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni
alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di
iniziativa popolare sull’acqua? Non è giunto il momento di appellarsi
ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una
legge-quadro sull’acqua?
Dobbiamo darci tutti una mossa per
realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto
fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con
totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza
essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso
di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto
si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in
società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la
distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando
ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana?
Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o
morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti
del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:”
Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta
di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da
questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di
coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene
economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute
conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in
un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo
dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo
ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a
proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!”. padre Alex Zanotelli

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