Strani segni dall’Età del Bronzo Il mistero delle tavolette enigmatiche


dal sito http://www.repubblica.it/2008/07/sezioni/spettacoli_e_cultura/tavolette-enigmatiche/tavolette-enigmatiche/tavolette-enigmatiche.html

Forse erano assegni o cambiali usati in trattative commerciali. O forse talismani
Dal Museo dell’Alto Mantovano l’idea di unire le conoscenze per dare una risposta
di ANDREA BETTINI

Strani segni dall'Età del Bronzo Il mistero delle tavolette enigmatiche

Una tavoletta enigmatica

MANTOVA
– Quattromila anni fa, in piena Età del Bronzo, le popolazioni
dell’Italia centro-settentrionale e quelle di una vasta area
dell’Europa centro-orientale avevano un codice in comune. Era impresso
su dei manufatti in terracotta o in pietra grandi più o meno come un
telefono cellulare. Ne sono stati ritrovati circa 300 ma il loro
significato e la loro funzione sono ancora sconosciuti, tanto da
renderli noti tra gli studiosi come “tavolette enigmatiche”. Per far
luce su questo mistero dell’antichità è partito un progetto
internazionale a guida italiana, che utilizzerà tecnologie modernissime
ed anche internet.

“Assegni” o “cambiali” utilizzati nei commerci preistorici, talismani,
elementi inseriti in qualche sistema di registrazione, oggetti dal
significato rituale. Sono molte le ipotesi sulla funzione di queste
tavolette ricoperte di segni di vario genere, come righe, cerchi, punti
o croci. Quel che è certo è che erano usate come supporto non
deperibile per conservare informazioni e che erano conosciute in
comunità lontane e assai diverse, dedite anche all’agricoltura ed unite
da frequenti contatti e scambi.

Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, ma soprattutto
Italia settentrionale. Le tavolette enigmatiche, dette anche
“Brotlaibidole” (in tedesco “idoli a forma di pagnotta”), sono state
trovate in un’area molto ampia, ma in gran numero nella zona a sud del
lago di Garda. Proprio da qui, dal Museo dell’Alto Mantovano di
Cavriana (Mn), è nata l’idea di unire per la prima volta i migliori
archeologi europei che le hanno studiate e di adottare un approccio
interdisciplinare. “In passato ci sono state diverse pubblicazioni, ma
sono mancate le occasioni di confronto”, dice il direttore Adalberto
Piccoli, 69 anni, che si occupa delle tavolette dal 1976. “Al progetto,
che è entrato nella fase operativa da un paio di mesi, stanno
collaborando anche l’istituto di Linguistica, Letteratura e Scienze
della comunicazione dell’università di Verona ed il dipartimento di
Optoelettronica dell’università di Brescia. Quest’ultimo farà scansioni
tridimensionali dei reperti per verificare le tecniche di lavorazione
ed eventuali reiterazioni dei segni”.

Per svelare il significato delle misteriose “Brotlaibidole”, sarà
importante anche creare un catalogo che riporti tutti gli esemplari
conosciuti e che sia facilmente accessibile. Per questo alla fine di
giugno è stato inaugurato il sito internet www. tavoletteenigmatiche.
it, sul quale saranno inseriti tutti i dati disponibili. Non solo: le
pagine web saranno anche utilizzate per raccogliere segnalazioni.
“Domenica scorsa è stata trovata una nuova tavoletta in Slovacchia –
continua Adalberto Piccoli, che durante i suoi scavi ne ha recuperate
sette – Il sito ci permetterà di aggiornare continuamente il catalogo.
Inoltre ci sono sicuramente dei privati che ne possiedono: c’è la
possibilità di compilare una scheda di segnalazione, anche in forma
anonima”.

I primi punti di arrivo del progetto saranno una mostra ed un convegno
internazionale, che si terranno a Cavriana nella primavera del 2010.
Sarà forse ancora presto per riuscire a comprendere a pieno questa
forma di pre-scrittura, ma è probabile che per allora si sia scoperto
qualcosa in più sulla funzione delle tavolette enigmatiche. Oggetti
diffusi per secoli, tra il 2100 e il 1400 a. C., e poi scomparsi
nell’Età del Bronzo Recente, probabilmente non a caso: in quel periodo
si intensificarono i contatti con il Mediterraneo orientale e
l’incontro con il sistema di segni codificato e consolidato della
civiltà micenea potrebbe aver condannato all’oblio il misterioso codice
impresso sulle “Brotlaibidole”.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: