La storia segreta dell’AIDS


dal sito http://www.nwo.it/aids2.html

di Giuseppe Cosco

Dopo
che per anni siamo stati terrorizzati dallo spettro terrificante
dell’AIDS, oggi non se ne parla quasi. Forse per questo è venuto il
momento di riscrivere la storia di questa misteriosa sindrome, che
colpisce selettivamente omosessuali e drogati. C’è chi sostiene che
questa terribile malattia è stata creata in laboratorio come arma di
sterminio controllato (1).

In vero, assistiamo al propagarsi di nuovi razzismi, culminanti in
“programmi di controllo” che celano genocidi e stermini
accuratamente programmati in ambienti militari e asettici laboratori,
dove si studiano nuovi tipi di morte. In certi ambienti scientifici, si
svolgono esperimenti, capaci di suscitare veri e propri flagelli. La
nostra, in fondo, è un’Era di pericolosi angeli sterminatori o, se
preferite, anticristi.

Un documento del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, gli Atti del
91° Congresso – Sottocomitato del Dipartimento della Difesa, 1 Luglio
1969, dice testualmente: “Gli studi sulla biologia molecolare
progrediscono con straordinaria velocità. (…). Entro cinque o dieci
anni sarebbe possibile produrre un nuovo agente biologico che non esiste
in natura, e contro cui non è stata acquisita nessuna immunizzazione
naturale”. Nel periodo di tempo previsto, “cinque o dieci anni”,
scoppia l’epidemia denominata AIDS.

La storia dell’AIDS, dunque, sarebbe molto diversa da come fino ad ora è
stata raccontata. La verità sarebbe ben altra e nel mio libro (2)
documento cosa si nasconderebbe dietro la cosiddetta “peste del XX
secolo”.

Nel 1981, presso il “Centers for Disease Control” di Atlanta,
in Georgia, si cominciò a parlare di una nuova malattia molto
contagiosa denominata: “Sindrome di immunodeficienza
acquisita” provocata, a quanto dicevano e dicono, da un virus.
Robert C. Gallo e Luc Montagnier, gli scopritori spiegarono che l’AIDS
è: “…una malattia devastante causata da una classe di agenti
infettivi – i retrovirus – che erano stati individuati per la prima
volta in esseri umani solo qualche anno prima. …fu isolato un nuovo
virus – il virus dell’immunodeficienza acquisita dell’uomo (HIV, da
human immunodeficiency virus) – e si dimostrò che esso era la causa
della malattia…” (3). E solo nel 1984, l’allora Ministro della
Sanità statunitense Margaret Heckler ed il virologo Robert Gallo,
dell’Istituto Superiore di Sanità, annunciarono al mondo, nel corso
di una conferenza stampa, che era stata individuata una nuova malattia
virale, trasmessa attraverso il sangue o i rapporti sessuali.

Si disse e ancora si dice che esso opera sulla cellula a livello genetico
in maniera tale che il DNA delle cellule infettate riceve “comandi”
direttamente dall’RNA virale, differentemente di come solitamente
avviene nelle cellule, dove i “comandi” sono trasmessi dal DNA,
mentre l’RNA si comporta soltanto da messaggero. Questo modus
operandi
gli deriva da un particolare enzima, la trascrittasi
inversa
, che costruisce una coppia di DNA a partire dall’RNA
virale, che poi va ad integrarsi nel patrimonio genetico (DNA) della
cellula ospite. Il “virus dell’immunodeficienza acquisita”
infetterebbe i linfociti T (helper), adibiti alla produzione di
anticorpi da parte del sistema immunitario.

Diversi scienziati sono convinti che non sia, com’è sancito dall’ortodossia
medica, il virus HIV a causare l’AIDS e, tra questi, il famoso scienziato Peter Duesberg
(http://www.duesberg.com/), esperto, a livello mondiale, di retrovirus e
professore di biologia molecolare alla University of California di
Berkeley, scopritore, nel 1970, del primo gene collegato al cancro, che,
tra l’altro, afferma: “Il virus di Gallo non è la causa dell’AIDS
perché non rispetta i postulati di Koch e Henle di malattia contagiosa
e perché non rispetta sei regole cardinali della virologia” (4). In
sostanza Koch ha affermato che si può parlare di malattia contagiosa
solo quando l’agente infettante, oltre a causare la stessa affezione
in tutti quegli individui coi quali viene a contatto, è anche sempre
presente in ogni stadio della malattia.

Con l’AIDS tutto ciò non avviene, infatti, “ci sono molti casi di
persone con tutti i sintomi dell’AIDS ma che non presentano alcuna
infezione da Hiv, così come ci sono soggetti che sono stati infettati
dall’Hiv da oltre 10 anni e che non mostrano alcun segno di
malattia” (5).

E’da sottolineare, invece, che il modello dell’HIV (nome attuale del
virus di Robert Gallo deciso da un apposito comitato scientifico al
posto dei nomi LAV e HTLV-III) sta miseramente fallendo ad ogni test
scientifico. La ricerca basata su di esso non è stata in grado di
fornire non soltanto una cura efficace o un vaccino, ma neanche una
spiegazione teorica per il meccanismo che causa lo stato patologico. Che
l’HIV non sia la causa dell’AIDS sono ormai diversi scienziati a
crederlo, tra i quali, oltre al prof. Duesberg, i premi Nobel Walter
Gilbert e Kary B. Mullis, ecc.. Quest’ultimo è stato insignito del
prestigioso riconoscimento per la Chimica nel 1993, per aver scoperto la
Polimerase Chain Reaction (PCR), metodo per amplificare il DNA
applicato pure nello studio dell’HIV. Neppure Eleni
Papadopulos-Eleopulos ci crede.

Gli scienziati, sulla causa dell’Immunodeficenza acquisita (AIDS),
propendono per spiegazioni diverse, che possono essere suddivise in due
correnti: la prima attesta che l’HIV è necessario ma insufficiente,
perché asserisce che devono essere presenti altri cofattori per far
esplodere la malattia. La seconda corrente, invece, attesta che questo
virus sarebbe niente più che il
segno di una immunodeficienza già preesistente, provocata da agenti non
per forza di cose infettivi, che potrebbero essere anche chimici,
comportamentali e/o ambientali
. Il prof. Duesberg ha precisato
inoltre: “promuovo le mie idee
per integrità scientifica, perché quando scopri che una strada non
funziona è giusto cercarne altre
”, aggiungendo che “chi
sostiene che l’Aids è provocato dal virus Hiv spinge migliaia di
persone a prendere una medicina dannosa come l’Azt e convince i
sieropositivi che la loro vita è di fatto finita, terrorizza il mondo
intero riguardo ai rapporti sessuali, e specula sull’esistenza di
persone malate
”.

Ci stanno ancora altre teorie, molto inquietanti, sull’Aids e chi le
diffonde viene tacciato di cospirazionismo, di paranoia e ridicolizzato.
Alcune di queste gravi accuse meritano, per lo meno, di essere
conosciute dall’opinione pubblica, visto che non trovano spazi sui
mass media che diffondono soltanto le teorie “ufficiali”. Ecco di
seguito un breve sunto di queste gravissime accuse. Taluni
studiosi hanno sostenuto che questa terribile malattia è stata creata
in laboratorio come arma di sterminio controllato.

Sorprende, inoltre, sapere che il virus responsabile dell’immunodeficienza
acquisita è stato scoperto da Gallo, addirittura, un anno prima che si
manifestasse la malattia! “Nessun altro ricercatore, mai, nella storia
della medicina, è riuscito a scoprire l’agente patogeno di una
epidemia l’anno prima che l’epidemia scoppiasse. Solo Robert C.
Gallo c’è riuscito”(6), hanno denunciato i giornalisti Francesco
Romano e Elizabeth Vogel. Come si spiega questo anacronismo? La storia
“ufficiale” dell’AIDS racconta che il dott. Robert Gallo ipotizzò
un virus come causa dell’Immunodeficienza acquisita, a febbraio 1983,
tuttavia, Jerome Groopman, sulla rivista “Nature”, già cinque mesi
prima, a settembre dell’82, aveva scritto: “Robert Gallo del
National Cancer Institute sta studiando i pazienti di AIDS in funzione
del virus HTLV perché il virus HTLV ha una simpatia per i T-linfociti,
e perché è endemico dei Caraibi” (“Nature”, 9 settembre 1982).

La storia della “sindrome di immunodeficienza acquisita” è del resto
un vero e proprio maledetto puzzle con risvolti e sorprese, così
inquietanti, da sembrare incredibili e guai a chi denuncia il misfatto.
Ci ha provato il professor Duesberg pubblicando assieme a Bryan Ellison
il libro: “Why We Will Never Win the on AIDS”, ebbene, una Corte
Federale Di New York, il 29 dicembre del 1995, ha ordinato che tutte le
copie del libro venissero ritirate e distrutte. Una precedente ordinanza
dello stesso giudice vietava la distribuzione del libro ovunque in
America, anche gratuitamente (7). Come interpretare questa congiura del
silenzio?

E se davvero Duesberg avesse ragione a sostenere che l’Hiv non è la
causa dell’AIDS? Allora sarebbe davvero tremendo per l’ortodossia
sull’AIDS, perché: “dal 1987 sta prescrivendo a più di 200.000
sieropositivi, non importa se colpiti o meno dall’AIDS, una micidiale
accozzaglia di farmaci venefici, come la pentamidina e i chemioterapici
(tipo l’AZT, il ddl e il ddc); …sta infliggendo mortifere prognosi
di AIDS a centinaia di migliaia di persone risultate sieropositive al
test dell’HIV” (8).

Ma se non è l’HIV, cos’è?

Il “Sunday Express” (26 ottobre 1986), scrisse che, secondo tre
studiosi, “l’AIDS, la patologia mortale apparsa nel 1979 negli USA e
che miete vittime in tutti i continenti, è stata ‘inventata’ in
laboratorio”. Nel frattempo si levano, da più parti, accuse
gravissime mentre le bugie dette sull’AIDS “…ancora oggi si
ripetono per coprire lo sterminio dei negri, dei drogati e degli
omosessuali…” (9).

E’, infatti, ormai evidente che ben lontana “dal minacciare la popolazione
eterosessuale in generale, l’AIDS resta confinato, principalmente, ai
tossicodipendenti ed agli omosessuali maschi di particolari zone
urbane” (10).

Cosa si cela dietro l’AIDS?

C’è chi ha parlato di sterminio, di congiura contro una parte dell’umanità.
La popolazione nera degli Stati Uniti crede che “l’unico dato in
comune tra le vittime dell’AIDS… non è né il sesso né la droga,
ma sono le manipolazioni dell’uomo bianco. Secondo queste storie ai
drogati viene fornita eroina opportunamente tagliata con sostanze che
danneggiano il sistema immunitario, mentre gli omosessuali e gli
africani vengono infettati mediante vaccinazioni di massa, col pretesto
di proteggerli da altre malattie. Oppure accusano il governo di
praticare la guerra batteriologica contro i propri cittadini omosessuali
mettendo in giro un virus (!) che contagia a preferenza gli
omosessuali” (11).

Leggiamo ancora, nel dossier inchiesta di Romano e Vogel, che “la rivista gay
New York Native, nell’83 pubblicò la lettera di un dipendente del
laboratorio di guerra biologica di Fort Detrick il quale assicurava di
aver partecipato all’operazione, che era iniziata nel ‘78. La
lettera era anonima ma è stata pubblicata anche in Unione Sovietica
dalla Literaturnaya Gazeta (il 30.10.85 secondo Covert Action)…
Secondo un articolo apparso con rilievo nel Times di Londra l’epidemia
di AIDS in Africa ed in Sud America segue la vaccinazione in massa
contro il vaiolo, effettuata nei primi anni ‘80. Per estirpare il
vaiolo dalla faccia della terra l’OMS avrebbe vaccinato almeno 70
milioni di negri dell’Africa Centrale” (12).

La gravissima accusa fu pubblicata prima da un giornale di New Delhi “The
Patriot” (ottobre 1985), e poi ripresa e stigmatizzata dalla
sovietica “Literaturnaya Gazeta” il 30 ottobre dello stesso anno. In
Brasile, la notizia che il virus dell’AIDS era un prodotto
dell’ingegneria genetica, messo appunto come terribile arma biologica,
fu pubblicata dal giornale “L’Estado de Sao Paulo”. In
Inghilterra, il 26 ottobre 1986, il quotidiano londinese “Sunday
Express” ripubblicò la terribile accusa.

La “Pravda”, nell’ex Unione Sovietica, il 31 ottobre 1986, corredò
una vignetta, che raffigurava un militare che dava un pacchetto di
dollari ad un medico che aveva una provetta con dentro il mortale virus
con una didascalia che ribadiva l’accusa della creazione del virus nei
laboratori del Pentagono. La rivista francese “Eléments” (n. 63,
1988) rilanciò l’accusa con un articolo titolato “AIDS, il
Pentagono sotto accusa”. Tutto ciò sembra essere però passato sotto
silenzio.

E se l’AIDS fosse, davvero, una vera e propria strage programmata di
omosessuali, drogati, gente di colore e poveri del mondo?

Proviamo a prendere sul serio queste gravissime accuse. Non c’è dubbio che un
certo razzismo considera i gay e i drogati delle minoranze moleste, di
cui se ne potrebbe benissimo fare a meno. Quanto alle sterminate masse
di poveri del Terzo Mondo, che non producono e coi loro bisogni pongono
problemi alle nazioni più ricche, un loro sterminio si concilierebbe
molto bene con il modello di una società basata sul mercato, la
produzione e il consumo. Secondo una filosofia alquanto cinica, occorre
qualcosa che sostituisca le guerre e le grandi epidemie che in passato
avevano la funzione di calmierare e selezionare la popolazione del
pianeta.

E’atroce pensare che scienziati e studiosi possano mettersi al servizio di
un tale disegno, ma d’altra parte non si può negare che in certi
santuari della scienza medica si agisca contravvenendo al giuramento di
Ippocrate e, invece, si sacrifichino vittime umane per teoremi di morte.
Lo ha denunciato il dott. Robert Newman, presidente di un grande
ospedale di New York, il “Beth Israel Medical Center”. Parlando dei
tossicodipendenti ha dichiarato: “Nessuno lo ha ancora detto
apertamente, ma sono sicuro che molti sono d’accordo che dovremmo
lasciarli morire tutti” (13). Questa logica di morte è confermata
anche dalle parole di Julian Huxley, fondatore della Società Eugenetica
Britannica, il quale ha asserito che: “L’intelligenza di un nero è
differente da quella di un bianco, come lo è il corpo (…). Del resto
è sufficiente vedere il comportamento religioso dei negri per
comprendere le differenze: urlano, danzano, si abbandonano alle emozioni
più violente (…). Negri e bianchi presentano differenze organiche
inarmonizzabili”. E’ in base a queste convinzioni che l’uomo
arriva a sterminare i propri simili. Ma poi, dovremmo forse stupirci che
si possano organizzare simili crudeli stermini al termine di un secolo
segnato dal nazismo e dallo stalinismo? Questo abominio, d’altronde,
è stato denunciato, soprattutto nei primi anni ’80, da alcuni
studiosi e ricercatori che la pensano proprio cosi e, a supporto delle
loro gravissime accuse, indicano alcuni documenti del governo degli
Stati Uniti.

Tra questi, il Memorandum 200 per la Sicurezza nazionale è uno dei primi e
forse il più importante. Fu “redatto nell’aprile del 1974
dall’allora Consigliere americano per la Sicurezza nazionale, Henry
Kissinger. Il documento, a lungo tenuto segreto, fu reso di dominio
pubblico nel 1990 grazie alla legge per la libertà d’informazione, e
collocato negli Archivi nazionali americani. Si tratta di un documento
agghiacciante, che denota il cinismo di un governo quando afferma: “Lo
spopolamento, dovrebbe essere la principale priorità della politica
estera americana verso i Paesi del Terzo mondo” (14).

Un altro documento terribile è il “Global 2000 Report to the President”
presentato dal Dipartimento di Stato americano. Il giornalista Rogelio
Maduro nel suo libro “The Ozone Scare” scrive: “Questo dossier fu
elaborato dal Consiglio della Casa Bianca per l’Ambiente e dal
Dipartimento di Stato a partire dai primi giorni della presidenza
Carter. Decine di alti funzionari e centinaia di consulenti hanno
lavorato a questo rapporto che proponeva di fare del ‘controllo
demografico’ la pietra angolare delle politiche di tutti i futuri
presidenti americani. Nel rapporto e nei documenti che lo accompagnano,
si trovano tutta una serie di profezie terrorizzanti: crisi delle
risorse idriche, penuria di energia, carenza di materie prime
strategiche. La causa di tutto ciò? La crescita demografica. (…).
E’ dunque necessario, concludeva il documento, che il governo faccia
convergere politica estera ed interna con l’obiettivo di eliminare
questi uomini di troppo. (…). Dal momento in cui questo documento è
stato reso di pubblico dominio, sezioni intere del governo americano non
lavorano che per mettere in pratica le sue raccomandazioni: il
genocidio” (15).

Questo programma non è condiviso solo dagli americani. Il celebre
documentarista Jacques Cousteau, che fu un accanito propugnatore del
programma xenofobo in Francia, scrisse: “Noi vogliamo eliminare le
sofferenze, le malattie? L’idea è bella ma non può rivelarsi
positiva nel lungo termine. C’è da temere di compromettere così
l’avvenire della nostra specie. E’ terribile da dirsi. E’
necessario che la popolazione mondiale si stabilizzi e perciò è
necessario eliminare 350 mila uomini al giorno” (16). E Filippo duca
di Edimburgo, marito della Regina Elisabetta II presidente del WWF
internazionale, affermò: “Nel caso che io rinasca, mi piacerebbe
essere un virus letale così da contribuire a risolvere il problema
della sovrappopolazione”. (Deutsche
Press Agentur, DPA, 8 agosto 1988).

Ecco un altro esempio del disprezzo verso le popolazioni del Terzo mondo. Il
patologo dr. Cornelius Rhoades, che qualche anno dopo avrebbe diretto il
reparto di patologia del Rockefeller Institute, nel 1932, diede inizio
ad una vasta ricerca sul cancro. In definitiva effettuava orribili
esperimenti, tra cui far insorgere deliberatamente delle infezioni
sui malati. Trenta portoricani, morirono a causa di questi orribili
esperimenti.

Rhoades come giustificazione sostenne che: “I portoricani sono la più
sporca, la più fannullona, degenerata e ladra razza sulla faccia della
terra… e che perciò tutti i medici potevano deliziarsi nell’abuso e
nella tortura di questi sciagurati”.

Alla luce di considerazioni così sinistre non è più fantascienza credere a
quanto sostengono alcuni scienziati, e cioè che “l’AIDS fu in
effetti il risultato di un programma di ricerca a lungo termine”.
Qualcuno afferma addirittura di averne le prove, come il russo Jakob
Segal, docente di biologia all’Università di Humboldt, nella ex
Germania orientale. Il professor Segal è certo che l’AIDS è stato
messo a punto nel laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland, un centro
di ricerca su armi chimiche e biologiche. Segal per dimostrare la
gravissima accusa pubblicò tutti i dati, che aveva raccolto nel 1986,
in un libro dal titolo: “AIDS: una malattia prodotta in America”.

In esso lo studioso sostiene che: “il virus della immunodeficienza (Hiv),
che molti scienziati ritengono evolva in AIDS, è quasi identico ad
altri due virus: il Visna, una malattia mortale che colpisce le pecore,
il BVL (Bovine Leukemia Virus), ma non l’uomo, e il virus della
leucemia delle cellule T: Htlv-1 (Human T Cell Leukemia Virus). Il
Laboratorio di alta sicurezza di Fort Detrick realizzò l’unione dei
virus Visna e Htlv-1. Il risultato fu l’Hiv messo a punto tra la fine
del 1977 e la primavera del 1978. Il ‘cocktail’ di Fort Detrick
venne testato su carcerati che decidevano volontariamente di partecipare
all’esperimento in cambio della libertà anticipata. Siccome i sintomi
non si manifestano prima di 6 mesi, i test furono giudicati fallimentari
e i carcerati vennero rilasciati”.

“Alcuni di loro erano omosessuali, – continua Segal – e una volta arrivati a New
York, ignari delle loro condizioni, cominciarono a trasmettere il
contagio a persone del giro dei gay newyorckesi. E qui, nel 1979, si
manifestò il primo caso conclamato di AIDS, e la malattia cominciò a
diffondersi rapidamente”.

Un altro ricercatore Robert Strecker, confermò le accuse fatte da Segal.
Egli affermò: “Quando si studia la natura del virus dell’AIDS si
scopre qualcosa di estremamente interessante. I geni del virus
dell’AIDS non esistono nei primati o nell’uomo. Se si prende il
materiale genetico di primati, scimpanzé, esseri umani e lo si
riordina, non si può ottenere l’AIDS”. Per Segal l’AIDS si
sarebbe diffuso a causa di un incidente; per Strecker, invece, sarebbe
stato iniettato volutamente ai membri della comunità omosessuale
americana durante il programma per la vaccinazione contro l’epatite B.

Nel frattempo si continua a morire di AIDS specialmente tra le categorie a
rischio (omosessuali e drogati) e nel Terzo mondo. Tra i Paesi dove vi
sono più persone colpite dall’AIDS vi è l’India “che conta già
quattro milioni di abitanti sieropositivi e rischia di diventare il
Paese più colpito dall’epidemia dell’AIDS. Lo ha denunciato a
Manila il ministro della sanità indiano, signora Renu Ka Chowdury…”(Rai-Televideo
del 26 ottobre 1997). Dopo quanto esposto il fatto che segue fa venire
la pelle d’oca. Il 19 gennaio 1989 “‘Nature’ esce con una serie
di articoli sconcertanti sull’India. “Saranno sterilizzate tutte le
mucche improduttive” scrive ‘Nature’. Poi c’è la notizia che
riguarda direttamente la nostra storia: “entro il ‘92, dice ‘Nature’,
tutti i bambini indiani saranno vaccinati contro una serie di
malattie”. (…). Tutti i bambini indiani dovranno essere immunizzati
entro il 1992.

“Chiaramente qualcosa non funziona nella redazione di ‘Nature’. In India ci sono
più di 200.000.000 di bambini, e il 92 inteso come anno non è una
scadenza realistica. (…). Alla fine del 1988 in India si contavano 9
casi di AIDS”(17). Traete da soli le conclusioni. Sulla base di
questi fatti esposti c’è da chiedersi con inquietudine che cosa ci
riserva il futuro. Che sia davvero in atto una mortale congiura? Come si
è visto non sono in pochi a crederlo. Alcune delle tesi riportate in
questo studio ricevono, oggi, numerose conferme, anche molto autorevoli.

Un altro fatto, alquanto enigmatico, fa notare “Nexus. New Time”
(edizione italiana, anno IV, n. 29, 2000) è quanto scrisse, il 30
aprile scorso, il Washington Post che, tra l’altro: annunciava
un’iniziativa della National Security Agency (NSA) volta a
collocare lo studio dell’Aids e tutti gli istituti pubblici della
sanità, che lo stanno conducendo, sotto il controllo della Central
Intelligence Agency
(CIA)… Il Presidente Clinton, consigliato dal National
Intelligence Council
(NIC) di dichiare formalmente l’epidemia
globale di AidS una ‘minaccia alla sicurezza nazionale’ degli Stati
Uniti, ha trasformato questa politica in legge. L’azione prefigura la
probabile persecuzione, se non l’incarcerazione o l’assassinio,
degli scienziati ‘dissidenti’ che si occupano dell’AIDS… (Fonte:
dr. Leonard Horowitz, Idaho Observer, USA, luglio 2000)”.

Note
bibliografiche:

1
G. Cosco, “Storia segreta dell’AIDS”, Ediz. Segno, Udine
1996.

2
Ibid.

3
R. C. Gallo e L. Montagnier, L’AIDS nel 1998, in “Le
Scienze”, n. 44, dicembre 1988, pag. 19.

4
“Science”, 29
luglio 1988.

5
C. Thomas Jr., Kary B. Mullis e Philip E. Johnson, What cause AIDS?.
L’articolo
pubblicato sulla rivista “Reason” (giugno 1994) è
riportato in “AIDS una questione aperta”, a cura di Raul
Vergini, GUIDE ALLA SALUTE di CARTAduemila, Andromeda, Bologna
1995, pag. 10.

6
Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, Cesco Ciapanna
Editore, Roma, marzo 1989, pag. 118.

7
“Nexus New Time”, Edizione italiana, n. 6, luglio-agosto
1996, pag. 7.

8
Dalla lettera di Peter Duesberg pubblicata in “La rivista
dei libri”, novembre 1996, pag. 42.

9
Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, cit.,
pag. 134.

10
C. Thomas Jr., Kary B. Mullis e Philip E. Johnson, What cause
AIDS?, cit., pag. 12.

11
Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, cit., pagg.
96-97.

12
Ibid., pag. 97.

13
“Science”, 12 febbraio 1988.

14
“XFACTOR”, pubblicazione edita dall’Istituto Geografico De
Agostini, n. 14, 1997, pagg. 16-17.

15
“L’Italia”, settimanale, 22 marzo 1995.

16
“Corriere dell’Unesco”, novembre 1991.

17
Francesco Romano e Elizabeth Vogel, Le carte dell’AIDS, cit., pag. 153.

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