I redditi di tutti gli italiani on line per alcune ore


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7408

L’Agenzia delle Entrate pubblica le dichiarazioni
dei redditi dei contribuenti sul proprio sito. Polemiche per la
privacy, interviene il Garante.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 30-04-2008]

Redditi dei cittadini online

Foto di Sabine Luxem

Sta suscitando grandi polemiche la decisione del ministro delle Finanze uscente Visco di pubblicare sul sito dell’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni dei redditi dei contribuenti, relative al 2005. Appena si è diffusa la notizia, il sito è andato in tilt, sommerso dagli accessi.

Questa scelta ha già suscitato molte polemiche perché sarebbe stata violata la privacy dei contribuenti che non avrebbero mai sottoscritto il proprio consenso per la divulgazione di questi dati. Inoltre il Garante della privacy non ha ancora discusso ed espresso il proprio parere sulla questione.

E’ certo, però, che gli unici dati veramente sensibili
e quindi indisponibili perché tutelati dalla legge sulla privacy sono
solo la scelta (o la non scelta) del contribuente per l’otto per mille
per le confessioni religiose, da cui si può dedurre l’appartenenza o
meno a una chiesa, e la scelta del cinque per mille per le
organizzazioni onlus, le erogazioni liberali ai partiti politici, le
spese sanitarie detratte.

Il reddito imponibile di per sé non appartiene ai dati sensibili
che riguardano stato di salute, religione, idee politiche; inoltre già
oggi la legge impone l’obbligo di comunicare e rendere pubblico il
proprio reddito per deputati, senatori, consiglieri regionali,
provinciali, comunali, di quartiere, amministratori di società
pubbliche o partecipate dal pubblico.

Non si tratta di una prassi nuova: già negli anni ’70 del secolo scorso
molte amministrazioni comunali avevano depositato nell’albo pretorio
del municipio i dati dei redditi dei cittadini di quel comune; in
qualche caso, alcuni comuni avevano pubblicato sul giornale comunale,
distribuito gratuitamente ai cittadini, gli stessi dati.

Lo scopo era quello di permettere ai cittadini di controllare direttamente il reddito dei propri pari e verificare la congruità del reddito dichiarato al fisco
con un tenore di vita decisamente superiori e ingiustificati, così come
il fatto che molti godevano, e godono, di case popolari o esenzioni o
riduzioni per usufruire dei servizi sociali e scolastici a cui non
avrebbero diritto.

Questa pubblicazione on line di tutti i dati dei redditi dei
contribuenti italiani, senza distinzioni di comuni e con grande
facilità, è solo la trasposizione digitale e moderna sulla Rete di un principio di trasparenza già previsto e attuato.

Aggiornamento

Alle 16.50 l’Ansa comunica che il Garante per la privacy ha deciso la
sospensione della pubblicazione
on line delle dichiarazioni dei redditi.

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