Per i tassi Bce non si vede la fine del tunnel


dal sito http://salvadanaio.economia.alice.it/racconti/bce_tassi_alti.html?pmk=nothpboxdx

Cosa cambierebbe nelle tasche del consumatore se Trichet dovesse mantenere l’attuale 4%


Rilancio dell’economia o inflazione? La Banca centrale europea sembra ora voler gelare tutta la comunità finanziaria del vecchio continente, che a gran voce chiede da tempo un taglio dei tassi, fermi al 4% dal giugno dello scorso anno.

Gli ultimi messaggi che giungono dall’Eurotower parlano addirittura di possibile rialzo per
tenere sotto controllo il riscaldamento dei prezzi che in Eurolandia ha
passato il limite fissato del 2% a causa dei rincari di greggio e
cereali.

In ogni caso, sembra sempre più netto il divario fra la politica monetaria dell’americana Fed, che ormai sta tagliando a piene forbici (Bernanke è passato dal 4,75% del settembre 2007 al 2,25% con l’ultima correzione di marzo 2008) e quella della Bce che nel triennio Trichet ha visto solo rialzi o stand-by.

Certo la tendenza europea non può che spaventare milioni di famiglie impegnate in onerosi piani di ammortamento dei mutui casa. Si alzerebbero infatti le rate di quelli a tasso variabile,
essendo queste ovviamente legate ai tassi di interesse. E ben magra
consolazione sarebbe l’aumento, di solito limitato, dei tassi di
interesse bancari.

Gli strumenti di investimento a breve termine come i Bot (Buoni
Ordinari del Tesoro) beneficerebbero dell’aumento dei tassi che
eventualmente dovesse decidere la Bce, ma anche di un perdurare di una
situazione da 4%. Parimenti, il vantaggio sarebbe esteso anche ai
rendimenti dei Cct (Certificati di credito del
tesoro), la cui cedola è ancorata a parametri (in genere al tasso dei
Bot più un premio) che consentono all’investitore di mantenere una
certa aderenza al mercato dei tassi a breve.

Secondo alcuni però, il rendimento dei Bot dovrebbe subire nel breve un piccolo schiaffo poiché probabilmente entrerebbero sul mercato nuovi strumenti a rendimento superiore.

Acque tranquille per il mercato azionario e per quello obbligazionario, mentre in quello immobiliare i
tassi più alti potrebbero scoraggiare gli acquisti di nuove case.
Nessuno infatti compra più un immobile totalmente in contanti e quindi
l’aumento delle rate dei mutui induce a maggior prudenza nella scelta.

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