La bontà come il denaro. Lo dimostra la scienza giapponese


dal sito http://notizie.alice.it/tecnologia/la_bonta_non_esiste.html?pmk=hpppstr1_2

Do ut des.
“Io do affinché tu dia”, ovvero, non agiamo mai disinteressatamente ma
le nostre azioni sono dettate dal desiderio di ottenere una ricompensa.
Il vecchio adagio è sempre attuale, e adesso può dirsi supportato anche
da una nuova teoria scientifica, made in Japan.
Riuscire rafforzare la propria reputazione con comportamenti altruisti suscita, secondo lo studio giapponese, una gratificazione ambita quanto un premio in denaro.

Gli studiosi del Japanese National Institute for Physiological Sciences hanno ‘fotografato’, attraverso risonanza magnetica, 19 persone intente a ricevere premi in denaro o gratificazioni di tipo sociale.
I
medici hanno così osservato che il riconoscimento ricevuto dagli altri
accende la stessa area del cervello che si attiva quando otteniamo dei
soldi, lo striato. La ricerca, pubblicata su Neuron, dà una prima spiegazione scientifica ai comportamenti e alle buone azioni che di tanto in tanto compiamo o riceviamo.

Una
vincita alla lotteria e la soddisfazione ottenuta dall’essere stimati
dal prossimo sono equiparabili? In molti sceglierebbero la prima,
anche se il bisogno di essere accolti positivamente e di ricevere
conferme dal proprio contesto sociale è, evidentemente, altrettanto
importante.

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