Cittadini sorvegliati a loro insaputa, via Bluetooth


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7368

L’esperimento, durato sei mesi, è stato realizzato senza che nessuno sospettasse alcunché.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 24-04-2008]

Cittadini ignari sorvegliati via Bluetooth a Bath

Foto di Jeff Davies

La
prigione, si sa, non sempre raggiunge gli obiettivi che si propone: chi
vi entra corre il rischio di uscirne peggiorato, anziché riabilitato.

Così, quando si è scoperto che due responsabili dell’attentato
di Madrid nel 2004 si erano conosciuti in prigione, una volta usciti si
erano tenuti in contatto e insieme erano stati arruolati da
un’organizzazione vicina ad Al-Qaeda, è sorto il problema di come monitorare gli spostamenti degli ex-galeotti, per evitare il ripetersi di tragedie analoghe a quella avvenuta nella capitale spagnola.

La soluzione è poi stata individuata nei chip Rfid (Radio Frequency
IDentification, ossia Identificazione a radio frequenza): essi
permetterebbero di seguire gli spostamenti di chi esce di prigione e
controllare se qualcuno di loro si incontra troppo spesso.

L’idea è parsa così buona che nel Regno Unito hanno pensato di organizzare una sorta di “prova generale”, per toccare con mano l’efficacia di un metodo che sulla carta semrbava tanto promettente.

Come fare, dunque, a realizzare un affidabile esperimento su vasta scala?
Usando, invece dei chip Rfid, i segnali emessi dai cellulari e
smartphone dotati di tecnologia Bluetooth: la tecnologia per
intercettare questi dispositivi, dopotutto, è piuttosto a buon mercato.

In tal modo, chi negli ultimi sei mesi sia passato per la città di Bath può star sicuro di essere stato monitorato – senza essere stato prima avvisato – nei propri spostamenti, e che i suoi incontri sono stati diligentemente registrati.

Durante il test sono stati catturati i dati di 10.000 singoli dispositivi
appartenenti alla gente che vive e lavora a Bath (si tratta di circa un
ottavo dell’intera popolazione cittadina): di tutti costoro qualcuno
conosceva la posizione e le persone che incontrava, con
l’approssimazione di una decina di metri.

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