Le spese elettorali


dal sito http://www.ansa.it/elezioni2008/static/speseelettorali.html

I partiti mettono mano al portafoglio per finanziare la campagna
elettorale. Ma è solo un piccolo anticipo: tutte le spese, infatti,
saranno piu’ che ampiamente recuperate sotto forma di rimborso
elettorale milionario.

La propaganda elettorale
costera’ cara ai partiti che si fronteggeranno fino al 13 aprile. Le
cinque principali formazioni politiche (Pd, Pdl, Lega, Sinistra
arcobaleno e Udc), secondo le dichiarazioni della vigilia, intendono
spendere circa 80 milioni di euro. Ma la cifra rientrera’ con gli
interessi, visto che i rimborsi previsti dalla legge ammontano a 425
milioni, piu’ di cinque volte tanto la cifra che i partiti dichiarano
di voler spendere.

Ma quali sono i conti elettorali fatti in tasca ai partiti?

Il PARTITO DEMOCRATICO
di Walter Veltroni ha idea di destinare alla campagna elettorale tra i
15 e i 18 milioni di euro. Quattro milioni se ne andranno soltanto per
la realizzazione dei manifesti; il resto dello stanziamento servira’ a
coprire le spese per le inserzioni sui giornali e le manifestazioni
locali.
Per finanziare la campagna, il Pd fa ricorso alle cene
elettorali, con quota minima di mille euro per parteciparvi. Ma anche i
candidati nelle liste democratiche dovranno dare il loro contributo:
ognuno e’ chiamato a sborsare una cifra compresa tra i 40mila e i
60mila euro.

Piu’ alto il budget stanziato dal POPOLO DELLA LIBERTA‘.
Il movimento che candida Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi conta di
spendere 20-30 milioni di euro per finanziare la propria campagna
elettorale. I soldi, oltre che per i manifesti e le inserzioni sui
giornali, serviranno anche a pagare le spese di installazione dei
gazebo nelle citta’ italiane.

Ridottissima, invece,
la previsione di spesa della LEGA NORD: solo 2,5 milioni di euro. Ma la
Lega, tradizionalmente, punta di piu’ sulle iniziative locali a basso
costo, come i comizi, piuttosto che su
manifesti e inserzioni.

L’UNIONE DI CENTRO
di Pier Ferdinando Casini ha stanziato 16 milioni di euro per far
arrivare il proprio messaggio agli italiani. Si tratta della stessa
cifra, sottolineano al partito, che fu spesa alle elezioni del 2006.

La SINISTRA ARCOBALENO,
non si sa se per una scelta di ”austerity” o per colpa dei bilanci
piu’ magri, dichiara che spendera’ 8 milioni di euro. La cifra sara’
divisa tra iniziative sul territorio (per le quali sono stati stanziati
due milioni) e propaganda vera e propria (per la quale saranno spesi i
restanti sei).

Il PARTITO SOCIALISTA, che
corre da solo per Enrico Boselli premier e senza apparentamenti, dovra’
sostenere sulle proprie spalle il costo della campagna. Finora e’ stato
speso un milione di euro, ma la cifra finale potrebbe essere vicina ai
quattro milioni.
Il grosso della campagna elettorale si svolge con i manifesti e le inserzioni; i 6 per 3 sono destinati solo alle
grandi citta’.

LA DESTRA
di Francesco Storace e Daniela Santanche’ ha messo in preventivo una
spesa di 5 milioni di euro: inizialmente la Destra contava di farcela
con due milioni, ma la bocciatura del simbolo da parte della Cassazione
ha costretto a ristampare opuscoli e manifesti.

Fin
qui le spese dichiarate. Ma, una volta insediate le nuove Camere,
scattera’ il meccanismo di rientro. In ballo c’e’ la cifra di 425
milioni di euro (ottenuta moltiplicando un euro per ogni elettore e
diminuendo la cifra finale del 10%). Il gruzzolo andra’ diviso tra le
forze politiche che entrano in Parlamento, in proporzione alle
percentuali ottenute.

La distribuzione dei rimborsi
avverra’ in cinque rate annuali, la prima pari al 40% del totale. E
come se non bastasse, grazie a una decisione presa in Parlamento nel
2006, i partiti continueranno a incassare anche gli arretrati, cioe’ le
rate mancanti della legislatura precedente, nonostante questa si sia
conclusa in anticipo. Sul piatto della bilancia arrivano cosi’ altri
225 milioni di euro, che si sommeranno ai 425 milioni stanziati per i
nuovi rimborsi.

Sono dunque 650 i milioni che
entreranno nelle casse dei partiti nei prossimi cinque anni di
legislatura. Senza contare gli altri rimborsi previsti per le elezioni
europee, che si svolgeranno nel 2009.

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