Vuoi volare? Via il piercing dai capezzoli


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=7206

Una donna è stata costretta a togliersi i piercing dai capezzoli per superare il metal detector e poter prendere l’aereo.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 01-04-2008]

Una texana ha dovuto togliere i piercing per volar

Mandi Hamlin illustra tramite un manichino le operazioni che ha dovuto compiere per togliere i piercing

Il
24 febbraio scorso Mandi Hamlin, una donna texana di 37 anni, stava
tranquillamente cercando di imbarcarsi all’aeroporto di Lubbock su un
volo per Dallas. Passato senza problemi il metal detector, venne però
avvicinata da un’agente che le fece una scansione manuale. E iniziarono
i guai.

Il detector portatile, infatti, rivelò la presenza di un paio
di oggetti di metallo nascosti, e quindi sicuramente sicuramente
pericolosi, che impedivano a Mandi di salire sul suo aereo. Così la
donna dovette spiegare che si trattava soltanto di due piercing ai
capezzoli, non di armi nascoste.

Sfortunatamente l’agente, impietosa, non lasciò correre; chiamò
invece un altro agente il quale sottolineò severo che i piercing
andavano tolti, oppure doveva rimanere a terra.

Mandi Hamlin si trovò dunque dietro a una tenda costretta ad
armeggiare con due pezzetti di metallo che portava ormai da anni e che
quindi si rivelarono piuttosto ostici da levare. In realtà togliere il
primo fu quasi una passeggiata, per quanto dolorosa, rispetto al
secondo per il quale dovette invece chiedere ai poliziotti di prestarle
un paio di pinze, dato che l’anello in questione non voleva saperne di
abbandonare il suo corpo.

E mentre si dava da fare con le pinze, gli agenti maschi che
erano al di là della tenda se la ridevano, ha detto in seguito alla
stampa. Riuscita infine nell’impresa a prezzo di intenso dolore e
umiliazione, poté finalmente imbarcarsi pur avendo ancora un anello
all’ombelico che però evidentemente non interessava a nessuno, e poi
rivolgersi a un avvocato.

Messasi al lavoro, l’avvocato Gloria Allred si è subito
scontrata con i regolamenti che esplicitano proprio il caso capitato a
Mandi Hamlin: se si viene sottoposti a scansione manuale, occorre
togliere qualunque cosa abbia fatto suonare il detector.

Ciò però non ha scoraggiato la Allred la quale, ricordando
quanto patito dalla sua assistita, pretende a gran voce le scuse della
Transportation Security Administration e un’indagine dell’ufficio per i
diritti civili.

La Hamlin è stata pubblicamente umiliata, dice l’avvocato, e “ha sopportato un’enorme quantità di dolore fisico per farsi reinserire gli anelli nei capezzoli”. E ha aggiunto: “La condotta della Tsa è stata crudele e inutile. L’ultima volta che ho controllato un capezzolo non era un’arma pericolosa”.

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