Telecamere nei bagni di una scuola


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6972

Il programma di sorveglianza prevede telecamere a circuito chiuso anche all’interno dei bagni. Gli studenti protestano.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 28-02-2008]

Telecamere nei bagni di una scuola inglese

Tornare a scuola dopo una settimana di vacanza può far scoprire novità e sorprese: muri ritinteggiati, finestre riparate, o anche telecamere installate.

Si sa, il rischio per una scuola di trovarsi vittima di episodi di vandalismo è purtroppo sempre presente e un preside coscienzioso
deve attuare tutte le misure alla sua portata per prevenire possibili
danni. Un sistema di telecamere a circuito chiuso può dunque
dimostrarsi un ottimo deterrente che neutralizzi eventuali piccoli
Unni.

Quando però l’eccesso di zelo porta a installare le telecamere
anche nei bagni, ecco che gli studenti si sentono un tantino invasi
nella loro privacy, né i genitori sono particolarmente contenti di
sapere che i figli vengono controllati proprio in ogni momento.

Questo è in sintesi quanto successo al Lipson Community College di
Plymouth, nel Regno Unito, dove il ritorno degli studenti da una breve
vacanza ha coinciso con l’apparizione delle telecamere di sicurezza nei bagni.

I dispositivi sono stati subito scoperti; per lo meno, non erano occultati: “Non sono molto felice di ciò. Adesso ci si sente un po’ strani quando si entra nei bagni”, ha detto uno studente.

A seguito delle peraltro civili rimostranze di genitori e studenti, le telecamere sono state prontamente disabilitate e saranno rimosse al più presto, mentre il preside protesta la propria innocenza: “Qualcuno ha fatto un errore. Non hanno avuto alcuna autorizzazione da parte mia”.

Né reggerebbe la scusa di episodi di bullismo o vandalismo
avvenuti nelle toilette, dato che in quella scuola non se ne sono mai
registrati. Qualora ci fosse stato qualche problema – hanno detto gli
studenti – essi avrebbero anche capito la contromisura, ma lì non era
proprio necessaria.

A ogni modo, stando a quanto raccontato dai ragazzi, le telecamere erano pudicamente puntate solo sui lavandini; ciononostante, alcuni hanno preferito fare a meno dell’uso del bagno per un po’ (“Mia figlia ha insistito per andare a scuola, ma ha detto che si sarebbe trattenuta dall’andare il bagno per tutto il giorno”) mentre altri sono stati tenuti a casa dai propri preoccupati genitori.

L’unica ad ammettere chiaramente di essere quantomeno a
conoscenza dell’installazione delle telecamere è la vicepreside, la
quale sostiene che erano state installate come parte di un programma di sorveglianza della scuola.

Viste le evidentemente inaspettate proteste – par di capire dalla
parole dell’insegnante – si è poi ceduto alle richieste degli alunni: “Abbiamo
incontrato gli studenti per discutere le loro preoccupazioni e
ascoltare le loro opinioni sul sistema di telecamere a circuito chiuso
che la scuola sta sviluppando”
.

Non ci sarà alcuna conseguenza disciplinare per nessuno, a causa
di quanto successo: per il preside non è una questione di disciplina,
ma di apprendimento. Insomma, si voleva capire se fosse o meno il caso
di installare delle telecamere dei bagni. Pare dunque che sia meglio di
no, ma nessuno sarà punito per averci provato.

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