Berlusconi: “Il Pdl è un partito al 46 per cento”


dal sito http://notizie.tiscali.it/articoli/politica/08/febbraio/22/berlusconi_pdl_46_per_cento_741.html

Berlusconi: “Il Pdl è un partito al 46 per cento”

Silvio Berlusconi (Foto AP)

Veltroni annuncia che il suo Pd sta crescendo rapidamente, Berlusconi replica ciando i suoi sondaggi. La campagna elettorale è ormai entrata nel vivo. Durante la trasmissione Matrix
Silvio Berlusconi afferma: “Il Pdl è un partito al 46 per cento. Questo
è il risultato di cui disponiamo in base ai nostri sondaggi”.

“Dimezzare i parlamentari e abolire le province” –
Silvio Berlusconi si augura che “dopo le elezioni ci siano
collaborazione e dialogo con l’opposizione sulla modifica della
Costituzione e sui regolamenti parlamentari e credo che si debba anche
trovare un accordo con l’altra parte sul dimezzamento dei parlamentari
e sull’abolizione degli enti inutili come le Province”. Il leader del
Pdl insiste sulla necessità di tagliare i costi della politica. “Il
Senato fa lo stesso lavoro della Camera con metà dei parlamentari –
spiega Berlusconi – e sono anche più vecchi. Credo che si debba
dimezzare il numero dei parlamentari”. Per quanto riguarda la modifica
della Costituzione, Berlusconi ricorda che “il Governo di centrodestra
l’aveva già fatta ed era stata votata quattro volte, poi la sinistra si
è scagliata contro facendo una campagna lontana dalla verità”.
“Candideremo Dini, ma non Mastella” –
“Lamberto Dini si presenterà nelle nostre liste come
liberaldemocratico, la presenza di Mastella non è invece prevista”. Lo
ha detto il leader del Pdl, Silvio Berlusconi, durante la registrazione
della puntata di ‘Matrix’. Berlusconi ha spiegato di “sentire
riconoscenza nei confronti di Mastella perché ha fatto detonare
l’implosione del centrosinistra che ci sarebbe stato con la mozione di
sfiducia a Pecoraro Scanio. Mastella ha anticipato tutto di un giorno”.
I rapporti buoni con Fini e conflittuali con Casini –
Berlusconi sottolinea la differenza dei rapporti tra lui e Casini e lui
e Fini. Quanto al leader di Alleanza nazionale, dice: “Con Fini non
abbiamo mai interrotto i rapporti, ci sono state delle discussioni in
punta di politica, ma mai niente di personale”. “Con Casini ho sempre
avuto un rapporto che non posso definire in modo positivo”. “Nel 1994
Casini era tra i protagonisti della vecchia politica che non trovavano
una nuova collocazione, mi chiese di entrare in Forza Italia – dichiara
leader del Pdl -, insieme ad altri, dicendomi che erano ‘sangue del mio
sangue, carne della mia carne’. Poi, dopo le elezioni, mi fece dire da
una sua amica, eletta con lui, che volevano costruire un proprio gruppo
in Parlamento e infine un proprio partito, il Ccd”.
“L’Udc aveva deciso da tempo, il simbolo è una scusa” –
Silvio Berlusconi è convinto che la decisione dell’Udc di non entrare
nel Pdl fosse presa da tempo e che quella di dover difendere il simbolo
fosse solo una “scusa”. L’ex premier ha sottolineato che Casini
“pigliando una scusa ci disse di voler mantenere il marchio, mentre
oggi per avere De Mita, cambia simbolo e anche nome e si chiama Centro
democratico”. Secondo Berlusconi “questo dimostra che quella di Casini
era una scusa”. Poi sottolinea come la rottura con l’Udc si verificò di
venerdì “e lunedì Roma era già piena di manifesti per Casini premier”.
“Quindi la sua decisione – ha sottolineato – era presa da tempo”.
“Il dialogo con Veltroni ha aiutato la nascita del Pdl ” –
Berlusconi si dice convinto poi che il dialogo avviato da lui con
Veltroni sulla legge elettorale abbia contribuito alla possibilità di
“realizzare il sogno” di creare il Popolo della libertà. “Augurai a
Veltroni di avere successo nel suo tentativo e anche da quella mossa è
scaturita per me la possibilità di realizzare quel sogno che avevo,
ossia di creare una grande forza che mettesse assieme tutte le persone
liberali”.
“L’inflazione è in crescita ma non ci sono ricette miracolose” –
La crescita dell’Italia è in stallo e l’inflazione aumenta, ma per fare
fronte a questa situazione “non ci sono ricette miracolose, ma
applicheremo la vecchia ricetta liberale: meno tasse sul lavoro,
sull’impresa, sulle famiglie, uguale più consumi, uguale più entrate
nelle casse dell’erario per ridurre il debito pubblico e realizzare le
infrastrutture di cui il Paese ha bisogno”. Il leader del Pdl spiega
che per affrontare la difficile situazione economica dell’Italia si
deve ricorrere alla “ricetta liberale”. “Non sono preoccupato dalla
campagna elettorale, perché sono molto preoccupato dalla situazione che
ci troveremo ad affrontare dopo – aggiunge Berlusconi – perché dovremo
rimediare ai danni che il centrosinistra ha fatto nel Paese”.
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