OpenID, la tecnologia digitale che semplifica la vita


dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6818

Oltre 10 mila siti aderiscono al progetto open source; anche Microsoft deve allinearsi.

[ZEUS Newswww.zeusnews.it – 10-02-2008]

mondo

Foto via Fotolia

Dopo
un certo periodo di scetticismo (forse in parte dovuto alla diffidenza
con la quale venne accolto un progetto simile in tecnologia
proprietaria, lanciato da Microsoft con il nome di “Passport” e poi
abbandonato per le critiche feroci di cui era stato fatto oggetto),
pare proprio che OpenID sia in dirittura di arrivo.

Secondo la ID Foundation,
ente che ne sovraintende la realizzazione, già sarebbero sponsor del
progetto Vidoop, Six Apart e Wikia oltre che NetMesh e Sxip Identity;
ma l’endorsement maggiore deriverebbe dall’adesione dei “pezzi
da novanta” del settore quali IBM, Yahoo!, Google, Verisign, e -da
ultimo- la stessa Microsoft, alla quale forse non par vero di apparire
una sostenitrice del free software con cosi poca fatica e nessuna spesa
o quasi.

Infatti la tecnologia consolidata con lo sviluppo di Passport,
ma oggi inutilizzata, potrà forse giovare agli attuali sviluppatori del
free. Resta da verificare se, una volta acquisito il necessario
aggiornamento, a Redmond non si deciderà che sia ora di dare una
rispolverata alla tecnologia proprietaria.

Sulla carta il progetto è molto interessante, inteso com’è a
permettere a ogni utente di utilizzare un’identità univoca per
connettersi a tutti i siti compatibili; il vantaggio sarebbe
soprattutto nel velocizzare i processi di connessione ricorrendo a
un’unica password, che dopo verifica permetterebbe accesso e
interazione con tutti gli altri siti aderenti senza altre formalità.

La tecnologia è stata ideata circa tre anni fa da Brad
Fixpatrick, allora alle dipendenze di Sixart; passato poi a Google, la
piattaforma è stata aggiornata e il formato reso open. Lo stesso autore
ritiene che “il
Web dovrebbe essere facile da usare e basato su standard accessibili a
tutti, eliminando ogni estensione proprietaria proprio perché non
dovrebbe essere appannaggio di alcuno”
.

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