dal sito http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/persone/autista-nobel/autista-nobel/autista-nobel.html
di KENNETH CHANG
Douglas C. Prasher
TRA un paio di mesi Roger Tsien e Martin Chalfie saranno a Stoccolma
per ricevere il Nobel per la Chimica e 450mila dollari, come premio per
aver messo a punto una rivoluzionaria tecnica per studiare le cellule.
Ma lo scienziato che ha realizzato la ricerca iniziale,
l’individuazione del gene di una medusa che produce una proteina
fluorescente, senza la quale il lavoro di Tsien e Chalfie non sarebbe
stato possibile, ha lasciato l’attività scientifica.
Douglas Prasher, che nei primi anni ‘90 lavorava per l’istituto di
ricerca Woods Hole Oceanographic Institution del Massachusetts, aveva
condotto una ricerca sulla medusa Aequorea victoria e ora fa l’autista
per un rivenditore di automobili a Huntsville, Alabama, per 10 dollari
l’ora. Dice di non essere invidioso dei premi assegnati a Tsien
dell’Università della California a San Diego, a Chalfie della Columbia
University e a Osamu Shimomura, il primo scopritore della proteina
della medusa nel 1961. Sarà, ma se gli eventi si fossero svolti in
maniera diversa, sotto le luci della ribalta a 57 anni avrebbe potuto
ritrovarsi proprio lui.
Prasher, biochimico, si interessò agli animali capaci di rendersi
fluorescenti. Verso la fine degli anni ‘80 si rivolse all’Istituto
Nazionale della Sanità americano sollecitando dei fondi per individuare
il gene della proteina fluorescente. La sua proposta poggiava
sull’ipotesi che la proteina avrebbe potuto trovare un’applicazione
pratica nel rivelare la struttura delle cellule. “Questa sarebbe stata
sicuramente una parte del mio progetto di ricerca” spiega Prasher.
“Sapevo che avrebbe potuto essere utilizzata come marcatore genetico e
che sarebbe stata molto utile, come in effetti si è rivelata”. La
richiesta fu tuttavia respinta.
Ricevette invece il via libera la proposta presentata alla American
cancer society, dove i fondi erano solo biennali. Prasher ebbe comunque
la possibilità di pescare migliaia di meduse nelle acque dei Friday
Harbor, nello Stato di Washington. E alla fine isolò il gene.
A quel punto però lo scienziato smise di lavorare volentieri al Woods
Hole. Invece di cercare un impiego stabile – convinto che sarebbe stato
respinto – cercò un altro lavoro abbandonando le meduse. Fu poi
contattato separatamente da Chalfie e Tsien per il gene che aveva
individuato. Prasher generosamente lo cedette a loro prima di andare a
lavorare per il dipartimento dell’Agricoltura. In seguito si trasferì a
Huntsville come collaboratore esterno della Nasa. Era un lavoro che gli
piaceva moltissimo. Essendo però la missione su Marte ipotetica e
lontana ancora una decina di anni, la Nasa tolse i finanziamenti e
lasciò Prasher senza lavoro. Dopo un anno di disoccupazione,
nell’ultimo anno e mezzo è diventato autista per il rivenditore Toyota
Bill Penney.
Dopo l’annuncio del Nobel per la Chimica, la settimana scorsa, diversi
media sono andati a scovare Prasher a Huntsville. A tutti l’ex
ricercatore ha risposto che non si sarebbe sentito a suo agio se fosse
stato incluso tra i vincitori del Nobel. “Altri lo avrebbero meritato
molto più di me” dice. “È normale che ci siano persone che lavorano con
enormi sacrifici, dedicando la loro vita alla scienza, senza ricevere
il Nobel”.
(Copyright The New York Times, 2008.
Traduzione di Guiomar Parada)
(18 ottobre 2008)

