Chrome, il browser di Google

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=8039

La Grande G entra nella guerra dei browser con un
programma che promette di essere più veloce, più sicuro, meno avido di
risorse e disponibile in beta già da oggi.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 02-09-2008]

Ecco Chrome, il browser secondo Google

“Al giorno d’oggi, ciò che quotidianamente usiamo nel web non sono semplici pagine web, ma applicazioni che nemmeno erano state ipotizzate quando il primo browser fu creato.

Si apre così la prima delle 38 pagine del fumetto
con cui Google annuncia ufficialmente la nascita di Chrome, il browser
ideato a Mountain View e concepito per permettere agli utenti di usare al meglio le applicazioni online.

Il lancio è previsto per oggi, 2 settembre; al momento il sito indicato per il download
non è ancora attivo e si viene rimandati alla home page del motore di
ricerca, ma probabilmente si tratta solo di una questione di fuso
orario. In ogni caso Google ha già fatto sapere che inzialmente sarà disponibile la versione per Windows, mentre quelle per Linux e Mac seguiranno a breve distanza. Per ora, naturalmente, si parla di versioni beta.

Stabile, veloce e sicuro: queste sono le tre parole chiave sulle quali il progetto dichiara di fondarsi. In più, Chrome sarà open source, cosicché lo scambio di idee con programmi analoghi possa essere continuo e proficuo per tutti.

L’accenno all’esistenza di altri programmi con cui condividere codice e innovazioni
non è casuale: sebbene periodicamente ci siano state voci circa la
realizzazione di un browser da parte di Google, non sembrava che
un’eventuale concretizzazione di queste stesse voci fosse vicina. A
Mountain View sembravano preferire il finanziamento di progetti già
esistenti.

Infatti il rinnovo dell’accordo con la Mozilla Foundation
- in base al quale per ogni ricerca eseguita all’interno di Firefox
tramite il box con il marchio Google Mozilla guadagnerebbe delle
commissioni – siglato pochi giorni fa e che durerà fino al 2011 pareva
allontanare la possibilità di un ingresso della Grande G nella guerra dei browser.

Chrome non sarà un tradizionale browser multi-threaded, ma un’applicazione multiprocesso: in ogni tab risiederà in un processo separato,
ottimizzando così la gestione delle risorse del sistema e permettendo
di chiudere tramite il task manager integrato nel browser, per esempio,
solo la tab che abbia smesso di rispondere.

Chi si è trovato costretto a terminare interamente il proprio browser solo perché una tab aveva bloccato tutta l’applicazione a causa di un’animazione Flash potrà senz’altro apprezzare la novità.

A proposito di tab, un cambiamento apparentemente solo estetico
riguarderà il posizionamento della barra che permette di passare da una
all’altra: anziché al di sotto dei menù, essa si troverà al di sopra,
sottolineando così l’indipendenza di ogni pagina e migliorando l’organizzazione delle tab stesse, almeno stando alle ricerche fatte da Google.

Un altro miglioramento riguarderà la macchina virtuale per l’esecuzione dei javascript, battezzata V8 e scritta da zero, che promette meraviglie quanto a velocità
rispetto ai browser attuali; ci sarà poi una modalità particolare per
far sì che le pagine visitate non restino nella cronologia, una barra
degli indirizzi dotata di autocompletamento intelligente (chiamata “omnibox”), una tab con le anteprime delle pagine più visitate (funzionalità simile, ma non identica, a ll’Accesso Rapido di Opera) e, naturalmente, l’integrazione di Google Gears per poter usare le applicazioni web di Google sia online che offline.

Con quest’ultima precisazione si chiarisce forse ancora meglio quello che appare l’intento di Google: fornire una soluzione completa,
che comprenda anche quelle applicazioni che ancora resistono come
software indipendenti dalla Rete (gli elaboratori di testo e i fogli di
calcolo, solo per fare due esempi) e delle cui funzionalità essenziali
tutti gli utenti hanno prima o poi bisogno senza invece necessitare di
spesso costose caratteristiche avanzate.

Microsoft dunque potrebbe anche trovarsi a fronteggiare un nuovo avversario pericoloso non solo nei confronti di Internet Explorer, già aggredito da Firefox, ma anche nei riguardi di Office,
suite della quale – è stato detto spesso – moltissimi non arrivano a
usare più del 10 per cento in termini di funzionalità disponibili: per
costoro Chrome potrebbe fornire un’unica soluzione a quasi tutte le
necessità.

Interessante sarà anche la posizione che dovrà assumere Mozilla, legata Google dall’accordo di cui abbiamo detto; il rilascio delle tecnologie con licenza open source, d’altra parte, potrebbe apportare più benefici di quante minacce l’apparizione di un nuovo concorrente possa far ipotizzare.

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