dal sito http://www.beppegrillo.it/2008/08/_clicca_limmagi_2/index.html?s=n2008-08-15
Questa lettera di un rappresentante sindacale della Polizia di Stato
dovrebbe farci preoccupare, e molto. Manganelli, il Capo della Polizia,
ha tenuto all’inizio di questa legislatura un intervento in Parlamento
denunciando lo stato della Giustizia. In pratica, ha detto che i
poliziotti rischiano la pelle e il criminale è subito
fuori, anzi, non finisce neppure dentro. Manganelli è stato ignorato.
Come ha scritto il giudice Bruno Tinti in “Toghe Rotte” il 95% dei delitti è impunito
grazie alle leggi fatte da Berlusconi per salvare sé stesso e i suoi
sodali. Anche il centro sinistra ha fatto la sua parte con il condono del 2006,
atto dovuto. Come i gatti di notte sono tutti grigi, gli amministratori
pubblici corrotti sono di tutti i partiti. La Polizia viene bastonata,
l’Esercito la sostituisce nelle strade. Oggi i soldati sono 6.000 , ma
potrebbero diventare 60.000. Tre miliardi di euro di tagli alla Polizia
(un avvertimento stile mafioso?), la Giustizia al guinzaglio corto. Si
stanno preparando per una possibile Argentina.
“Caro Beppe,
le
posizioni del COISP (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle
Forze di Polizia), a riguardo di moltissime iniziative intraprese da
questo governo, sono assolutamente critiche, perché contrarie alla
nostra Costituzione e al buon senso!
Non siamo d’accordo con
l’utilizzo dei militari nella gestione dell’ordine e della sicurezza
pubblica; non siamo d’accordo con certi provvedimenti in odore di “razzismo”;
non siamo d’accordo con la figura del sindaco sceriffo; non siamo
d’accordo con alcune iniziative di autotutela privata quali, per
esempio, le ronde padane e non siamo assolutamente d’accordo con i
tagli ingiustificati e assurdi che sono stati intrapresi ai danni del
comparto sicurezza. Si parla di tre miliardi di euro! Questi tagli, ora, sopraggiungono in un momento già disastroso per le forze di Polizia.
Mi
preme farvi notare che recentemente tutti, e ripeto TUTTI, i sindacati
del comparto sicurezza e difesa hanno manifestato di fronte alle
Prefetture d’Italia, distribuendo un volantino che informava la
cittadinanza delle assurdità intraprese dall’attuale governo.
Queste bestialità, peraltro, sono andate evidentemente contro le
promesse fatte dal centro destra in periodo elettorale. Logicamente, le
televisioni nazionali non ci hanno dato lo spazio adeguato e il
legittimo interessamento. A onor di cronaca, solo la stampa e le tv
locali ci hanno dato il giusto interesse.
In questo momento, ci
stiamo organizzando sulle iniziative da intraprendere. Resta però fermo
il principio che, in attesa di stabilire la prossima forma di protesta,
dobbiamo continuare a dare il massimo risalto ed eco contro le incoerenze e le contraddizioni presenti in questi provvedimenti governativi.
Dobbiamo,
innanzitutto, denunciare energicamente l’ultimo decreto, il cosiddetto
provvedimento “anti-fannullone”, che ci vede fortemente penalizzati
anche rispetto alle altre realtà pubbliche. La norma prevede che il
dipendente delle forze di polizia che si ammala deve corrispondere, per
i primi dieci giorni, un taglio della paga giornaliera pari a 20
euro(nell’ipotesi di uno stipendio base). L’inconcepibile provvedimento
dice che la norma non deve essere applicata alle malattie dipendenti per causa di servizio.
Il problema è che, prima che ti venga riconosciuta la “causa di
servizio”, passano anche sei o sette anni dall’evento. Intanto, però,
ti tolgono i soldi dallo stipendio. Al legislatore non interessa che
devi pagare il mutuo; che hai dei figli e la moglie a carico; che hai
la rata della macchina da pagare e che hai le tasse e le spese da
sostenere come tutte le persone di questo mondo. Il ministro Brunetta,
artefice di questo scempio, facendo leva su un legittimo dissapore
dell’opinione pubblica avverso ad alcune forme di assenteismo, ha
voluto adottare un provvedimento punitivo e discriminatorio nei
confronti di tutti i dipendenti statali e in misura ancor maggiore -
come spiegavo – agli appartenenti alle forze di polizia.
Abbiamo
apprezzato ed esprimiamo tutta la nostra ammirazione nei confronti del
dott. Di Pietro per la sua strenua e tenace difesa a favore degli
appartenenti alle forze dell’ordine! Abbiamo letto sulla stampa
nazionale, con somma gioia, le tue posizioni in cui hai giustamente
schernito il demagogico e ipocrita provvedimento inerente, appunto, l’utilizzo di militari nelle nostre città.
Ti ringrazio ancora.” Fausto Fanelli – Componente del direttivo nazionale COISP

