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La possibilità che esistano altre creature intelligenti non è contro la fede, dice il capo della Specola Vaticana.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-05-2008]

Non sappiamo per certo se siamo soli nell’Universo, ma “in un universo così grande non si può escludere l’ipotesi“
che diverse forme di vita abitino altri pianeti. Sono parole di padre
José Gabriel Funes, gesuita a capo della Specola Vaticana e consigliere
scientifico del Papa.
“Così come c’è una molteplicità di creature sulla Terra, possono
esistere altri esseri, anche intelligenti, creati da Dio. Questo non è
in contrasto con la nostra fede perché non possiamo porre limiti alla libertà creatrice di Dio”.
Ancora, i “fratelli extraterrestri” potrebbero “essere rimasti in piena amicizia con il loro creatore”, rendendo di fatto gli esseri umani la pecorella smarrita dell’Universo, che ha avuto bisogno di essere recuperata.
Padre Funes ha fatto queste dichiarazioni durante un’intervista con
l’Osservatore Romano, durante la quale ha provato a combattere la “visione atea dell’astronomia”. Alla Bibbia, ha spiegato, non si possono chiedere spiegazioni scientifiche; al limite, si possono avere indicazioni sul perché, non sul come.
Alle domande sull’inconciliabilità tra scienza e fede, il gesuita ha
risposto che ritiene che pur potendoci essere tensioni o conflitti, la scienza non va temuta: “la
gente ha bisogno che la scienza e la fede si aiutino a vicenda, pur
senza tradire la chiarezza e l’onestà delle ripettive posizioni”.
I creazionisti, convinti che il racconto della Genesi sia da prendere alla lettera, sono in errore: “Quella
del big bang, a mio giudizio, resta la migliore spiegazione
dell’origine dell’universo che abbiamo finora dal punto di vista
scientifico”. Il processo evolutivo emerge chiaro dalle
osservazioni astronomiche, ha detto ancora il frate. Ciò non esclude
che all’origine, prima dell’inizio del tempo tramite il big bang, ci
sia un atto creativo: “noi non siamo figli del caso”.
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