Multe per le home page senza Partita Iva

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6877&numero=1039

L’Agenzia delle Entrate ha iniziato a multare le
imprese che non espongono il numero di Partita Iva nell’home page del
sito, come da norma del 2001.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 16-02-2008]

Molti probabilmente – anzi sicuramente, visto
quanto succede – non lo sanno, ma dal 2001 esiste l’obbligo, per tutte
le imprese che abbiano un sito, di esporre in home page il proprio numero di Partita Iva.

Il Dpr del 5 ottobre del 2001, che introduce la norma, è stato poi
confermato della risoluzione n. 16, datata 16 maggio 2006, dell’Agenzia
delle Entrate. Non importa che il sito abbia unicamente fini
pubblicitari o informativi e non ci sia accenno di commercio
elettronico: la Partita Iva deve campeggiare ben visibile nella home page, né può essere nascosta nelle pagine interne del sito.

Per chi non si adegua c’è una sanzione amministrativa che può andare dai 258 ai 2.065 euro: parecchio, per una modifica piuttosto insignificante ma urgente da apportare al proprio sito.

L’urgenza deriva dal fatto che l’Agenzia delle Entrate ha iniziato a erogare le sanzioni
per i siti che non siano ancora in regola; dal momento che la norma non
ha ricevuto molta pubblicità, sono ancora parecchie le imprese che
devono correre ai ripari prima di incappare in un controllo e trovarsi
a pagare per aver omesso un numero.

Telecamere nei bagni di una scuola

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6972

Il programma di sorveglianza prevede telecamere a circuito chiuso anche all’interno dei bagni. Gli studenti protestano.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-02-2008]

Telecamere nei bagni di una scuola inglese

Tornare a scuola dopo una settimana di vacanza può far scoprire novità e sorprese: muri ritinteggiati, finestre riparate, o anche telecamere installate.

Si sa, il rischio per una scuola di trovarsi vittima di episodi di vandalismo è purtroppo sempre presente e un preside coscienzioso
deve attuare tutte le misure alla sua portata per prevenire possibili
danni. Un sistema di telecamere a circuito chiuso può dunque
dimostrarsi un ottimo deterrente che neutralizzi eventuali piccoli
Unni.

Quando però l’eccesso di zelo porta a installare le telecamere
anche nei bagni, ecco che gli studenti si sentono un tantino invasi
nella loro privacy, né i genitori sono particolarmente contenti di
sapere che i figli vengono controllati proprio in ogni momento.

Questo è in sintesi quanto successo al Lipson Community College di
Plymouth, nel Regno Unito, dove il ritorno degli studenti da una breve
vacanza ha coinciso con l’apparizione delle telecamere di sicurezza nei bagni.

I dispositivi sono stati subito scoperti; per lo meno, non erano occultati: “Non sono molto felice di ciò. Adesso ci si sente un po’ strani quando si entra nei bagni”, ha detto uno studente.

A seguito delle peraltro civili rimostranze di genitori e studenti, le telecamere sono state prontamente disabilitate e saranno rimosse al più presto, mentre il preside protesta la propria innocenza: “Qualcuno ha fatto un errore. Non hanno avuto alcuna autorizzazione da parte mia”.

Né reggerebbe la scusa di episodi di bullismo o vandalismo
avvenuti nelle toilette, dato che in quella scuola non se ne sono mai
registrati. Qualora ci fosse stato qualche problema – hanno detto gli
studenti – essi avrebbero anche capito la contromisura, ma lì non era
proprio necessaria.

A ogni modo, stando a quanto raccontato dai ragazzi, le telecamere erano pudicamente puntate solo sui lavandini; ciononostante, alcuni hanno preferito fare a meno dell’uso del bagno per un po’ (“Mia figlia ha insistito per andare a scuola, ma ha detto che si sarebbe trattenuta dall’andare il bagno per tutto il giorno”) mentre altri sono stati tenuti a casa dai propri preoccupati genitori.

L’unica ad ammettere chiaramente di essere quantomeno a
conoscenza dell’installazione delle telecamere è la vicepreside, la
quale sostiene che erano state installate come parte di un programma di sorveglianza della scuola.

Viste le evidentemente inaspettate proteste – par di capire dalla
parole dell’insegnante – si è poi ceduto alle richieste degli alunni: “Abbiamo
incontrato gli studenti per discutere le loro preoccupazioni e
ascoltare le loro opinioni sul sistema di telecamere a circuito chiuso
che la scuola sta sviluppando”
.

Non ci sarà alcuna conseguenza disciplinare per nessuno, a causa
di quanto successo: per il preside non è una questione di disciplina,
ma di apprendimento. Insomma, si voleva capire se fosse o meno il caso
di installare delle telecamere dei bagni. Pare dunque che sia meglio di
no, ma nessuno sarà punito per averci provato.

Ue, terza supermulta per Microsoft

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6965

La Commissione Europea, seccata per essere stata finora ignorata da Microsoft, le commina un’altra multa di 900 milioni di euro.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 27-02-2008]

L'unione Europea multa Microsoft per 900 milioni
Il Commissario Europeo Neelie Kroes

Le rassicurazioni
di Microsoft non hanno sortito alcun effetto sulla Commissione Europea,
che ha deciso di continuare per la propria strada senza fidarsi delle
promesse e di multare nuovamente l’azienda di Redmond per una somma di 899 milioni di euro, pari a 1,35 miliardi di dollari.

La motivazione è sempre la stessa da quattro anni, ossia la violazione
delle norme antitrust, aggravata però dalla decisione di Microsoft di ignorare le sanzioni successive alla condanna originaria.

“Microsoft è stata la prima azienda in cinquant’anni di sorveglianza
della Ue sulla concorrenza a dover essere multata dalla Commissione per
non aver rispettato le decisioni antitrust
, ha dichiarato il Commissario per la Concorrenza Neelie Kroes.

Dal canto suo, Microsoft ritiene che l’accusa di aver ignorato le imposizioni dell’Unione Europea non sia del tutto giustificata: “Stiamo analizzando l’azione della Commissione”,
fanno sapere. In effetti nell’ottobre del 2007 l’azienda aveva
annunciato di aver rispettato la decisione del 2004: la multa attuale,
insomma, riguarderebbe eventi passati e già risolti.

Nel 2004 la Commissione aveva infatti sentenziato che Microsoft ostacolava i propri concorrenti non fornendo le informazioni necessarie all’interoperabilità per i work group server;
Microsoft aveva quindi deciso di rendere disponibili tali informazioni,
ma solo dietro il pagamento di royalty esorbitanti, pratica ritenuta “irragionevole” da Bruxelles.

Per questo motivo l’Europa aveva comminato una prima multa di 497 milioni di euro,
seguita da una seconda – di 280,5 milioni di euro – nel luglio 2006.
Questa terza ammenda copre l’ultimo periodo, fino all’ottobre del 2007.

Sommando le multe accumulate da Microsoft finora, si ottiene la sbalorditiva cifra di 1,68 miliardi di euro. L’azienda, tuttavia, non pare troppo preoccupata: “Come
abbiamo dimostrato settimana scorsa con i nostri nuovi principi e
specificazioni sull’interoperabilità, la compagnia ha promesso
pubblicamente di pubblicare le informazioni fondamentali, cosicché i
programmi rivali lavorino meglio con Windows”
.

La Commissione Europea, infine, si augura per bocca di Neelie Kroes che
quest’ultimo atto faccia definitivamente calare il sipario sull’intera
faccenda: “Spero che la decisione di oggi chiuda un capitolo oscuro nel record di Microsoft nel non-rispetto della decisione della Commissione del marzo 2004″.

Cambi: euro, record a 1, 51 dollari

dal sito http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/economia/news/2008-02-27_127184747.html
2008-02-27 16:32
Cambi: euro, record a 1, 51 dollari
La moneta unica continua a correre

(ANSA) – ROMA, 27 FEB – L’euro continua a correre, segnando
un nuovo record contro il dollaro a quota 1,5107.

Downlovers.it

dal sito http://appuntinovalis.blogspot.com/2007/11/downloversit.html

Downlovers.it

Per scaricare file musicali in maniera completamente legale e gratuita ora c’è Downlovers .
Basta registrarsi al sito e grazie a un modello di business basato
sulla pubblicità e ad accordi con le etichette discografiche il gioco è
fatto. Questo è il primo progetto di questo tipo sul mercato italiano
ed europeo. La musica dei principali artisti italiani e stranieri,
viene “regalata” dalle aziende inserzioniste che, pubblicizzandosi
sotto forma di spot e banner, finanziano l’iniziativa.
Per
il momento (è in fase test) sarà possibile effettuare un massimo di
trenta download, ma si verrà avvertiti tramite mail quando questo
limite non sarà più attivo. Si possono cercare canzoni, album, artisti
e generi musicali. Durante la procedura parte uno spot pubblicitario di
trenta secondi: quella che compare nel video è l’azienda che sta
“pagando” la musica. Tutta la musica, quindi, può essere ascoltata
senza limiti sul proprio computer, ma è possibile copiarla solo su un
numero limitato di dispositivi.
Fonte: Repubblica

Il Pakistan cancella YouTube da Internet

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6944

A causa della censura pakistana, per qualche ora nessuno al mondo ha potuto accedere a YouTube.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-02-2008]

La censura pakistana ha tolto YouTube da Internet

Se
su YouTube si possono trovare video che trattano di un po’ di tutto, è
facile pensare che qualcuno si senta offeso da parte di questo
materiale.

In particolare, se il materiale viene ritenuto blasfemo da uno stato islamico,
come per esempio il Pakistan, può succedere che tale stato ritenga che
la cosa migliore per i suoi cittadini sia far sparire per sempre
YouTube dai Pc di questi ultimi.

Ciò è proprio quanto succeso nella sera di domenica 24 febbraio
(secondo l’ora italiana), quando il governo pakistano ha ordinato agli
Isp del Paese di redirigere tutte le connessioni che puntassero agli indirizzi Ip usati da YouTube.

L’ordine è stato puntualmente eseguito, facendo sì che chiunque
tentasse di raggiungere YouTube venisse rediretto da qualche altra
parte. Il grosso guaio deriva dal fatto che chiunque significa proprio chiunque: la leggerezza o l’ignoranza con cui l’Isp PieNet ha proceduto a eseguire l’ordine ha fatto sì che tutto YouTube sparisse per qualche ora da Internet.

Difatti anche gli utenti italiani che domenica sera
verso le nove abbiano tentato di accedere a YouTube si sono trovato
nell’impossibilità di farlo, senza sapere che l’origine del problema
risiedeva a molti chilometri di distanza.

E mentre il servizio di video risultava irraggiungibile, tutte
le connessioni del mondo che lì puntavano venivano redirette su qualche
server pakistano alternativo, facendo così collassare l’intera rete del paese asiatico come per un enorme attacco di tipo Denial of Service.

Di fronte a una tale situazione Pccw, la compagnia che gestisce la
maggior parte del traffico pakistano, ha ritenuto che la cosa più
semplice per ripristinare il normale funzionamento di Internet fosse di
escludere il Pakistan dalla Rete mentre il danno causato dalle modifiche dell’Isp PieNet veniva riparato e i filtri rimossi.

Questo incidente ha portato a due conseguenze: la presa di coscienza dei potenziali enormi problemi di sicurezza dell’attuale sistema
di routing e la decisione di YouTube di prendere le misure necessari
per bypassare le decisioni di PieNet, per garantire la propria
raggiungibilità almeno agli utenti statunitensi.

Infine, qualche commentatore fa notare come la motivazione addotta di blasfemia possa anche essere soltanto una copertura per nascondere una volontà politica tesa a coprire lo smascheramento di possibili irregolarità nelle elezioni.

Berlusconi vuole abolire il canone Rai

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=6937

Berlusconi è sempre più tentato dal promettere, in caso di vittoria, l’abolizione del canone Rai.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 25-02-2008]

Berlusconi vuole abolire canone Rai

Secondo
ambienti milanesi di Forza Italia, Berlusconi vorrebbe promettere
l’abolizione del canone Rai, sempre più contestato, a causa della
pretesa della Tv di Stato di imporlo anche a Pc e videofonini.

Verrebbero così accontentate le pressioni in questo senso della Lega,
che ha sempre cavalcato questo argomento in chiave antimeridionale, a
causa della fortissima evasione concentrata soprattutto al Sud.

Finora Berlusconi non ci ha provato perché vorrebbe una
campagna dai toni soft, in cui si dimentichi l’argomento classico delle
sinistre sul conflitto di interessi fra futuro Premier e proprietario
di Mediaset.

E’ possibile che, verso la fine della campagna elettorale,
sempre ricca di colpi di teatro e promesse ad effetto, Berlusconi si
lasci andare, imitando Sarkozy (anche se “all’italiana”) visto che il
presidente francese ha proposto una Tv di Stato con meno reti e senza
pubblicità.

Una proposta del genere metterebbe seriamente in difficoltà Veltroni, da sempre sostenitore della Rai e delle sue esigenze.

Ministero Salute: In farmacia? Farmaci anche senza tessera sanitaria

dal sito http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_5237.asp
Il Ministero della Salute, in una nota dello scorso 15 gennaio, ha
precisato che il farmacista � tenuto a fornire al cittadino il farmaco
richiesto e ci� anche in caso di mancata esibizione della tessera
sanitaria.
Il Ministro ha infatti chiarito che, in tali casi, il
farmacista dovr� riportare a mano l’indicazione del Codice Fiscale che
gli verr� dichiarato dal cittadino.
Nella nota, il Ministero, oltre a consigliare comunque l’utilizzo della
tessera sanitaria (anche per rendere un servizio pi� veloce ed
efficiente da parte della Farmacia), ha chiarito che il 1� gennaio
scorso � entrata in vigore la norma contenuta nella legge 296/2006
(finanziaria 2007) che prevede la stampigliatura del Codice Fiscale del
cittadino sullo scontrino fiscale relativo all�acquisto di farmaci a
pagamento o per la quota parte di ticket laddove previsti.

(Data: 19/02/2008 – Autore: Cristina Matricardi)

Le profezie papali di San Malachia

dal sito http://www.attivissimo.net/antibufala/malachia/profezie_papali.htm

Il testo dell’appello

In questo caso non si tratta di un appello in senso stretto, ma di una storia che circola da secoli e che
ha ripreso a circolare anche su Internet alla morte di Papa Giovanni Paolo II: San Malachia, monaco cistercense vissuto tra il 1094 e 1148, avrebbe lasciato una profezia scritta, nella quale enumera i papi e ne prevede soltanto altri due dopo Giovanni Paolo II. A quel punto, secondo la profezia, Roma verrà distrutta e secondo alcune interpretazioni avverrà la fine del mondo.

La cosiddetta Profezia sui Papi di San Malachia elenca 112 papi, dal suo contemporaneo Celestino II fino alla fine
del mondo. Ogni pontefice è indicato non per nome e cognome, ma
mediante un breve motto in latino. La profezia sarebbe stata scritta da Malachia in seguito a una
visione del futuro avuta durante una visita a Roma, e sarebbe stata
consegnata a Innocenzo II, restando però sconosciuta negli Archivi
Romani fino alla sua scoperta nel 1590. Fu pubblicata per la prima
volta nel 1595 da Arnold de Wyon nell’opera Lignum Vitae.

Datazione e origini

Le prime segnalazioni di questo caso come appello via e-mail sono giunte al Servizio Antibufala il 6 aprile 2005, ma la storia
delle profezie di San Malachia circola appunto dalla fine del 1500.

Perché è una bufala

La fede religiosa non c’entra: il documento è considerato falso anche da molte fonti ecclesiastiche perché è molto dubbia l’autenticità della sua datazione. A parte questo, le sue profezie (specialmente quelle recenti) sono talmente vaghe da poter essere adattate a qualsiasi papa in qualsiasi circostanza, per cui finiscono per essere “profezie” soltanto se le si vuole interpretare forzatamente come tali.

Cominciamo dai problemi di autenticità. Il fatto che per quattrocento
anni nessuno ne parli, compreso San Bernardo, che scrisse la
Vita di San Malachia,
è molto sospetto, anche se non è possibile escludere
l’ipotesi che il documento sia rimasto sepolto negli archivi per
secoli. Anche il fatto che l’elenco include degli antipapi
sembrerebbe porre dubbi sull’autenticità del documento.

Un altro indizio a sfavore dell’autenticità è che i
motti calzano con precisione i rispettivi papi fino al quindicesimo
secolo e successivamente diventano “calzanti” soltanto con un notevole
sforzo creativo
. Questa
differenza di precisione potrebbe essere spiegata senza ricorrere a
facoltà mistiche, ma ipotizzando più semplicemente che il
documento sia stato scritto intorno al quindicesimo secolo, potendo
quindi beneficiare della straordinaria chiaroveggenza tipica di chi
scrive dopo che gli eventi “previsti” sono già avvenuti. Tuttavia si potrebbe
anche ipotizzare che la chiaroveggenza di San Malachia avesse una
“portata” limitata, un po’ come una radio ricetrasmittente, e perdesse precisione man mano che aumentava la
distanza temporale.

Secondo una ricerca del Cicap, inoltre, la

“…prova maggiore della sua falsità è che nella lista sono presenti tutti i Papi del periodo in questione, ma solo due antipapi su otto, proprio come nell’elenco preparato dallo storico Panvinio, contemporaneo di Vion [Arnold de Wyon, lo scopritore] che certamente ne conosceva l’opera. Non solo, anche il motto di alcuni Papi era elaborato sulla base di indicazioni biografiche erronee fornite da Panvinio. Se così non fosse, in base al documento, Malachia avrebbe non solo profetizzato i Papi futuri, ma addirittura copiato gli errori di uno storico vissuto quattrocento anni dopo di lui! Tutti
i Papi precedenti il 1595, sono chiaramente indicati da un motto che ne
sintetizza il casato o lo stemma, quelli successivi a tale data invece
lo sono invece quasi tutti per elementi alquanto eterogenei.”

Ma vediamo come sono fatti questi motti. Per esempio, prendiamo
alcuni dei primi della lista, tutti (tranne il primo che cito qui)
successivi alla morte di Malachia, e tutti molto calzanti:

  • Eugenio III (1145-1153) è identificato dal motto Ex magnitudine montis, ossia “dalla grandezza del monte”, ed Eugenio era nato nel castello di Grammont; inoltre il suo cognome era Montemagno.
  • Gregorio IX (1227-1241) è Avis Ostiensis (“uccello di Ostia”), e questo papa era stato cardinale di Ostia prima di essere eletto.
  • Urbano IV (1261-1264) è abbinato al motto Hierusalem Campaniae (“Gerusalemme della Champagne”): era nato a Troyes, nella regione dello Champagne, e fu patriarca di Gerusalemme.
  • Anche andando avanti di un paio di secoli, troviamo per esempio Callisto III (1455-1458), identificato con precisione dal motto Bos pascens (bue al pascolo): lo stemma di Alfonso Borgia recava un bue dorato che pascola.

Coincidenze davvero notevoli, vero? In tempi più recenti, invece,
i motti si fanno molto più vaghi, e le loro spiegazioni (tratte in parte da uno dei tanti siti dedicati ai misteri) diventano più “arrampicate”:

  • Pio IX (1846-1878) ha il motto Crux de cruce, che
    potrebbe significare la tribolazione della Chiesa durante l’unificazione dello stato italiano,
    ma si adatterebbe a moltissime altre circostanze.
  • Leone
    XIII (1878-1903) ha il motto Lumen coeli o Lumen in caelo
    (a seconda delle fonti), ossia “luce del (o “nel”) cielo”,
    che potrebbe
    riferirsi allo stemma di questo papa, che conteneva una cometa, ma
    potrebbe riferirsi a qualsiasi altro fenomeno corrispondente a queste
    parole.
  • Pio X (1903-1914) è Ignis ardens (“fuoco ardente”), che indicherebbe “il cuore carico di santa fede di questo papa”.
  • Benedetto XV (1914-1922), Religio depopulata, starebbe a indicare i milioni di cattolici morti durante il primo conflitto mondiale.
  • Pio XI (1922-1939), Fides intrepida, sarebbe associabile alla lotta della fede contro i regimi nazionalsocialisti.
  • Pio XII (1939-1958), Pastor Angelicus, calzerebbe perché “fu da molti definito il papa Pastore dal portamento angelico”.
  • Giovanni XXIII (1958-1963), Pastor et Nauta (“pastore e marinaio”), sarebbe spiegabile perché “fu patriarca di Venezia e viaggiò molto”.
  • Paolo VI (1963-1978), Flos florum (“fiore dei fiori”), aveva tre gigli nel suo stemma.
  • Giovanni Paolo I (1978), De medietate lunae (della metà della luna”), avrebbe un motto che indica “il suo
    brevissimo pontificato, che durò poco più di un mese lunare”

    e iniziò e terminò quando la luna era visibile a metà, oppure si
    riferirebbe alla sua nascita a Canale d’Agordo, nella diocesi di
    Belluno (“bel-luno“).
  • Giovanni Paolo II (1978-2005), De labore solis, sarebbe un “riferimento all’instancabile attività svolta in svariati campi”,
    ma potrebbe essere un riferimento alla sua nascita in un giorno in cui
    si verificò un’eclissi di sole (non visibile nel luogo di nascita).

Una prima parte dei motti, insomma, contiene indicazioni precise, spesso anche geografiche, e chiaramente attinenti a uno specifico papa.
La parte successiva, invece, ricorre a espressioni vaghe e
intercambiabili. Se volete approfondire il confronto, una lista
completa e commentata dei motti è reperibile in Rete per esempio
presso Misteromania.

Come controprova di questa vaghezza, provate a scambiare papi e rispettive profezie:
troverete che in quelle recenti c’è sempre
qualche “spiegazione” che consente di farle
calzare. Questo è un fenomeno tipico di molte profezie di
origine religiosa o meno: si prende una frase vaga, la si confronta
con un gran numero di eventi e fatti come quelli che costituiscono la
vita di una persona, e alla fine, magari scavando un po’ e usando una
buona dose d’inventiva, sicuramente qualche nesso lo si trova.

Per esempio, la Religio depopulata
andrebbe benissimo anche per molti altri papi del ventesimo secolo,
perché potrebbe indicare il diffondersi dell’ateismo o di altre
religioni; tutti i papi sono pastor et nauta, ossia pastori (del proprio gregge) e marinai (conducono la nave della fede); qualunque papa avrà una fides intrepida, e ogni papa è un flos florum perché è un cardinale scelto dai cardinali (un fiore tra i fiori).

Questa intercambiabilità, tuttavia, vale molto più per i papi recenti che per quelli più antichi, e il confine fra profezie precise e profezie vaghe si trova guarda caso intorno alla data del ritrovamento del documento attribuito a San Malachia.

La fine del mondo è imminente!

Oltre a elencare papi, San Malachia (o chi per lui) dice cose piuttosto inquietanti a
proposito del nostro futuro, ed è per questo oggetto di molto
interesse da parte degli appassionati di profezie di sventura.

La sua profezia dice che al papa successivo a Giovanni Paolo II corrisponde il motto Gloria olivae. E’ un motto talmente vago che sarebbe adattabile a chiunque:
un papa italiano (terra delle olive), un papa non italiano (di
carnagione olivastra), un papa che si adopera per la pace (l’ulivo
è simbolo di pace), e così via.

Ho scritto la prima stesura di quest’indagine pochi giorni dopo la morte di Giovanni Paolo II, e così per rispetto verso il
lutto dei fedeli non ho voluto approfondire subito una considerazione un po’ irriverente a proposito di questa profezia,
ma ora credo sia presentabile. Infatti c’è anche un altro adattamento che sarebbe andato a pennello se fosse stato eletto uno
specifico cardinale italiano: se conoscete i cocktail, non avrete dubbi nel concordare che Gloria olivae non può che riferirsi
a… un Martini.

Fin qui, comunque, niente di drammatico, ma il gran finale della profezia è
l’indicazione dell’ultimo papa, che invece di essere identificato da un
motto, è contraddistinto da un’intera frase, riportata in varie
versioni da fonti differenti:

In persecutione
extrema S.R.E. sedebit Petrus Romanus, qui pascet oves in multis
tribulationis: quibus transactis [civitas] septicollis diruentur, et
Iudex tremendus iudicabit populum suum. Finis
[o Amen].

Traduco:

Nella persecuzione estrema, il trono della Santa Romana chiesa verrà
occupato da Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge fra molte
sofferenze, finite le quali la città dei sette colli verrà distrutta e
il tremendo Giudice giudicherà il proprio popolo. Fine
[o Amen].

La fine del mondo (o perlomeno di Roma) sembrerebbe insomma piuttosto imminente. Ma secondo
alcune interpretazioni, in realtà la profezia di San Malachia
non specifica che ci saranno soltanto altri due papi
. Infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, quello identificato come Gloria Olivae, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo. Per cui, anche secondo la profezia, ci potrebbero essere altri papi fra il numero 111 e l’ultimo.

In ogni caso, insomma, la distruzione di Roma non sembra essere così prossima come potrebbe sembrare.

Fonti

Catholic Encyclopedia, Prophecies of St. Malachy (in inglese)

Catholic-pages.com, Prophecy of St. Malachy (in inglese)

San Malachia ha previsto il prossimo Papa? di Sergio De Santis (in italiano)

Profezia di Malachia su Cicap.org (in italiano)

Note

Secondo una fonte che non ho al momento modo di verificare, ci sarebbero altri aspetti interessanti della vicenda.

  • Il manoscritto originale sarebbe scomparso, rendendo impossibile ogni perizia tecnica per datarlo: ci sarebbero soltanto appunti e note che descrivono il suo contenuto.
  • C’è inoltre una storia (o leggenda) secondo la quale in
    prossimità della morte di Pio XII, un cardinale americano,
    citato con i nomi Spellman o Cushing, era così desideroso di
    diventare papa che per conformarsi alla profezia di Malachia (pastor
    et nauta
    , pastore e marinaio), si fece portare in battello lungo il Tevere con a
    bordo un gregge di pecore. Non funzionò, e divenne invece papa
    Angelo Roncalli (Giovanni XXIII).

Grillo al ‘Munnezza Day’: ”Non vado a votare e ne sono orgoglioso”

dal sito http://www.studiocataldi.it/news_adn_asp/news_adn_29974.asp

Data:  23/02/2008 22:01
Pecoraro Scanio: ”I problemi ambientali si capiscono solo dopo disastri veri”

Grillo al ‘Munnezza Day’: ”Non vado a votare e ne sono orgoglioso”

Il comico genovese alla manifestazione a
Napoli: ”Veltroni vuole gli inceneritori e Berlusconi vuole gli
inceneritori. Berlusconi vuole governare con tre televisioni, Veltroni
vuole farlo governare con tre televisioni”

Napoli, 23 feb. (Adnkronos/Ign) – ”Veltroni vuole gli inceneritori e
Berlusconi vuole gli inceneritori. Berlusconi vuole governare con tre
televisioni, Veltroni vuole farlo governare con tre televisioni. Io non
vado a votare e ne sono orgoglioso”. Cos� Beppe Grillo, durante la
diretta da Napoli del ‘Munnezza Day’, la giornata organizzata per
protestare contro l’emergenza rifiuti nella regione trasmessa da Ecotv
(Sky 906), ha confermato quanto aveva anticipato ai giornali in merito
alle elezioni.
Durante la diretta � intervenuto anche il ministro dell’Ambiente,
Alfonso Pecoraro Scanio. ”Dopo 14 anni di iniziative dei Verdi di
ferma denuncia contro un piano di rifiuti sbagliato – ha sottolineato -
non si � dato ascolto a chi come noi proponeva la raccolta
differenziata come elemento strategico. Purtroppo il commissariamento
gestito in questo modo non ha prodotto risultati ma al contrario ha
solo moltiplicato una serie di emergenze. Noi temevamo quello che sta
succedendo ma spesso i temi ambientali e i problemi ad essi collegati
si capiscono solo dopo i disastri veri”.