Sicilia, finito lo sciopero: Movimento dei Forconi “Sospendiamo la protesta, non si può mettere in ginocchio la Sicilia. Ora la lotta si trasferirà a Roma”

dal sito http://www.canicattiweb.com/2012/01/21/sicilia-sciopero-movimento-dei-forconi-sospendiamo-la-protesta-non-si-puo-mettere-in-ginocchio-la-sicilia-ora-la-lotta-si-trasferira-a-roma/

Forza d’urto ha deciso di sospendere la protesta. Lo ha annunciato uno dei leader del Movimento dei Forconi, Mariano Ferro, spiegando che “non si può mettere in ginocchio più di quanto già lo è la Sicilia, non era questo il nostro obiettivo. La protesta non finirà ma la lotta si trasferirà a Roma”.

“Si è messo in moto il buon senso – dice Ferro – e la rabbia va governata. I siciliani non possono sopportare oltre il fermo del trasporto. La pressione esercitata sul governo regionale per i provvedimenti di competenza è approdata a soluzioni parziali che il governatore Lombardo, nel corso di un ulteriore incontro che si è tenuto stamattina, ha garantito di realizzare nel più breve tempo possibile. La Sicilia rimane in stato agitazione e aggiunge Roma come sede di protesta per rivendicare i diritti di un popolo da sempre bistrattato. Quella che ha visto migliaia di siciliani sulle strade è già una pagina di storia”.

Nonostante il termine per il blocco dei tir sia ufficialmente scaduto, la regione resta in grave difficoltà. Molti distributori sono stati riforniti di carburante e si registrano lunghe code di auto in tutte le province.

La protesta degli autotrasportatori nell’Agrigentino invece di attenuarsi si è potenziata. I presidi, secondo i dati forniti dalla polizia stradale, sono, al momento, sei. Tre lungo la strada statale 115: uno all’ingresso di Licata, uno al bivio per Naro, uno dinanzi la cementeria di Porto Empedocle; al chilometro zero della statale 640 ossia all’uscita del porto di Porto Empedocle; lungo la statale 189, al bivio per Aragona; e un altro lungo la statale 123, ossia la Ravanusa-Naro.

Tuttavia nove autocisterne di carburante arriveranno entro questa sera e tutti i distributori della città saranno in condizione di erogare benzina e gasolio. La polizia stradale si occuperà della scorta alle autobotti. Nell’attesa il centro di Agrigento è paralizzato da una fila chilometrica di automobilisti, fermi al distributore di via Crispi, che è aperto ma ancora senza carburante.

Una moneta popolare, il blocco dei prodotti agricoli provenienti dalla Cina e dai Paesi esteri; costo dell’energia elettrica a 0,030 euro; prezzo del gasolio e della benzina a 0,70 euro; attuazione dello Statuto siciliano; rimodulazione del programmo per lo sviluppo regionale (Psr). Sono alcune delle richieste che il Movimento dei Forconi avanza in vista della riunione tra il premier Mario Monti e il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo in programma la prossima settimana.

Martino Morsello, uno dei leader dei Forconi, chiede che all’incontro tra Monti e Lombardo siano presenti anche rappresentanti della Comunità europea. Tra le richieste dei contadini ci sono anche lo snellimento della burocrazia regionale e nazionale; fondi per lo sviluppo socio-economico della Sicilia; accesso al credito; blocco dei debiti Equitalia e Serit.

Quando gli uomini sono peggio delle bestie !!!!!

dal sito http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.cadoinpiedi.it%2F2012%2F01%2F28%2Fimpiccano_due_cani_la_foto_postata_su_facebook.html&key=d2392e0b9d84b7fc761fdaad1d5d422e909eb31d

 

Una tragica storia, riportata da un quotidiano rumeno, che testimonia dell’atrocità dell’uomo nei confronti degli animali

Redazione Cadoinpiedi.it

Una tragica storia, riportata da un quotidiano rumeno, che testimonia dell'atrocità dell'uomo nei confronti degli animali

Due giovani, di cui ancora non si conoscono le generalità, hanno deciso di impiccare e uccidere due cani. L’immagine dell’infame gesto è stata poi caricata su Facebook.

A riportare la notizia è stato un quotidiano rumeno.

Qualche riflessione di fine mese ….gennaio 2012 !!!!

dal sito http://www.beppegrillo.it/2012/01/mondo_cane_mondo_fame/index.html?s=n2012-01-28

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A Davos i banchieri discutono della fame nel mondo. Il rappresentante dell’Unilever ha detto “Ogni sei secondi un bambino muore di fame. Il numero di persone che soffre la fame è aumentato dopo la crisi, in questi ultimi tre anni“. Già, ma chi è il responsabile? Lo spread? I CDS? I derivati? Il fato? O le aziende che producono semi geneticamente modificati e rendono schiave dei loro prodotti intere popolazioni? O gli Stati che vendono armi alle nazioni più povere in cambio delle loro ricchezze? O le industrie che trasformano il grano in biofuel? O i Paesi che comprano terreni agricoli nel Terzo mondo, li fanno coltivare agli autoctoni, per predare quantità enormi di derrate alimentari? O le imprese che distruggono il clima e desertificano la Terra? O la trasformazione di terreni agricoli in allevamenti di carne? O la cementificazione selvaggia del territorio? O l’ipocrisia di chi dà un euro in beneficenza e butta nella spazzatura 10 euro di cibo avanzato?
L’India ha il maggior numero di persone che soffrono la fame. Quale dovrebbe essere la soluzione? Semi OGM Monsanto? Più produzione, stomaci pieni. Eppure, nel Paese più affamato del mondo, hanno avuto la forza di dire no. Il governo ha fatto una moratoria sull’introduzione dell’OGM nell’agricoltura “Non c’è urgenza di introdurre l’OGM con il pretesto della mancanza di cibo“, ha detto il ministro indiano per lo sviluppo rurale Jairam Raimesh (*). Grandi industrie come Unilever, Nestlé e PepsiCo stanno aiutando lo sviluppo dell’agricoltura nel mondo con microfinanziamenti, semi e fertilizzanti. Ma in cambio di cosa? E l’ONU a che serve?
Il business della fame è uno dei più redditizi e sicuri del prossimo futuro. Infatti, entro il 2050 la popolazione mondiale aumenterà di altri due miliardi. Quota 9 miliardi. Una bonanza per le aziende produttrici di OGM. Strano un mondo che si preoccupa dello spread, ma ignora la morte per fame di cinque milioni di bambini ogni anno.
(*) fonte FT

 

Qui ci vorrebbe una rivoluzione…sono ridicoli !!!!!!

IL MINISTRO DELLA POLIZIA

Il ministro cancellieri ha detto che non saranno tollerati i blocchi stradali da parti dei manifestanti, perchè, dice,bisogna difendere i diritti dei cittadini. rif. http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Tir-Cancellieri-non-tollereremo-blocchi/23-01-2012/1-A_001165975.shtml

CHE BELLE E SENTITE PAROLE, NON C’E’ CHE DIRE!
Ma come si preoccupano i nostri politici dei diritti dei cittadini (anche quelli che protestano sono CITTADINI), adesso che è cominciata la rivolta si preoccupano dei diritti!!!!!
Ma, dico, quando i carburanti salivano salivano e salivano per camionisti e cittadini CHI E’ INTERVENUTO? SENZA PARLARE DELLE ASSICURAZIONI ED EQUITALIA PER LE QUALI NIENTE HANNO FATTO LASCIANDO I CITTADINI ALLA LORO MERCE’?E quando questa  politica ci metteva i piedi in testa chi è insorto? La Cancellieri? Il PD ? I comunisti? QUESTI  SINDACATI CONFEDERATI??? NE-SSU-NO! Nessuno ha difeso i cittadini dall’umiliazione quotidiana perpetrata da coloro che li rappresentano.
Il diritto principale di noi italiani è quello  di vedere dimettere la classe politica esistente e andare via in blocco; vogliamo una nuova classe politica, onesta, giovane, lungimirante, senza essere costretti a scegliere (grazie ad un legge elettorale umiliante partorita da un cretino e votata da altri cretini) all’interno del gruppetto che ormai tutti conosciamo troppo bene.
Quindici giorni di protesta in Sicilia senza che nessuno organo d’informazione dedicasse un rigo (a parte IL FATTO QUOTIDIANO) e addesso si accorgono che la situazione è diventata esplosiva e minacciano di riunire gabinetti di guerra.E PER FARE LA GUERRA A CHI, AI PADRI DI FAMIGLIA???
VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

ultime news su http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/01/23/riepilogo-tir-taxi.html

Il governo italiano liberalizza le scorie radioattive

dal sito http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.linkiesta.it%2Fmario-monti-scorie-radioattive&key=85c54f659afa4ac986fbada95a07d8f9b72bdaf3

Un piccolo comma nel decreto sulle liberalizzazioni riapre la questione delle scorie nucleari, stabilendo che il governo può installare dove vuole i depositi senza il parere ora discriminante delle istituzioni locali. Effetto nimby a parte, il problema è che così si rischia di andare verso la creazione di tanti depositi (in gran parte rendendo stabili quelli ora provvisori). Intanto i deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (a Saluggia c’è l’85% delle scorie italiane) pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, bollando la decisione come «inaccettabile». Con la mappa dei depositi di scorie radioattive in Italia.

Sedata dopo il referendum, la bagarre sul nucleare sta per riaprirsi per un articolo contenuto nel decreto del governo Monti sulle liberalizzazioni. Nascosto tra articoli che hanno avuto finora più eco, c’è infatti spazio anche per l’atomo. Anzi, per i suoi scarti, le scorie. L’articolo 25 (accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari) vorrebbe dare impulso al decommissioning e rendere più facile l’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. «Se fosse approvato autorizzerebbe i nuovi depositi nucleari nei siti a rischio», denuncia Gian Piero Godio, instancabile antinuclearista piemontese di Legambiente, che se non avesse setacciato ogni angolo del decreto non avrebbe scovato una norma sfuggita ai più.

Tra i siti meno idonei la palma d’oro spetta a Saluggia, in provincia di Vercelli, che delle scorie è la capitale (è qui stoccato l’85% dei rifiuti radioattivi del nostro Paese, tra cui oltre 300 metri cubi liquidi a più alta radioattività): depositi temporanei nella golena della Dora Baltea e a monte dell’acquedotto del Monferrato.
«L’articolo 25 toglierebbe ai Comuni la possibilità di decidere se un impianto nucleare può essere realizzato o meno», sottolinea Godio. Due parlamentari del Pd, Luigi Bobba e Roberto Della Seta (eletti nel vercellese) – che sostengono Monti come tutto il partito di Bersani – annunciano, però, battaglia: «Se passasse così com’è, Saluggia diventerebbe la discarica delle scorie nucleari italiane, senza bisogno di ottenere le autorizzazioni ambientali, urbanistiche e di sicurezza previste dalla legge per tutte le nuove infrastrutture. Per questo, proporremo al Senato e alla Camera modifiche radicali all’articolo e ci auguriamo che il governo non insista su una via totalmente inaccettabile».

Si tratta di una norma, che in termini diversi, era comparsa anche nel decreto Salva Italia, ma fu espunta dalle successive correzioni. Non è la prima volta che per mano governativa verrebbero rafforzati i poteri di Sogin (Società gestione impianti nucleari), successe già nel 2003 quando il governo Berlusconi decretò lo stato di emergenza sui siti nucleari, a causa – si disse – del pericolo di attentati terroristici. In sella, a quel tempo, c’era il generale Carlo Jean, che in qualità di commissario Sogin autorizzò a Saluggia (Vercelli) il contestato mega deposito D2 – di cui sono iniziati da poco i lavori – in virtù dei poteri speciali e in deroga alla normativa urbanistica.
È la prima parte del comma 4 quello che impensierisce maggiormente gli ambientalisti e che secondo loro «esautorerebbe i comuni e i sindaci»: una volta ottenuto l’ok del ministero dello Sviluppo economico, Sogin potrebbe operare senza ulteriori “ostacoli” burocratici. L’autorizzazione diventerebbe, infatti, variante, e sostituirebbe ogni provvedimento amministrativo.

Fatte salve le specifiche procedure previste per la realizzazione del Deposito nazionale e del Parco tecnologico richiamate al comma 3, l’autorizzazione alla realizzazione dei progetti di disattivazione rilasciata ai sensi dell’articolo 55 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230 nonché le autorizzazioni di cui all’articolo 6 della legge 31 dicembre 1962 n. 1860, e all’articolo 148, comma 1-bis, del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, valgono anche quale dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza, costituiscono varianti agli strumenti urbanistici e sostituiscono ogni provvedimento amministrativo, autorizzazione, concessione, licenza, nulla osta, atto di assenso e atto amministrativo, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti costituendo titolo alla esecuzione delle opere.

«Così – sostiene Godio – si dà mano libera a Sogin di installare dove vuole i depositi senza il parere discriminante delle istituzioni locali. Tanti depositi renderanno meno esigente la costruzione di un vero deposito nazionale più sicuro, che per legge doveva essere pronto entro la fine del 2008. Sogin ha ultimamente chiesto l’autorizzazione per la costruzione di depositi, a sua detta temporanei, in ogni sito italiano, situati spesso in località illogiche». Solo in Piemonte sono previsti due depositi nucleari a Saluggia, altri due a Trino Vercellese e un deposito nucleare a Bosco Marengo (in fase di realizzazione). «I siti – conclude Godio – rischiano di diventare depositi di sé stessi, in barba al decommissioning che dovrebbe eliminare nei luoghi ogni vincolo derivante dalla presenza di radioattività».
Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/mario-monti-scorie-radioattive#ixzz1kJwVkxXs

 

 

Evasione: ecco la mappa regione per regione. Chi evade di più

dal sito http://www.tzetze.it/tzetze_news.php?url=http%3A%2F%2Fwww.cadoinpiedi.it%2F2012%2F01%2F23%2Fevasione_ecco_la_mappa_regione_per_regione_chi_evade_di_piu.html&key=3163a0e1a1d58c72ae12db3d7b0344cc008bbddd

Redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e Iva evasa per oltre 8 miliardi di euro solo nel 2011

Redazione Cadoinpiedi.it

Redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e Iva evasa per oltre 8 miliardi di euro solo nel 2011

Nel 2011 la Guardia di finanza impegnata nel contrasto all’evasione fiscale ha individuato redditi non dichiarati per oltre 50 miliardi di euro e Iva evasa per oltre 8 miliardi di euro. (Argomento molto ben trattato nel libro Soldi Rubati) Sono stati 12mila i soggetti denunciati, principalmente per aver utilizzato o emesso fatture false (1.981 violazioni), per non aver versato l’Iva (402 casi), per aver omesso la dichiarazione dei redditi (2.000 violazioni) o aver distrutto od occultato la contabilita’ (oltre 2.000 casi).
Ai responsabili di reati fiscali sono stati sequestrati immediatamente oltre 902 milioni di euro. Rilevante l’attivita’ di contrasto alle cosiddette ‘frodi carosello’ che ha portato alla scoperta di quasi 2 miliardi di Iva evasa mentre sono 12.676 i lavoratori ‘in nero’ (di cui oltre 2.500 extracomunitari) scovati.

Agi

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Passaparola – I Forconi risalgono l’Italia – Pino Aprile

dal sito http://www.beppegrillo.it/2012/01/i_forconi_risalgono_litalia_-_pino_aprile/index.html

“Una rivoluzione in Italia, se ci sarà mai, partirà dal Sud. Se nelle regioni settentrionali la crisi porterà una diminuzione del livello di vita e sacche di povertà, il Sud è condannato alla miseria e all’emigrazione. Il movimento dei Forconi non nasce dal nulla, ma dalla consapevolezza del fallimento dello Stato e dal rifiuto di fare la fine della Grecia dove i bambini vengono abbandonati a scuola dai genitori perché non riescono a sfamarli. Pino Aprile, studioso dei movimenti meridionali e autore di “Terroni” ci spiega le origini del movimento dei Forconi e del possibile incendio italiano.” Beppe Grillo
Il Passaparola di Pino Aprile, scrittore e giornalista.

Produrre senza garanzie (espandi | comprimi)
Salve, un saluto a tutti gli amici del blog di Beppe Grillo, sono Pino Aprile, sono un giornalista, uno scrittore, mi occupo soprattutto di cosa sta succedendo al Sud d’Italia e perché il Mezzogiorno d’Italia pare cumulare oggi una quantità di risentimenti, diciamo anche le parole che possono suonare grosse, di rabbia che non ci si riesce a spiegare.

La riforma scolastica dimentica Quasimodo (espandi | comprimi)
Raccogliendo poi intorno a sé i sentimenti di tutti i tipi, non posso fare un’enciclopedia, ma provo a raccontarne alcuni diversissimi tra di loro, c’è molto malumore nella scuola e soprattutto nella scuola del sud, non fa notizia che l’allora, purtroppo infausto ministro alla Pubblica Istruzione Gelmini, abbia sottratto circa mezzo miliardo di Euro destinato alle scuole cadenti del Sud per distribuirlo in tutta Italia

Italiani conoscetevi e unitevi (espandi | comprimi)
Quando i produttori di formaggio in Italia entrano in crisi, il governo con i soldi destinati al Sud salva i produttori di parmigiano e non avendo più quei soldi disponibili per i produttori di pecorino sardi, perché li ha consumati dove non doveva spenderli, va a far randellare i produttori sardi di pecorino, a sfasciare le teste dei sardi e questa differenza la trovi dappertutto.

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Nuova “Legge bavaglio” in Italia

dal sito http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=16712#axzz1kJlCIAwt

Un nuovo provvedimento, approvato in Commissione per le politiche comunitarie, concede a chiunque il potere di rimuovere contenuti sgraditi da Internet.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 23-01-2012]

giovanni fava sopa italiana

Giovanni Fava

Peggiore della legge SOPA, che il Senato statunitense ha deciso di non discutere ulteriormente a causa delle proteste nate in Rete: così è già stato definito l’emendamento proposto dall’onorevole Giovanni Fava alla Legge comunitaria 2011.

Durante una recente riunione della Commissione per le politiche comunitarie, l’onorevole Giovanni Fava (Lega Nord) ha infatti proposto un provvedimento – poi approvato in Commissione – che di fatto si traduce in una nuova “legge bavaglio”.

Nella sostanza, la norma permette a chiunque di richiedere a un fornitore di servizi di hosting di rimuovere qualsiasi contenuto, senza la necessità di portare prove di un’eventuale violazione di legge né di ricorrere a un giudice per stabilire se ci si trovi davvero in presenza di un illecito. L’articolo continua qui sotto.

Ognuno avrebbe quindi il diritto di pretendere la rimozione di qualunque contenuto che, secondo la sua opinione, violi il diritto d’autore.

Inoltre il fornitore di servizi, se non si adegua, rischia di essere considerato anch’esso responsabile qualora poi la violazione del diritto venga accertata: avrà quindi tutto l’interesse a rimuovere tutto ciò che possa rappresentare un pericolo, sia pure potenziale e remoto, per la propria attività.

Si capisce come, in questo modo, si aggiri la giustizia lasciando liberi di esercitare un devastante potere censorio tutti quelli che si sentono lesi dalla presenza di un certo materiale in Rete.

L’emendamento dell’onorevole Fava è dunque davvero peggiore di SOPA, perché la proposta di legge americana aveva per lo meno il buon gusto di fare riferimento all’autorità giudiziaria per determinare se il materiale contestato fosse in violazione della legge.

L’unico lato positivo della vicenda è che la proposta ha, per ora, superato soltanto il vaglio della Commissione, e non quello del Parlamento (dunque la norma non è in vigore): c’è ancora la speranza che si replichi la situazione americana, dove le proteste hanno costretto il Congresso a tornare sui propri passi.

I vampiri della Repubblica italiana

dal sito http://www.beppegrillo.it/2012/01/i_vampiri_della_repubblica/index.html

Le imprese stanno morendo. Si sta fermando il cuore della Nazione. Quello che pompa sangue e reddito al Paese. Lo Stato deve alle aziende 70 miliardi di euro. Soldi che significano la vita o la morte per migliaia di imprese e famiglie buttate in mezzo a una strada. I becchini Monti&Passera, invece del massaggio cardiaco, hanno preparato per loro un’iniezione letale: i BOT. Salderanno il debito statale con debito pubblico. E’ come pagare il conto al ristorante con le figurine Panini (con tutto il rispetto per il glorioso album), scambiarsi la cacca con la pupù. Le imprese potranno a loro volta pagare i dipendenti con una modica quantità di BOT e questi pagare l’affitto, il benzinaio, le bollette della luce e del gas con qualche titolo pubblico. E’ una presa per il culo così abnorme che sembra una storia tratta da Topolino, ma non per i giornalisti schierati con il Sistema senzaseesenzama. Sentite qua, da Repubblica di oggi: “Tra le novità dell’ultima ora si segnala anche la possibilità che il corposo debito pubblico della PA con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia erogato in titoli di Stato, per dare fiato alle imprese strozzate dal credit crunch, la stretta creditizia”. Propongo che da subito il finanziamento ai giornali sia pagato in BOT, così la pianteranno di scrivere cazzate. E non solo, anche il finanziamento ai partiti va pagato in BOT e pure lo stipendio ai parlamentari, ai consiglieri regionali e ai ministri, fino allo stesso Napolitano. Perché fermarsi qui? Tutti i vitalizi di senatori e deputati, a iniziare da Amato e Veltroni passando per Scalfari, siano onorati in BOT e ogni cartella di Equitalia sia in futuro saldata in BOT. Ho un debito con te? Ti dò un altro debito! Chi è in asfissia di liquidità e riceve in cambio del credito con lo Stato un debito dello Stato può solo vendere, ma i Bot valgono meno del loro valore nominale, anche il 20-25%. Il debito ha sostituito la moneta. Ci stiamo trasformando in un Paese di accattoni. Pagherò l’elettricista con il debito che ho con l’idraulico. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Sotto inchiesta le agenzie di rating che hanno declassato l’Italia

dal sito http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=177651&sez=ITALIA

MILANO – Da questa mattina la Guardia di finanza sta compiendo verifiche nella sede milanese dell’agenzia di rating Standard & Poor’s di via S. Giovanni sul Muro, in centro. Gli accertamenti sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Trani. La magistratura di Trani ha da tempo in corso un’inchiesta nei riguardi di Standard & Poor’s e Moody’s (l’agenzia pochi giorni fa ha declassato il rating dell’Italia) accusate di aver manipolato il mercato con «giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti» sul sistema economico-finanziario e bancario italiano. Nell’inchiesta ci sono sei indagati: tre analisti «con funzioni apicali» di S&P, uno di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie. I tre analisti di S&P sono accusati, oltre che di «manipolazione del mercato», anche di «abuso di informazioni privilegiate» per aver «elaborato e diffuso», nei mesi di «maggio, giugno e luglio 2011 – anche a mercati aperti – notizie non corrette (dunque false anche in parte), comunque esagerate e tendenziose sulla tenuta del sistema economico-finanziario e bancario italiano». Gli accertamenti della Gdf sono eseguiti dal nucleo di Bari, su disposizione della Procura di Trani.

La replica: valutazioni indipendenti. «Standard and Poor’s è sorpresa e costernata da queste indagini sulle sue valutazioni indipendenti. Le accuse fatte sono del tutto prive di fondamento e senza merito e con forza difenderemo le nostre azioni, la nostra reputazione e quella dei nostri analisti»,è la replica dell’agenzia di rating.

Procuratore Trani: non parlo. «Non ho nulla da dire, non parlo»: queste le sole dichiarazioni fatte per ora dal procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trani, Carlo Maria Capristo, a proposito delle perquisizioni in corso a Milano in uffici di Standard & Poor’s.

Inchiesta anche a Milano. Oltre al fascicolo aperto nei mesi scorsi dalla procura della Repubblica di Trani, si è acceso anche il faro della procura di Milano. Il 30 novembre scorso la Guardia di Finanza di Milano aveva avviato una verifica di routine sull’agenzia di rating e gli esiti di questi accertamenti sono arrivati in questi giorni sul tavolo del procuratore aggiunto di Milano Francesco Greco, capo del pool economico della procura meneghina. Il magistrato, alla luce degli atti, dovrà quindi valutare se ci sono gli estremi per l’apertura di una inchiesta giudiziaria.

Giovedì 19 Gennaio 2012 – 12:28    Ultimo aggiornamento: Venerdì 20 Gennaio – 13:35
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